Vestfirdhir

I Fiordi occidentali sono quella parte dell’Islanda che si allunga come una mano protesa verso l’artico. I due giorni passati in questa area mi ha fatto intanto scoprire i fiordi che non avevo mai visto prima.
La cosa alla quale più assomiglia un fiordo è un canyon, con la differenza che, nel caso del fiordo, tra le pareti c’è il mare, il che lo rende molto più affascinante.
La popolazione della zona è ridottissima. Il villaggio più popolato della regione conta 750 abitanti. In compenso si trovano ovunque pecore ma anche altri animali. Le pulcinelle di mare sono tra le pi&ugrave richieste. A Latrabjarg, estremo occidentale dell’Islanda e dell’Europa tutta, le pulcinelle sono piuttosto numerose. Non aspettatevi però qualcosa di turistico in cui trovi i volatili lungo la strada. C’è un sentiero che corre lungo la sommità  della scogliera e strisciando a ridosso degli anfratti con un po’ di fortuna si possono trovare delle pulcinelle. Tenete comunque presente che l’ora migliore per vederle è intorno a mezzogiorno.
Il pernottamento a Isafjordhur ci ha permesso di collaudare l’Hotel Edda, catena di alberghi ricavati d’estate dai collegi scolastici. Le camere non hanno affatto le caratteristiche spartane che ci si poteva aspettare ma sono comode e confortevoli.
Il villaggio è su una penisola ed è costituito da un paio di file di edifici, tra i quali l’unico rilevante è una chiesa fatta e forma di macchina fotografica di una volta. Consiglio la cena al Tjoruhisidh, sia perché molto caratteristico, sia perché molto buono.
Oggi abbiamo poi collaudato le pozze calde islandesi con un’immersione a Heidalur in una pozza calda dispersa in mezzo al nulla.
Il pernottamento ad Holmavik ha chiuso la due giorni nei fiordi occidentali. Trattasi di un altro villaggio di poche case e di pochi pescatori che però ha ulteriormente contribuito a sfatare alcuni luoghi comuni su questo paese. Intanto l’Islanda ha certo un clima infame ma la tristezza a cui spesso molte guide la associano mi pare fondamentalmente un fattore meteorologico. Trovo che al contrario i locali facciano di tutto per rendere vivaci e colorate le loro case e i loro villaggi. Che l’Islanda non sia più cara come in passato è risaputo ma non mi aspettavo di mangiare non spendendo mai più di 25 euro. Ed infine la più grande sorpresa è proprio la qualità  del cibo: finora abbiamo mangiato benissimo. I prossimi giorni ci diranno se tutto cioò è solo una peculiarità  dei Fiordi Occidentali.

Aug 7th, 2009

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