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Ho percepito molto stupore attorno alla sparata che, all’indomani dell’assassinio di Charlie Kirk, Meloni ha fatto contro la presunta “violenza politica” delle opposizioni. Anche se qualcuno si sforza di adeguarsi a questa rappresentazione, tutto si può dire dell’opposizione italiana meno che sia “violenta” almeno nella sua componente istituzionale. Inoltre la violenza della politica italiana, anche nelle sue manifestazioni più radicali, si esprime con lancio di oggetti e rottura di vetrine, dagli anni di piombo in poi ogni altra violenza, simile a quella che ha ucciso negli Stati Uniti Kirk, Hortman e altri esponenti politici, da noi risulta fortunamente sconosciuta.
E allora perché Meloni si è lasciata andare a questa eco piuttosto sgangherata della retorica trumpiana? Anche l’originale in realtà non è proprio aderente alla realtà, nemmeno negli Stati Uniti c’è davvero un problema di violenza politica delle opposizioni, semmai c’è un problema generico di violenza più in generale, di cui quella politica bipartisan è solo un di cui. C’è però da dire che Meloni ha di solito un rapporto meno disteso con la menzogna rispetto a Trump e quindi il fatto che si inventi di sana pianta un problema suona insolito. Vi è tuttavia un problema fondamentale, la necessità di “prendere l’onda”.
“Le onde sono il campo da gioco. Il fine ultimo. Sono l’oggetto dei tuoi desideri e della tua ammirazione più profonda” scriveva William Finnegan nel suo “Giorni Selvaggi”. E allora l’onda social che Trump ha sollevato dopo la morte di Kirk non poteva rimanere lì, non cavalcata dalla mostra presidente surfista. Così, come un consumato fuoriclasse della specialità, eccola sulla tavola, in sella all’onda, lanciare strali contro l’opposizione. Non importa che molti strabuzzino gli occhi, non importa che le diano di gomito ricordando che non siamo in America, che da noi dai tempi di Marco Biagi non si ricordano simili delitti. Meloni si può criticare in moltissimi modi, ma mi viene difficile attribuirle una scarsa intelligenza e lo sa quindi sicuramente anche lei che l’accusa di violenza all’opposizione è sciocca e grottesca, però era un’occasione imperdibile per rinserrare le fila dei propri sostenitori, perché l’appello che arrivava dall’America rispetto a quando sono brutti e cattivi quelli che stanno dall’altra parte meritava un’eco. Charlie Kirk non lo conosceva nessuno fino a pochi giorni fa in Italia ed anche questo è ben noto e anche in questo la polemica è grottesca, ma alle curve social pronte a schierarsi con la propria retorica di riferimento questo ormai importa ben poco e Meloni lo sa bene.
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