La barbarie che avanza

E’ da tempo che segnalo come la perdita progressiva di senso civico e di rispetto per le istituzioni ed il convivere civile stia portando il nostro paese alla barbarie. Quello che è accaduto l’altra sera a Torino, in Piazza Vittorio, non è che la punta dell’iceberg di un Paese che sta sbandando sempre più pericolosamente. Per chi non conosca i fatti li riassumo.
Sabato sera, ora della Movida, macchine di ragazzotti torinesi gaudenti parcheggiate ovunque in Piazza Vittorio. Tra i tanti nullafacenti c’è anche qualcuno che sta lavorando. E’ un gruppo di vigili che, come da me spesso auspicato, vorrebbero ricordare ai ragazzotti che non vogliono far fare troppa strada alla fidanzatina impomatata, che anche la sera del Sabato valgono le norme del codice della strada e soprattutto che lasciare la macchina parcheggiata sui binari del tram può creare qualche problema alla collettività  (ah già , ma chi se ne frega della collettività ?). Fare multe per divieto di sosta in Piazza Vittorio il Sabato sera è come pescare in una tinozza ed i verbali fioccano. Uno dei proprietari se ne accorge, la cosa probabilmente gli fa andare di traverso il Mojito e questo non lo può sopportare. Parte una raffica di insulti, culminati in un cazzotto al vigile, i colleghi lo soccorrono e arrestano il delinquente. A quel punto succede il peggio perché la folla non reagisce come in un paese civile ma come nella giungla. Gli astanti, come gli uomini-scimmia di 2001 Odissea nello spazio, cominciano ad urlare e a percuotersi il petto, di fronte alla cattura di uno del loro clan, e parte un’assurda aggressione, con calci, pugni e lancio di pietre e bottiglie, di fronte alla quale i vigili sono costretti a battere in ritirata lasciando lì il delinquente. Fa ancora in tempo ad esibirsi un altro scimmione che cerca di strappare i tergicristalli alla macchina della Polizia e poi la scena finisce con l’ennesima barbarie consumata. Oltre al vigile preso a pugni dal delinquente altri due sono stati feriti, uno dei quali in modo serio.
Di fronte a quello che è accaduto cosa può fare chi crede ancora in un paese civile? Prendere parte, schierarsi, condannare i delinquenti che ancora una volta mi hanno fatto vergognare di essere nato in questo Paese.
Il video è disponibile su Youtube. Invito chiunque abbia informazioni utili alle indagini a fornirle alla Polizia. Credo sia veramente importante che questa volta chi ha ancora una coscienza civile si mobiliti.

May 5th, 2008

Altri insulti in RAI

Abbiamo capito che insultare gli ospiti ed il conduttore di una trasmissione della RAI non è considerato dal Presidente Petruccioli contrario alla linea della televisione di stato. Sono curioso di sapere se anche insultare radioascoltatori e normali cittadini lo è altrettanto. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che un conduttore radiofonico RAI, di nome Aldo Forbice, ha avuto la disinvoltura di mandare a stendere ed insultare un radioascoltatore nonché migliaia di italiani, non abbia minimamente stimolato l’attenzione del Presidente bipartisan. Il conduttore ha infatti dato dell’allocco all’ascoltatore ed a tutti quelli che “stanno a sentire le cretinate di Grillo”.
Per chi non lo conosca Aldo Forbice è un personaggio la cui trasmissione si è via via sfoltita di ospiti, perché prima o poi gli scappa sempre di insultarne qualcuno e questi se la prendono. Famoso fu il caso di Massimo Fini col quale litigò in diretta e che non fu poi più invitato in trasmissione. Peraltro non è molto più gentile con gli ascoltatori che in genere stoppa con una maleducazione inconcepibile, se dicono cose che non siano in linea con i suoi punti di vista che ovviamente non si discostanto mai troppo dai maggiorenti della politica italiana.
Il personaggio ha inoltre la singolare caratteristica di rumoreggiare per tutto il tempo della trasmissione, forse con una penna, infastidendo notevolmente il malcapitato ascoltatore.
Insomma la radio di stato trasmette in ora di massimo ascolto una trasmissione condotta da un personaggio che meglio figurerebbe come cameriere de “La Parolaccia”, oltre che avere l’indipendendza intellettuale di Emilio Fede (ma questo è comune a tanti in RAI).
Farei una proposta a Santoro: perché nella prossima puntata di Annozero non mette in onda la trasmissione di Forbice? Così, tanto per vedere se anche in questo caso Petruccioli avrebbe qualcosa da dire.

