La Festa del ciclismo e non solo

Vedere una gara di ciclismo per un appassionato è qualcosa di completamente diverso dalla maggior parte degli altri sport. Non ci si può aspettare di poter seguire lo svolgersi della gara come succede in televisione. Il bello non sta quindi nel partecipare allo svolgimento della contesa, nella scoperta di chi ce la fa e di chi resta sconfitto. Il bello è l’attesa, le voci su come sta andando la gara, su chi c’è in testa. Poi arriva la corsa: un serpentone di magliette colorate tra cui cerchi di riconoscere i più forti: “E’ Bettini. E’ Freire. E’ Indurain. E’ Moser. E’ Gimondi.”. Sono le voci che si rincorrono. In un attimo la corsa è passata e si vola a casa per capire come è andata a finire.
I mondiali di ciclismo sono lievemente differenti perché, essendo in circuito, ci sono parecchi passaggi. Alla fine però i meccanismi sono gli stessi. Il bello di vedere i mondiali non è quindi tanto la gara in sé quanto quella straordinaria atmosfera che respiri lungo il tracciato: l’allegria di chi attende il passaggio dei corridori cantando, banchettando, facendo in definitiva festa; il tutto sotto bandiere dei paesi più disparati, alcune delle quali mi sono del tutto sconosciute.

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La festa diviene ancor più trascinante quando, come successo a Varese Domenica 28, i tabelloni mostrano il trionfo di Ballan ed ecco allora che le bandiere tricolori sventolano finalmente serene anche in questa terra nella quale qualcuno ama pulirsi le terga con il tricolore.
Festa i mondiali di ciclismo lo sono stati anche per l’amministrazione comunale di Varese che ha visto giungere finanziamenti per un totale di 71 milioni di Euro, dei quali 53 sono andati alla costruzione della Tangenziale Nord. Altre opere rilevanti sono state la costruzione o ristrutturazione di alberghi, in particolare due in zone protette ad opera rispettivamente di Ligresti e di Polita. Il primo è della catena Ata-Hotel ed è stato costruito sulla collina sopra l’ippodromo, dove arrivava la corsa, in una zona protetta dal piano regolatore. La seconda è un albergo sorto (con qualche tribolazione) nella località  di Capolago, nei pressi del Lago di Varese. Da notare che il progettista di quest’ultimo è un uomo politico locale di chiara fama, tale Giorgio de Wolf, per ricordarci che il conflitto di interesse ormai è la religione di stato.
Oltre a questi aspetti c’è stato poi uno sforzo generoso di abbellire e valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico di Varese. C’e però chi ha esagerato creando attrazioni turistiche anche dove non ci sono mai state. Così ogni cascina, perfino ogni prato, aveva un cartello che ne ricordava il nome quando non la storia; e mi sono perciò ritrovato di fronte a cartelli come questo che indicavano posti e cose dei quali anche chi vive qua da 20 anni non conosceva e non conosce né l’esistenza né la posizione. Ah, naturalmente il tutto rigidamente in forma bilingue…

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Oct 8th, 2008

Un grazie ai vicentini

Ogni tanto le persone mi stupiscono positivamente. Pareva che il cloroformio mediatico avesse addormentato l’opinione pubblica italiana su una serena accettazione di tutto ciò che viene deciso dalla classe dirigente di questo paese. Pareva che fossimo tutti pronti ad applaudire chiunque governasse il paese purché non ci chiedesse di impegnarci in prima persona.
Ed invece ecco che i cittadini di Vicenza ed il loro sindaco Achille Variati decidono di prendere il microfono in mano, di prendere la parola, nel silenzio assordante dell’opinione pubblica di questi tempi, ed esprimersi sulla questione base militare a Vicenza, nonostante il Consiglio di Stato avesse bocciato il referendum ufficiale.
Non voglio entrare più di tanto nel merito della questione. Certo, pensare di ampliare una base militare americana significa non essersi accorti che la guerra fredda è finita e Yalta è un po’ troppo lontana per obbedire ancora ai suoi princìpi, ma il punto non è questo: il punto è che l’opinione pubblica si ricordi di esistere, si ricordi che se la politica è sorda, la risposta deve essere quella di gridare più forte, non quella di tacere.
Non hanno taciuto i vicentini, il 28% dei quali sono andati ai gazebo a dire la loro. Non mi importa molto di come sia andato il referendum, mi importa che quasi 25000 persone ci abbiano spiegato come si fa a riprendere possesso di un paese che la classe politica vorrebbe espropriare.

