Un commento to 'Un grazie ai vicentini'
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Ogni tanto le persone mi stupiscono positivamente. Pareva che il cloroformio mediatico avesse addormentato l’opinione pubblica italiana su una serena accettazione di tutto ciò che viene deciso dalla classe dirigente di questo paese. Pareva che fossimo tutti pronti ad applaudire chiunque governasse il paese purché non ci chiedesse di impegnarci in prima persona.
Ed invece ecco che i cittadini di Vicenza ed il loro sindaco Achille Variati decidono di prendere il microfono in mano, di prendere la parola, nel silenzio assordante dell’opinione pubblica di questi tempi, ed esprimersi sulla questione base militare a Vicenza, nonostante il Consiglio di Stato avesse bocciato il referendum ufficiale.
Non voglio entrare più di tanto nel merito della questione. Certo, pensare di ampliare una base militare americana significa non essersi accorti che la guerra fredda è finita e Yalta è un po’ troppo lontana per obbedire ancora ai suoi princìpi, ma il punto non è questo: il punto è che l’opinione pubblica si ricordi di esistere, si ricordi che se la politica è sorda, la risposta deve essere quella di gridare più forte, non quella di tacere.
Non hanno taciuto i vicentini, il 28% dei quali sono andati ai gazebo a dire la loro. Non mi importa molto di come sia andato il referendum, mi importa che quasi 25000 persone ci abbiano spiegato come si fa a riprendere possesso di un paese che la classe politica vorrebbe espropriare.
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