May 5th, 2008

Editto bulgaro bis?

Devo dire che non ho molta vicinanza con Grillo, almeno nella sua veste politica. Mi pare che spesso spari un po’ nel mucchio ed il ragionare con i vaffanculo non porta molto lontano, non dà  molti strumenti per costruire un paese migliore. Anche per questo non mi sono sforzato di trovare il tempo per scrivere sul V-day. Grillo mi diventa però più simpatico quando sento tutto ciò che succede dopo i suoi V-day. In definitiva direi che la cosa che più apprezzo in Grillo sono i suoi nemici…
Oggi in particolare mi è toccato di sentire quel personaggio interessantissimo che è Claudio Petruccioli pronunciarsi sulla puntata di ieri sera di Annozero. Il personaggio è a mio avviso interessante perché dimostra che l’ambizione di essere l’amico di tutti ma proprio tutti non è utopia; Petruccioli ha passato una vita nei DS, nelle loro varie trasformazioni, ed allo stesso tempo è amico carissimo di Fedele Confalonieri. Non a caso è considerato l’uomo bipartisan per eccellenza e non a caso è stato nominato alla presidenza della RAI nel 200 in pieno governo di centro-destra. Sta di fatto che questo figuro si è sentito in dovere di precisare che Santoro ha fatto un uso indecente della TV pubblica per avere dato spazio per pochi minuti ad un segmento dell’intervento di Grillo al V-Day di Torino, affermando che Santoro ha messo la RAI a disposizione di Grillo stesso. Il Presidente della RAI si è detto in particolare indignato perché nel segmento in questione erano contenuti insulti al Presidente della Repubblica (falso, forse bisognerebbe spiegare a Petruccioli che Morfeo non è un insulto), ed a Umberto Veronesi (di dubbio gusto l’espressione Cancronesi ma non rientra nel mio concetto di insulto). L’ironia più graffiante di questa vicenda sta però nel fatto che nella puntata di Santoro era presente un critico d’arte e assessore al Comune di Milano, noto soprattutto grazie alla sua prerogativa di interloquire in televisione solo tramite insulti, epiteti ed altro genere di aggressione verbale nella maniera più volgare possibile e senza nessuna forma di autocontrollo. Costui, anche in questo caso, non si è trattenuto dall’insultare e oltraggiare gli altri ospiti presenti in studio, lo stesso conduttore Santoro, nonché di attaccare Enzo Biagi, che purtroppo non si può difendere, ma Petruccioli non si è sognato di stigmatizzare il fatto, come nelle mille precedenti esibizioni del personaggio che nessuno si è mai sognato di non invitare più in RAI. Petruccioli ci spiega quindi che non è lecito riferire di qualcuno che attacca qualcun altro ma è invece lecito insultare ed oltraggiare direttamente, specie persone non più in vita. Questa è l’informazione in Italia, questa è la RAI di oggi ed il suo Presidente. Gente pronta a spiegarci che il sole è blu e che il mare è fatto di champagne e che si stupirebbe se ci non credessimo.
A chiusura della vicenda la domanda sorge spontanea: è alle viste un nuovo editto bulgaro? Chi lo sa? Mi chiedo quanto ancora questo paese riuscirà  ad accettare che questi signori gli raccontino una realtà  fasulla, lo prendano in giro, lo vessino in ogni modo, senza avere un minimo di impeto di orgoglio. Purtroppo penso sempre più che la risposta sia “a lungo”, perché l’orgoglio purtroppo non sappiamo più dove stia di casa.