Oct 8th, 2008

Pomeriggi nati male

Ci sono giorni nei quali i nodi vengono al pettine tutti insieme. Le carenze che la Juve si porta dietro dalla passata stagione e che rende ogni incontro contro squadre di mediobasso valore un lotteria. La linea Gussoni che continua a caratterizzare le performance arbitrali (come anche Inter-Bologna non ha mancato di ricordare). Il campo dell’Olimpico che è ormai diventato una savana più che un terreno erboso. Gli infortuni che decimano un organico che non può far fronte all’assenza contemporanea dei primi tre difensori centrali della rosa senza risentirne. I superprezzi previsti per la partita contro il Real Madrid che hanno notevolmente intiepidito l’ambiente che vuol bene alla squadra ma con i soldi degli altri. Tutte concause del disastro contro il Palermo.
Particolarmente strana pareva dall’inizio la disposizione in campo della Squadra con tre centrocampisti solidi ma poco fantasiosi: Marchisio, Sissoko e Poulsen; e con Giovinco che invece veniva messo a gravitare tra centrocampo e attacco in una posizione piuttosto ostica per il ragazzino. Non iniziava malissimo la Juve che un paio di volte si rendeva pericolosa ma al primo impatto con l’attacco del Palermo la difesa sbandava; De Ceglie confermava i suoi imbarazzi difensivi lasciando solo Cavani su cui salvava Gigi. Rimbalzo di Miccoli e gol dell’ex. La Juve sbandava e sembrava che la tela già  calasse ma come Amauri inventava una percussione conclusa con un fallo dai difensori palermitani proprio nella posizione di Alex. Il Capitano trasformava sulla sinistra di Agliardi con un sapiente colpo di pennello. Poi ci si metteva Tagliavento, arbitro molto ortodosso alla dottrina Gussoni che prima graziava Carrozzieri che tratteneva lungamente Del Piero senza meritarsi un cartellino che invece Sissoko riceveva per un fallo normalissimo su Nocerino. Quando pochi minuti dopo lo stesso maliano interveniva in ritardo su Migliaccio, Tagliavento non mancava di mandarlo a farsi un giro. Niente di scandaloso per carità , però si trattava dello stesso arbitro che si era fatto notare nella stagione scorsa per avere concesso contro la Juve nella stessa partita a Cagliari tre rigori (di cui il più imbarazzante evitato grazie all’opportuno intervento di un guardalinee) e un espulsione (Zebina). Lo stesso Tagliavento avrebbe concesso all’Inter una delle innumerevoli vittorie arbitrali dello scorso campionato concedendo un rigore per “fallo di testa” in Inter-Empoli. Mentre questi pensieri passavano attraverso le bestemmie del pubblico dell’Olimpico, Mellberg era già  sotto la doccia. Aveva infatti abbandonato il campo azzoppato dall’ennesimo infortunio muscolare che colpisce la Squadra.
La reazione veemente che ci si augurava per il secondo tempo rimaneva a casa ed a parte un paio di conclusioni di Marchisio e Amauri e qualche brivido della rattoppata difesa bianconera, gli unici momenti di adrenalina venivano da uno sgambettino a Del Piero (veniale) ed un mani di Carrozzieri (evidente) sui quali Tagliavento fingeva indifferenza. Gli spunti di Alex e Seba venivano spesso vanificati da rimbalzi del pallone che sembrava a tratti impazzire sulle zolle del campo appena arato dell’Olimpico. Anche l’ingresso di Mauro German non produceva effetti se non ricordarci che la condizione del “Camo” è veramente inguardabile. Siccome le brutte giornate non possono che finire in modo pessimo arrivava il contropiede che non ti aspetti ed il gol di tale Mchedlidze che forse ricorderà  per sempre un giorno che invece io vorrei dimenticare presto.
Si finiva con fischi tonanti e con Nocerino che, ricordandoci quale delusione rappresenti l’essere ceduti dalla Juve, andava a festeggiare sotto la curva dei tifosi palermitani guadagnandosi razioni di fischi per le prossime apparizioni di fronte al suo ex-pubblico.
E’ stata sicuramente una Domenica che ha confermato tutta la difficoltà  della Juve di creare gioco, di manovrare, di portare palloni ai suoi malinconici attaccanti. In altre parole una Domenica nella quale Ranieri ha dimostrato i suoi imbarazzi a trovare una soluzione all’enigma del centrocampo sul quale continua a pesare come un macigno la scelta estiva di rinunciare ad un centrocampista di presunta qualità . La Squadra ha sicuramente le risorse per risollevarsi da tutto ciò, specie se la sequenza degli infortuni avrà  una fine. Certo l’impressione è che, come l’anno scorso, questa sia una squadra che può dare fastidio, che può togliersi delle soddisfazioni, ma non può andare troppo lontano.

