Dormire sul Vatnajökull

Ieri sera siamo arrivati a Kverfjà¶ll, proprio ai piedi dello sterminato ghiacciaio del Vatnajà¶kull. La vista è di quelle che non si dimenticano: vedere una lastra di ghiaccio piatta che si estende a perdita d’occhio è qualcosa di davvero unico.
Purtroppo arrivati al rifugio abbiamo scoperto che, causa piena del fiume che conduce alle grotte, le grotte calde non sarebbero state visitabili. Ci siamo allora accontentati di un giro questa mattina sulla punta che sormonta il ghiacciaio.
Il rifugio di Sigurdharskà¡li è discreto: nelle camerate le postazioni sono piuttosto strette e la cucina è un po’ sottodimensionata rispetto alle persone alloggiate ma la pulizia dei bagni è all’altezza delle abitudini islandesi. Interessante fenomeno era quello della comitiva tedesca dotata, oltre che di ogni libagione e e attrezzo da cucina, di doppio fornello in ghisa e bombola che si portavano tranquillamente sul pulmino da viaggio.

Aug 13th, 2009

Il bagno nel cratere

Se considerate fare il bagno nel cratere di un vulcano un’esperienza ragguardevole, direi che Askja, nel centro dell’Islanda, è una meta che non va persa. Dopo una mezza giornata di sterrato, incluso un paio di guadi (roba piuttosto semplice con il 4×4 se non piove forte), si arriva al parcheggio dal quale si raggiunge il cratere dopo una passeggiata di una mezzoretta. C’è un cratere più grande nel quale si è formato un grande lago ed un cratere piccolino nel quale si è ugualmente raccolta dell’acqua ma sulfurea ad una temperatura di circa 25 gradi e con un colore verde chiaro che colpisce l’occhio. La temperatura consente tranquillamente di immergersi e l’abbiamo prontamente fatto. Non ci sono insidie particolari, almeno per quanto da noi sperimentato, tranne gli improvvisi cambi di clima ed il sentiero per scendere nel cratere piuttosto impervio.
Da questo punto di vista è interessante come gli islandesi sembrano molto poco propensi ad aiutare i turisti con strutture che vengano in aiuto dei turisti meno abili, come potevano essere delle corde di appoggio in questo caso. Vista la loro precisione nel mettere cartelli e lo scrupolo nel dare anche le indicazioni turistiche più irrilevanti mi viene il dubbio che si tratti di un ossessiva attenzione alla preservazione della natura allo stato più incontaminato possibile. Se è così ho l’impressione che talvolta esagerino.

Aug 13th, 2009

Mödrudalur

Mà¶drudalur è una valle ai piedi delle montagne su cui si posa il ghiacciaio del Vatnajà¶kull ed è anche una località  che comprende in realtà  soltanto una piccola azienda di allevamento ed una locanda con alcuni cottage, in uno dei quali abbiamo dormito ieri sera.
Il posto era carino, con un uso moderatissimo dell’energia elettrica integrata da utilizzo massiccio di candele, un po’ pericoloso in un cottage interamente in legno.
La caratteristica degli alberghi islandesi, cui Mà¶drudalur non fa eccezione, è di avere in reception personale molto giovane e quindi inesperto. Questo spiega in parte perché spesso le informazioni che vengono fornite siano errate e contraddittorie.
In questo caso il personale di Mà¶drudalur mi ha dato via mail in giorni diversi preventivi diversi dopodiché al momento di pagare ci veniva proposta ancora una cifra differente. Essendo in Islanda non abbiamo messo in dubbio la buona fede dell’incaricato ed abbiamo attribuito l’errore ad inesperienza, certo che se fossimo stati in un paese mediterraneo saremmo già  qui a lamentarci dei soliti gerenti truffatori…