May 3rd, 2008

Qualche rimpianto, anzi no

E’ passato poco più di un mese da quando, dopo l’insipido pareggio di Empoli, la Juve aveva toccato il momento più basso della sua stagione. Zanetti si era appena fatto male e prometteva di star fuori per un po’, Sissoko si stava lentamente inserendo, Tiago confermava le sue incertezze, Molinaro pareva essersi smarrito, Nedved era l’ombra di sé. Poi arrivò il successo di San Siro che ha dato l’inizio ad una serie di 6 gare con 5 vittorie, interrotte solo dalla folle sconfitta di Palermo, con 19 gol segnati (più di 3 a partita!). Così, guardando la Juve di oggi, viene spontaneo pensare a quanto sarebbe stato possibile fare se la squadra avesse raggiunto l’efficienza attuale con qualche mese di anticipo. Sembra incredibile che contro le tre squadre che, secondo la generale valutazione, all’inizio del Campionato erano da considerarsi a lei superiori, la Juve abbia raccolto 12 punti in 6 incontri, ma che abbia perso per strada tanti punti contro medie e piccole avversarie. Tuttavia anche Domenica, contro la Lazio, la Juve ha palesato, insieme ad un ritmo ed una aggressività  non comune, insieme ad una capacità  travolgente di fare gioco e di realizzare, una fragilità  che ne ha fatto la vittima di tanti brutti scherzi durante questa stagione.

L’inizio dell’incontro era straordinario: nel giro dei primi 10 minuti prima Sissoko, poi Camoranesi ed infine Trezeguet facevano cadere qualche capello in più allo scarsocrinito Ballotta. Poco dopo, al quarto assalto, la Juve perveniva al gol con Chiellini, dimostrando che la maledizione dei primi 15 minuti era ormai dietro le spalle. Non ci si fermava però qua, Sissoko recuperava e distribuiva palloni, Zanetti apriva il gioco in modo entusiasmante, Molinaro arava la corsia di sinistra e le sue sovrapposizioni con Nedved erano micidiali. Del Piero e Camoranesi facevano scintillare gioco di qualità  immensa. Forse dai tempi del primo Lippi non si vedevano le magliette bianconere muoversi con tanta armonia per il campo. Il pubblico rimaneva a bocca aperta di fronte a quello che accadeva ed il gol da antologia era nell’aria. Arrivava al ventunesimo minuto quando la Juve recuperava il millesimo pallone a centrocampo, Nedved telecomandava la sfera verso l’area e Del Piero la scodellava in mezzo all’area per David che però ciccava come un dilettante. La palla rotolava allora verso Zanetti che da contratto avrebbe dovuto in quel momento ciabattare in qualche modo verso la porta, approfittando dello sbandamento avversario, ma Cristiano decideva di essere superlativo anche in quel momento e sfoderava quindi la sua stecca da biliardo, la ingessava e scoccava il suo colpo, giocando di sponda con Camoranesi e completando il filotto. Era dai tempi di Platini e Boniek che non si vedeva nulla di simile da queste parti.
Lo spettacolo non finiva qui e allo spettacolo non mancava che un gol di Del Piero, alla Del Piero, e la circostanza si verificava al trentaduesimo quando Il Capitano fuggiva sulla destra, rientrava verso il centro aggirando Cribari e infilava nell’angoletto basso. Giusto il tempo per Alex di celebrare il secondo posto in classifica cannonieri che David staccava di nuovo il compagno pugnalando Ballotta su istigazione di Camoranesi.
In un balenare di bandiere bianche e nere il pubblico dell’Olimpico gioiva per il ritrovato squadrone, ma per i bianconeri era già  il momento della vacanza e così negli ultimi giri di lancette del primo tempo Bianchi faceva in tempo a vincere un orsacchiotto centrando Buffon da pochi passi, nella indifferenza dei centrali di difesa bianconera. L’inizio del secondo tempo diventava però una vera lotteria di beneficenza nella quale Bianchi prima, e Siviglia dopo, portavano a casa i premi migliori. La squadra non era risvegliata nemmeno dalla cortesia dello stesso Siviglia che si faceva espellere per un fallo inutile su Nedved, dando a Gervasoni la possibilità  di ricordare dove aveva messo i cartellini. Quando infine Chiellini al trentatreesimo, con un disimpegno suicida, faceva ripartire in contropiede della Lazio verso il possibile 4-3, la traversa di Pandev, comunque in fuorigioco, ricordava ai bianconeri che era tempo di ricominciare a giocare. Era così lo stesso Chiellini che chiudeva poco dopo con un gol di rapina l’incontro sul 5-2.
In definitiva nella testa, al momento di sfollare, rimaneva un pomeriggio che ci ha fatto ancor meglio capire quanto questa squadra avrebbe davvero potuto competere per il Campionato, ma anche quanto le troppo frequenti amnesie non le hanno consentito di volare abbastanza in alto. Sarà  per il prossimo anno, magari con qualche innesto in più.