Oct 7th, 2008

Lo scivolo

Qualche volta ho l’impressione che di fronte a scelte importanti della nostra vita ci comportiamo come chi si trovi in punta ad uno scivolo ed anziché lasciarci andare e scivolare fino al fondo, stia lassù ancorato alle sponde in attesa di chissà  che cosa. Troppo preoccupato di farsi male per potere lasciarsi scivolare, troppo preoccupato dei rimpianti che avrebbe se rinunciasse definitivamente. Eppure cosa c’è di più ridicolo di chi stia in cima ad uno scivolo senza lasciarsi andare?
Forse dovremmo provare a guardare noi stessi dal basso per trovare il coraggio di fare le scelte che invece cerchiamo sempre di rimandare. Allora forse proveremmo a scivolare fino in fondo, facendoci molte ammaccature, senza dubbio, ma provando quelle emozioni delle quali continuiamo a privarci senza una vera ragione.

Oct 6th, 2008

Facile profeta

Mesi fa avevo tristemente profetizzato che l’escalation della legislazione di difesa dell’illegalità , tornata di grido negli ultimi mesi di attività  del governo, non avrebbe giovato all’immagine del nostro paese nel mondo. Il solito istituto Transparency quantifica tutto ciò. Si tratta di una Caporetto: veniamo sorpassati da Sud Africa, Slovacchia e parecchi altri perdendo una quindicina di posizioni e toccando la posizione più bassa da quando il dato esiste. Mi auguro che il dato includesse già  il coinvolgimento di Matteoli in un’inchiesta che ha subito portato ad una proposta di estensione del Lodo Alfano anche ai ministri (Lodo Consolo) ed al coinvolgimento del sottosegretario Cosentino nell’inchiesta sui rifiuti tossici, altrimenti aspettiamoci un ulteriore arretramento per la prossima edizione.
Cosa possiamo fare se non ringraziare ancora il governo che ci sta risospingendo verso un anacronistico sistema borbonico basato su una sostanziale corruzione endemica nella classe dirigente. Chissà  magari un giorno potrebbe tornare di moda…