Aug 12th, 2009

Sul lago Myvatn

Il lago Myvatn è considerato una delle zone più attraenti dell’Islanda, direi a ragione. Al di là  delle pozze termali di cui già  ho scritto, nei pressi del lago c’è il cratere Hvarfjoll, un ampio cono eruttivo di roccia nera friabile. Vicino c’è una zona chiamata Dimmuborgir nella quale si trovano numerose conformazione rocciose di forme singolari.
Poco più lontano si può fare un giro al parco Jà¶kulsà¡rgljufàºr (imparare il nome è già  un bel risultato) nel quale si possono ammirare le cascate di Dettifoss (una delle più grandi cascate del mondo) e quelle più piccole di Selfoss oltre alle stranissime formazioni di basalto di Vesturdalur.
Straordinaria poi è la zona del vulcano Krafla dove le rocce laviche, nere, gialle o rosse danno al paesaggio delle tonalità  splendide a cui i fumi sulfurei ed i piccoli geyser danno un ulteriore tono di irrealtà . Sempre nella zona del Krafla,interessante è anche il cono vulcanico di Viti al cui interno si trova un simpatico laghetto.
Myvatn è anche stato il posto nel quale abbiamo avuto più difficoltà  a trovare alloggio pur avendo prenotato un mese fa: alla fine abbiamo dormito in un cottage della Dimmuborgir Guesthouse. Il cottage era molto carino, unico difetto la doccia senza né vaso né un’avallatura per far defluire l’acqua, con ovvio allagamento del bagno ad ogni utilizzo.
Qui mi sono anche iniziato al superalcolico principe dell’Islanda, il Brennivin. Si tratta di una sorta di Vodka speziata. Consiglio di provarlo, personalmente l’ho trovato molto buono.

Aug 11th, 2009

Una giornata di sole, balene e zolfo

Husavik è una simpatica località  nel nord dell’Islanda ed è noto soprattutto come il regno del whale watching. Il pomeriggio di ieri l’altro, che avevamo deciso di dedicare a questa attività , è stato benedetto da una giornata di sole bellissima. Il giro in barca sull’Oceano Artico è stato quindi sopportabile quanto a temperatura e un paio di balenottere, insieme ad un branco di delfini, hanno salutato con qualche evoluzione ragguardevole la nostra gita.
A Husavik abbiamo anche scoperto l’unico museo fallologico del mondo. Non siamo riusciti a visitarlo ma è interessante notare come i locali riescano a sopperire alla carenza di attrazioni turistiche con le invenzioni più originali (a Holmavik avevamo visto il museo della stregoneria).
Visitato anche l’immancabile museo delle balene, abbiamo quindi raggiunto il cottage che ci aspettava in riva al lago di Myvatn. Il nome del lago in islandese significa moscerino ma devo dire che la situazione insetti non è così drammatica come la toponomastica suggerirebbe.
Anche la cena al caffè Vogarfjoss si rivelava un’esperienza interessante, visto che una parete del caffè era trasparente e dava su una stalla dove le mucche producevano il latte con il quale si preparavano i piatti. Ovviamente la stalla era nordicamente asettica e nessuno dei caratteristici odori di stalla era assaporabile nella sala.
La positivissima giornata è stata chiusa come meglio non si poteva da un bagno notturno in una pozza calda. Il bagno alla luce della luna tra i fumi sulfurei crea un’atmosfera da sogno che è una esperienza che, devo dire, da sola merita il viaggio.

Aug 11th, 2009

Akureyri e gli italiani in Islanda

Dopo due giorni di saliscendi abbiamo abbandonato l’altro ieri i fiordi occidentali per visitare la parte settentrionale dell’isola.
Dopo un breve giro della penisola di Vatnsnes alla ricerca, peraltro piuttosto infruttuosa, di foche, abbiamo raggiunto Akureyri, seconda città  del paese.
La città  non offre molto al turista, se non un’idea della vita sociale locale interessante soprattutto dopo giorni di terre disabitate.
Abbiamo cenato al ristorante Strikidh, che si è caratterizzato soprattutto per il pessimo servizio anche se il cibo era anche qui piuttosto buono.
Abbiamo potuto notare infine nel menu di una pizzeria italiana la Pizza Mussolini. Puoi andare ovunque nel mondo ma troverai sempre qualcuno pronto a darti qualche buon motivo per vergognarti di essere italiano.