May 1st, 2008

Andare a Nord

Lunedì mattina, sul far dell’alba, ho preso un aereo per recarmi a Stoccolma.
Ovviamente non un volo Alitalia perché a suo tempo la compagnia di bandiera ha cancellato tutti i voli internazionali dallo scalo di Caselle probabilmente perché troppo vicino alla Francia per non essere considerato in combutta con i cattivoni di Air France. Sta di fatto che, con un po’ di nostalgia per gli steward cafoni della nostra compagnia di bandiera, dopo un breve scalo a Monaco, sono giunto in quel di Stoccolma.
Il fatto che all’aeroporto due tassisti si siano contesi il sottoscritto mi ha fatto subito pensare che gli svedesi non siano più tutti alti e biondi come una volta. Il tassista vincente era iraniano ed ha passato quasi tutto il tempo del viaggio al telefonino senza auricolare. Il tizio invece che mi ha dato il benvenuto al mio arrivo a destinazione aveva più l’aspetto del garzone di un’officina che di chi fa gli onori di casa di una multinazionale ma non è certo la prima volta che noto che la libertà  nordica si applica anche a formalità  quale il modo di abbigliarsi.
L’ultima volta che ero stato qui era Febbraio e probabilmente il freddo pungente aveva congelato anche i miei ricordi, sta di fatto che trovo la città  ancora più bella di quanto non mi ricordassi, distribuita com’è su isolette cerchiate da palazzi d’epoca splendidamente conservati. E’ certo vero che la povertà  di balconi delle città  nordiche trasmette sempre una sensazione di oppressione in noi inguaribili mediterranei, è vero che le strade alle otto e mezza di sera si svuotano ma è anche vero che gli svedesi abbandonano in massa, apparentemente senza rimpianti e sensi di colpa, i propri posti di lavoro a metà  pomeriggio, e, nonostante ciò, hanno un’economia che va discretamente bene: un vero rompicapo per i tanti fattiilculisti di casa nostra, considerando anche il fatto che pagano un sacco di tasse, incredibile!
Con tutta la stima per gli svedesi un momento di disappunto, da buon italiano, ce l’ho quando alle 21 ingenuamente chiedo di cenare ed ottengo facce svedesi perplesse equivalenti a quelle che otterrei dalle nostre parti verso mezzanotte; solo il terzo ristorante mi concede la sua cucina e solo dopo che il cuoco ha osservato lungamente l’orologio per riflettere su quanto un minuto di proroga alla chiusura della cucina potesse essere contrario ai suoi princìpi. Faccio ancora in tempo a rendermi conto di essere troppo testardo nel voler dimostrare a me stesso che le aringhe sono un piatto che possa avere applicazioni gastronomiche, anche per palati cresciuti in realtà  che non abbiano sofferto storicamente di carenze di forme di alimentazione alternativa ed è già  ora di tornare a casa. Il resto alla prossima volta.