Oct 5th, 2008

Paesi ancora vivi

Ha avuto un esito tutto sommato sorprendente la manifestazione organizzata dai movimenti xenofobi di mezzeuropa a Colonia ed alla quale ha partecipato l’esponente della Lega Nord Borghezio. Al di là  della scarsa partecipazione (erano attese non più di 1500 persone, ce n’erano meno di 100) vi è stata una profonda mobilitazione popolare contro la manifestazione. Non parlo dei soliti idioti che sono andati in giro a spaccare e scontrarsi con la polizia, parlo di quanti hanno organizzato un sitin pacifico sulla piazza di Colonia dove era prevista la manifestazione, parlo dei tassisti e di conducenti di autobus che non prendevano a bordo i manifestanti, parlo degli albergatori che si rifiutavano di prendere le prenotazioni, parlo di tutti quanti in vario modo hanno segnalato che comunque la stragrande maggioranza della popolazione di Colonia non la pensava come loro.
Qualche giorno fa parlavo, nella pausa pranzo di una riunione di lavoro, con una signora tedesca rappresentante di una multinazionale telefonica. Non ho potuto non notare quanto orgoglio manifestasse raccontando questo episodio per il suo essere tedesca ed in particolare proprio di Colonia. Allo stesso modo mi ha colpito quanto trasparisse nelle sue parole la vergogna che il popolo tedesco prova ancora adesso, dopo più di sessant’anni, per le atrocità  di cui fu complice appoggiando il nazismo. Orgoglio, vergogna: sentimenti che può provare solo chi è ancora vivo, chi ha ancora una coscienza civile. Sono lieto di scoprire che ci sono paesi in cui ciò accade ancora.

Oct 2nd, 2008

L’effetto serra è una leggenda

Sta per succedere di nuovo: mancano pochi giorni e di nuovo ci troveremo ad augurarci di non dovere andare all’estero, di non dovere incontrare persone di nazionalità  diversa dalla nostra, di non dovere di nuovo spiegare a chi viva altrove i comportamenti di chi ci governa, in breve ci troveremo di nuovo a dover provare la sgradevole sensazione di vergognarci di essere nati in questo travagliato stivale.
Il massimo rappresentante del nostro governo questa volta non racconterà  barzellette di cattivo gusto, non insulterà  politici di altri paesi, non rilascerà  interviste in stato di ebbrezza, non parlerà  di performance sessuali di ministri, non raccomanderà  veline. Questa volta Il 15 Ottobre il nostro Presidente del Consiglio parlerà  alla riunione dell’UE spiegando che per il governo italiano il contenimento dei gas serra non è una priorità . Mentre giunge la notizia che le emissioni di gas serra sono aumentate negli ultimi 7 anni 4 volte rispetto al decennio precedente, mentre le devastazioni causate dal cambiamento climatico infuriano, mentre intere isole si accingono a sparire, mentre l’America è spazzata da un numero ormai crescente di tornado al punto da mettere in dubbio che città  come New Orleans possano avere un futuro, mentre ogni dato o aggiornamento (riassunto qui se non volete leggervi tutto il report) in merito non fa che aumentare la preoccupazione, il nostro governo fa addirittura un passo indietro sull’accordo 20-20-20 sottoscritto dal precedente governo insieme agli altri governi UE poco più di un anno fa. Questa posizione è già  stata sostenuta con i corrispettivi europei dal ministro per le Politiche Comunitarie Ronchi, che ha affermato che l’accordo costa troppo ed in situazione di recessione non ce lo si può permettere e sarà  confermato il 15 dal Presidente del Consiglio. Purtroppo ancora una volta continuiamo a non tenere in conto quanto costa il cambiamento climatico, né quanto costa all’Europa la dipendenza dai combustibili fossili.
Purtroppo questo è il livello di lungimiranza del nostro governo, ancora una volta dobbiamo sperare che il resto d’Europa ci salvi ed impedisca al nostro governo di fare danni anche al di fuori dei confini nazionali. Al momento fortunatamente sembra che la posizione dell’Italia sia isolata e che non avremo l’insensatezza di usare il diritto di veto. Insomma se va bene ci saremo solo dimostrati per l’ennesima volta un paese che vive alla giornata e che è soddisfatto di un governo da barzelletta.

