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La mia Mamma era una ragazza ribelle,
con i suoi capelli rossi tipici dei ribelli; una ragazza ribelle che viaggiava in bicicletta con i piedi sul manubrio, che a scuola si faceva beffe dei professori quando non se ne accorgevano, che andava di nascosto a ballare senza dirlo ai suoi genitori, che, divenuta insegnante, si accapigliava con i dirigenti scolastici per quello in cui credeva, che non esitava a alzare la sua voce per gettarsi in ogni battaglia che aveva deciso valesse la pena di combattere. Aveva un carattere orgoglioso e battagliero, però ha saputo essere la mamma che è stata, inflessibile talvolta, ma anche dolce e accogliente quando serviva, la mamma che augurerei ad ogni bambino di avere. Aveva le sue convinzioni, le sue ossessioni, i suoi principi su cui, a parole, sembrava irremovibile, ma sono stati ben pochi i momenti nella sua vita in cui la sua intelligenza non l’ha indotta a mettere da parte tutto ciò per dare la priorità alle persone a cui voleva bene. Nonostante la sua personalità forte e il suo ego tutt’altro che remissivo, sapeva lasciare ai suoi familiari i loro spazi e questo le ha permesso di vivere una vita familiare e matrimoniale serena come poche persone riescono ad avere e a permettere la stessa cosa ai suoi cari. La mia Mamma amava anche molto la vita e amava la sua vita, per come se l’era costruita. Fino a che ha avuto le energie per farlo ha cercato di realizzare i suoi piani, di tenere in esercizio le sue doti enigmistiche, di vivere come ha sempre voluto vivere.
Era combattiva e vulcanica, ma le piaceva stare in mezzo alle persone, e ciò la rendeva, oltre che una splendida mamma e una moglie affettuosa, un’amica sincera per chi ha goduto della sua amicizia. La mia Mamma ha regalato alla sua famiglia una sponda a cui appoggiarsi sempre, a qualunque ora del giorno e della notte, senza sbuffare o lamentarsi, perché lo considerava esattamente ciò che voleva essere. Avrei voluto esserci sempre, allo stesso modo, anch’io per lei, e specialmente in questi ultimi drammatici mesi ho fatto il possibile per tener fede alla mia volontà. Purtroppo non è bastato e adesso ripercorro ossessivamente la memoria di questi mesi per capire dove e quando esattamente è sfuggita all’abbraccio con il quale avrei voluto a tutti i costi strapparla ad un crudele destino. Nel mio animo rimane e rimarrà il rimpianto per quello che ancora si poteva dire o ancora si poteva fare. Tutto quello che posso dire adesso è un enorme grazie alla mia Mamma.
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