Aug 10th, 2009

Vestfirdhir

I Fiordi occidentali sono quella parte dell’Islanda che si allunga come una mano protesa verso l’artico. I due giorni passati in questa area mi ha fatto intanto scoprire i fiordi che non avevo mai visto prima.
La cosa alla quale più assomiglia un fiordo è un canyon, con la differenza che, nel caso del fiordo, tra le pareti c’è il mare, il che lo rende molto più affascinante.
La popolazione della zona è ridottissima. Il villaggio più popolato della regione conta 750 abitanti. In compenso si trovano ovunque pecore ma anche altri animali. Le pulcinelle di mare sono tra le pi&ugrave richieste. A Latrabjarg, estremo occidentale dell’Islanda e dell’Europa tutta, le pulcinelle sono piuttosto numerose. Non aspettatevi però qualcosa di turistico in cui trovi i volatili lungo la strada. C’è un sentiero che corre lungo la sommità  della scogliera e strisciando a ridosso degli anfratti con un po’ di fortuna si possono trovare delle pulcinelle. Tenete comunque presente che l’ora migliore per vederle è intorno a mezzogiorno.
Il pernottamento a Isafjordhur ci ha permesso di collaudare l’Hotel Edda, catena di alberghi ricavati d’estate dai collegi scolastici. Le camere non hanno affatto le caratteristiche spartane che ci si poteva aspettare ma sono comode e confortevoli.
Il villaggio è su una penisola ed è costituito da un paio di file di edifici, tra i quali l’unico rilevante è una chiesa fatta e forma di macchina fotografica di una volta. Consiglio la cena al Tjoruhisidh, sia perché molto caratteristico, sia perché molto buono.
Oggi abbiamo poi collaudato le pozze calde islandesi con un’immersione a Heidalur in una pozza calda dispersa in mezzo al nulla.
Il pernottamento ad Holmavik ha chiuso la due giorni nei fiordi occidentali. Trattasi di un altro villaggio di poche case e di pochi pescatori che però ha ulteriormente contribuito a sfatare alcuni luoghi comuni su questo paese. Intanto l’Islanda ha certo un clima infame ma la tristezza a cui spesso molte guide la associano mi pare fondamentalmente un fattore meteorologico. Trovo che al contrario i locali facciano di tutto per rendere vivaci e colorate le loro case e i loro villaggi. Che l’Islanda non sia più cara come in passato è risaputo ma non mi aspettavo di mangiare non spendendo mai più di 25 euro. Ed infine la più grande sorpresa è proprio la qualità  del cibo: finora abbiamo mangiato benissimo. I prossimi giorni ci diranno se tutto cioò è solo una peculiarità  dei Fiordi Occidentali.

Aug 7th, 2009

Sbarco in Islanda

Dopo le peripezie già  descritte siamo giunti ieri sull’isola. Il tempo ci ha voluto accogliere con una giornata di sole che da settimane, secondo i locali, non si vedeva in Islanda.
Ci siamo subito lanciati in una faticosissima rincorsa della tappa prevista per quella sera per Flokalundur nei fiordi occidentali (Vestfirdhir). Abbiamo quindi ignorato Reykjavik e la sua parvenza di città  europea, per avventurarci in lande nelle quali vedere un centro abitato ogni 20 chilometri è la media e tra l’uno e l’altro non si trova anima viva.
Il primo approccio con la popolazione locale ha riscontrato una certa resistenza alla comunicazione ma è un po’ presto per pronunciarsi in merito.
In tarda serata abbiamo infine raggiunto la destinazione nella quale ci attendeva una pensione, non eccezionale al suo interno ma proprio di fronte al fiordo, con un panorama splendido che più nordico non si può.

Aug 6th, 2009

Londra e i fregi del Partenone

Il breve soggiorno a Londra è stato sufficiente a scoprire un albergo rimediato su laterooms.com che ho trovato molto bello e arredato con ottimo gusto, anche se talmente nuovo che qualche aspetto deve ancora esser messo a punto.
Si chiama Quality Hotel Maitrise Marta Vale ed è vicino alla fermata del metrò di Kilburn Park. Ragguardevole soprattutto il bagno e nel bagno lo spruzzo della doccia di forma quadrata della dimensione di un piccolo lampadario.
Il tempo è stato inoltre sufficiente per fare un breve giro al British Museum.
In questi giorni si parla molto della polemica tra Grecia e Regno Unito per la richiesta dei primi di restituire al Museo dell’Acropoli i fregi del Partenone (conservati oggi al British Museum) per riunirli a quelli rimasti in Grecia nel nuovo museo dell’Acropoli. Ho sempre la sensazione che uno dei motivi per i quali queste richieste cadono nel vuoto sia la sensazione che simili ricchezze dell’umanità  siano più al sicuro in mani inglesi che in mani greche. Poi vai al British e vedi i fregi, non protetti da teche e palpeggiati da turisti non inglesi maleducati, e ti viene il dubbio che un paese più abituato alla maleducazione abbia qualche speranza in più di ben conservare i reperti antichi.