Oct 1st, 2008

Solita RAI

Sabato sera la trasmissione del sedicente servizio pubblico televisivo sul campionato di calcio, Sabato Sprint, ha dato la solita dimostrazione di faziosità  e militanza. Si doveva trovare qualche episodio da moviola che non c’era su Sampdoria-Juve ed ecco emergere una presunta congiura dei cartellini a favore della Juventus, naturalmente. Venivano mostrati due episodi per provare che c’erano due pesi e due misure nella distribuzione delle ammonizioni da parte dell’arbitro Rizzoli. Prima veniva mostrato un intervento di Sissoko su Cassano su cui Paolo Paganini annunciava con rammarico che non c’era stata l’ammonizione (io ci aggiungo che Rizzoli non ha nemmeno fischiato fallo). Poi veniva mostrato un fallo di Lucchini su Nedved lanciato in contropiede sul quale l’arbitro aveva ammonito il doriano. Paganini, spalleggiato dal tifoso Mazzola, sosteneva che l’intervento di Sissoko era più grave di quello di Lucchini e che quindi l’arbitro aveva applicato appunto due pesi e due misure.
Partiamo col dire che i due “esperti” della RAI forse non conoscono il regolamento (o più probabilmente contano sul fatto che non lo conoscano gli spettatori) ma in realtà  hanno confrontato patate con carote, visto che un fallo tattico come quello di Lucchini, da regolamento, richiede comunque l’ammonizione, indipendentemente dalla sua gravità  o pericolosità  mentre un fallo a centrocampo senza che l’avversario stia sviluppando un’azione va punito solo se specificatamente grave o pericoloso. Ciò premesso, io considero risibile la valutazione sui due episodi, ma siccome sono tifoso e quindi poco obiettivo il mio parere non vale nulla. Posso però ricordare che: i commentatori di Sky (tra cui il vecchio cuore granata Marchegiani) hanno entrambi dato ragione all’arbitro nei due episodi e persino la Gazzetta dello Sport, non certo un quotidiano filo-juventino, confermava la giustezza della valutazione arbitrale dell’ammonizione a Lucchini e non citava neppure l’altro episodio nella rubrica dedicata ai casi da moviola. Insomma la RAI pare piuttosto isolata nella sua valutazione.
Alla fine pare proprio che siamo tornati ai bei tempi della sudditanza psicologica. Vorrei che fosse perché la Juve fa di nuovo paura. Temo sia solo perché ormai la convinzione che il pubblico si beve proprio tutto è ormai certezza per tutte le nostre fonti di informazione, in qualunque ambito.

Sep 30th, 2008

Cosa non funziona?

Nulla c’è di più frustrante nell’esercizio della professione di tifoso di calcio che vedere la propria squadra giocare bene, mostrare una buona forma da parte della maggior parte dei suoi componenti, ma non centrare l’obiettivo della vittoria senza potersi troppo appigliare a sfortune varie, anzi rischiando la sconfitta con una squadra teoricamente meno forte come la Sampdoria. In effetti, con l’eccezione di Camoranesi, tutti hanno avuto una buona prova ed allora perché?
Sicuramente pesa in questa valutazione l’avere un centrocampo di grossa solidità  ma di qualità  troppo concentrata nei piedi di Camoranesi, la qual cosa fa il gioco degli avversari nel concentrare su di lui la pressione lasciando la Squadra disarmata.
La Sampdoria era scesa in campo Sabato con una squadra zeppa di centrocampisti, al prezzo di lasciare isolato Cassano ed affidare le proprie chance offensive più che altro ai calci piazzati. La mobilità  frenetica del centrocampo doriano costringeva la Juve a far circolare altrettanto freneticamente la palla per scardinare la linea avversaria. Il risultato non era entusiasmante, anche perché Poulsen faceva molta fatica a mantenere la necessaria lucidità  ed i continui arretramenti di Del Piero, tesi a dar manforte alla manovra, lasciavano troppo solo Amauri. Le volte che la Juve riusciva a saltare la linea Maginot blucerchiata, liberando un uomo tra le linee, erano dolori ed in una di quelle occasioni Sissoko mandava Del Piero a spazzolare il palo alla destra di Mirante.
Il secondo tempo non presentava troppi miglioramenti e la stanchezza della Samp che non riusciva più a pressare come all’inizio, faceva pari con la stanchezza di Camo e di Del Piero. Ranieri non riteneva di dover prendere provvedimenti urgenti e quando li prendeva toglieva Del Piero, che non riusciva più a tenere palla, ma non per far entrare l’atteso Giovinco, ma Iaquinta, che andava a tener compagnia Amauri nel non toccare palla.
Si finiva rischiando anche la sconfitta in un paio di azioni della Samp e senza nemmeno aver fatto fare un po’ di moto a Mirante nel secondo tempo.
In sostanza si conferma quello che già  si sapeva. La Juve ha le sue qualità  tecniche di centrocampo troppo concentrate in pochi piedi, per non essere indifesa di fronte al pressing avversario e di fronte alla scarsa forma dei proprietari di quei piedi. Non può che tornare di moda la querelle estiva del centrocampista di qualità  e torna negli incubi dei tifosi bianconeri l’ombra di Xabi Alonso. Poulsen non è un brocco ma non è nemmeno un giocatore in grado di sostenere la manovra e Ranieri dovrà  essere in grado di individuare soluzioni creative, per affrontare nel futuro situazioni come quelle di Sabato.

Sep 30th, 2008

Noi e loro

Tempo addietro lessi un intervento su nearatree nel quale si faceva ripetutamente riferimento al concetto di “noi e loro“. Il concetto non è del tutto nuovo ma avevo trovato assolutamente rappresentativo dei nostri tempi quanto contenuto in quelle righe. Ho letto negli ultimi giorni questo articolo di Edmondo Berselli su La Repubblica che analizzava proprio questa categoria di pensiero divenuta sempre più diffusa e di successo in questi tempi: ovvero l’individuazione di una categoria sociale: immigrati, statali, magistrati, sindacalisti, da additare come colpevoli. Si tratta di minoranze elettoralmente non significative ma abbastanza compatte ed associabili a circostanze spiacevoli, da poter addossare alla categoria in oggetto le colpe di tutti i mali. Il risultato è deresponsabilizzare tutti gli altri, farli sentire del tutto innocenti rispetto allo sfascio del paese. L’effetto è certamente positivo in termine di popolarità : “Ha proprio ragione!” è la frase classica che i più pronunciano liberatoriamente quando sentono il politico di circostanza attribuire a qualcun altro tutte le colpe. Eppure la realtà  è diversa: la realtà  è che nessuna categoria è colpevole, sono i singoli che hanno colpe, sono i singoli che con la loro azione o inazione creano disagi o disastri. Ed ognuno di noi ha una sua grande o piccola responsabilità  in merito, ognuno di noi può contribuire a combattere lo sfascio, nel suo piccolo. Sollevare da questa responsabilità  i membri di una società , la rende più frammentata e più fragile.

Qualche sera fa ero in un locale di grido (che immagino faccia soldi a palate) di Piazza Emanuele Filiberto a Torino, a prendere un aperitivo. Dopo aver servito, il cameriere ci ha detto quanto faceva senza esibire alcunché di scritto. Io ho pagato, mugugnando interiormente, ma senza dire nulla. Mi sono sentito molto “noi e loro” pensando a quanto fossero ladri quelli del locale ma in realtà  non stavo facendo nulla. Alla fine, riflettendoci meglio, mi sono reso conto che mi stavo rendendo complice di quei signori. Mi sono alzato, ho rincorso il cameriere e gli ho fatto notare che non mi aveva fatto lo scontrino. Mi sono reso antipaticissimo, ma almeno adesso ho qualche ragione di lamentarmi e di ripromettermi di non mettere mai più piede al Pastis (opppps, mi ero ripromesso di non citare il locale…).

Sep 29th, 2008
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