Aug 5th, 2009

I banditi del terzo millennio

Un tempo i viaggiatori correvano il rischio di essere assaltati sulla strada da banditi o briganti. Oggi invece i banditi che insidiano i viaggiatori si chiamano compagnie aeree.
Dimentichi di questa realtà  ci siamo ritrovati Lunedì mattina a Malpensa per prendere il volo Easyjet che ci avrebbe portato a Londra, dove ci aspettava una comoda coincidenza per Reykjavik. Arrivati all’aeroporto, nella desolazione del Terminal 2, la Easyjet ci informava, senza dare particolari giustificazioni, che il volo sarebbe stato ritardato di tre ore, dalle 8 alle 11.
Ci recavamo al check-in dove una signora bionda ci spiegava che non c’erano alternative e che comunque avevamo tempo fino alle 10 per imbarcare i bagagli. Avendo un rischio elevato di perdere il volo per l’Islanda contattavamo l’Iceland Express ma i call center erano tutti non funzionanti causa festa nazionale islandese. Non rimaneva che Internet ed allora ci recavamo all’ufficio informazioni per chiedere dove vi fosse un Internet Point a Malpensa. La risposta era di quelle che non ammettono replica sulla decadenza del nostro paese e dello scalo di Malpensa conseguentemente: “Li hanno tolti tutti per via dell’antiterrorismo”. Mi permettevo di commentare sarcasticamente “Ottima idea” e l’incaricata, con la cordialità  che caratterizza il personale aeroportuale, mi inveiva dietro. Mi avrà  probabilmente considerato un sostenitore di Al Qaeda…
Alla fine riuscivamo, tramite un parente di uno della compagnia, ad accedere alla rete e scoprivamo che il volo per Reykjavik era perduto ed i primi posti disponibili sarebbero stati di lì a due giorni. Decidevamo quindi di spostare la prenotazione a Mercoledì aggiungendo alla vacanza due giorni a Londra non previsti. Il bilancio era quindi di 140 euro a testa per il cambio di prenotazione, la perdita della caparra per due paio di notti di pernottamento in Irlanda già  prenotato, un traghetto già  pagato e due notti extra a Londra che, nonostante i recenti sviluppi, non è ancora un posto a buon mercato.
La situazione assumeva contorni drammatici quando, al momento di imbarcare i bagagli, ci dicevano, contrariamente a quanto detto prima, che l’ora di chiusura dell’imbarco dei bagagli era già  passata e non era più possibile imbarcare. Alle nostre rimostranze veniva convocata l’incaricata che ci aveva fornito un’informazione errata la quale, nonostante noi fossimo in 6 ed altri passeggeri confermassero la nostra versione, sosteneva di non averci mai detto nulla di simile. In questi casi ci sono due cose che una persona può fare: ammettere di essersi spiegata male e far fare una figura onorevole a sé e la sua azienda oppure insistere sulla sua versione e
fare la figura del brigante. Il fatto che questo comportamento non fosse malizioso ma che fosse semplicente una questione di stupidità  lo chiariva subito dopo la grande capa che interveniva placando la discussione e dichiarando con grande generosità  che ci avrebbe permesso di salire a bordo ma senza i voucher per la consumazione che erano finiti (chi li aveva presi i nostri? Mah…). Finalmente salivamo sull’aereo per un paio di giorni a Londra, poi si vedrà …
Alla fine la domanda che mi pongo è: se io vado in un negozio di elettronica e compro un televisore al plasma di 42 pollici e quando apro la scatola a casa scopro che dentro la scatola c’e un televisore ho tutto il diritto al rimborso di quanto ho speso se non delle spese legate al disturbo. Al contrario una compagnia aerea può perfettamente farti partire alle 11 anziche alle 8 sentendosi a mala pena in dovere di chiedere scusa. Questo mette i viaggiatori di oggi, esattamente come i viaggiatori di un tempo, nella condizione di mettersi in viaggio senza sapere se arriveranno a destinazione, in quanto tempo e se ci arriveranno spendendo quanto previsto. Quando si parla delle crisi delle compagnie aeree forse ci si dovrebbe interrogare anche su questo.

Aug 5th, 2009
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