Apr 29th, 2008

Hosting creativo

Qualcuno di voi che, durante il ponte della Liberazione, abbia provato a trascorrere un po’ di tempo tra le spighe di questo blog avrà  notato che tra Sabato e Domenica il sito è stato irraggiungibile, probabilmente a causa dell’indisponibilità  del MySQL server. Ovviamente non è bello che un fornitore di hosting lasci un server giù per un giorno e mezzo ma non è qui il punto.
Quando Sabato sera mi sono accorto che il problema persisteva ho aperto un ticket a DNShosting, sollecitato poi nel pomeriggio di Domenica. Mi ero ormai convinto che il supporto h24 promesso fosse una balla e che quindi avrei avuto assistenza non prima di Lunedì mattina quando, proprio Domenica sera, scopro che il blog era nuovamente accessibile. Controllavo la mail e scoprivo che dopo un giorno intero dall’apertura ticket l’angelo custode di ejoujo.eu mi aveva risposto. La risposta però non era quella che mi aspettavo. L’angelo custode affermava infatti, con la sicurezza di chi sa quello che dice, che non risultava esserci stato nessun disservizio.
Capisco la carenza di risorse, capisco l’errore umano, capisco che la tecnologia non sempre funziona come vorremo, capisco che la destra non sappia quel che fa la sinistra, ma perché prendere per fesso il cliente? Non era meglio dire semplicemente: “Il servizio è stato ripristinato. Chiediamo scusa per il problema.”? Avrebbero avuto qualche chance in più che rinnovi l’hosting a fine anno, cosa a questo punto altamente improbabile. Mah, sarò io che non capisco…

Apr 28th, 2008

Sicurezza e informazione

Uno specchio interessante della situazione di assoluto squilibrio nell’informazione italiana è certamente l’ambito della cronaca e della cosiddetta questione sicurezza. Da mesi veniamo bombardati da messaggi che ci raccontano di Roma come capitale non solo della politica ma anche di criminalità  ed insicurezza. Sappiamo tutto delle periferie degradate, dei quartieri a rischio, dei campi rom che circondano la capitale. Oggi leggo su La Stampa un’interessante statistica sui crimini nelle principali città  dalla quale emerge che una città  come Milano, che invece pare appena sfiorata dalla presunta ondata di crimini, è quella con la più elevata incidenza di reati. Guardacaso Milano è anche l’unica città  tra quelle riportate in cui governa la coalizione capeggiata da chi controlla l’informazione nel nostro Paese. Riporto di seguito un estratto della tabella, tanto per dare un’idea.
[TABLE=2]
Sicuramente i dati non riflettono tutta la verità  ma il dubbio che ci stiano prendendo per scemi è sicuramente forte. D’altronde quando sento un dibattito tra Alemanno e Rutelli a Ballarò, in cui si passa la prima mezzora a parlare di sicurezza, di braccialetto anti-stupro, di immigrati e di altre amenità  l’immagine che mi viene in mente è che stanno litigando sul colore col quale riverniciare la cabina mentre la nave sta affondando.

Apr 26th, 2008

Populisti di tutto il mondo unitevi!

Ha suscitato sorpresa recentemente la notizia dell’interruzione, presso la televisione nazionale venezuelana, della serie de I Simpson, per sostituirli con la serie, altrettanto nota, di Baywatch. La mossa sembra contraddire la vena sanguignamente antiamericana di Chavez e del suo Paese. Ma come? Cancellare la serie che in modo così graffiante raffigura le contraddizioni della società  dell’odiata America per rimpiazzarla con la serie che raffigura gli Stati Uniti come un Eden popolato di rilassati bagnanti e pettorute fanciulle? Pare strano ma forse nemmeno troppo. In fondo il punto è quello di non abituare le persone a farsi domande, a guardare cosa c’è dietro l’apparenza, meglio istupidirli con curve allettanti anche se appartengono all’odiato nemico. Il senso critico non è evidentemente una qualità  che un governo come quello venezuelano apprezzi ed incoraggi.

Apr 26th, 2008

25 Aprile

Ce lo aspettavamo tutti ed è arrivato. Non mi riferisco al 25 Aprile, ma al consueto attacco alla Festa Nazionale da parte di alcuni esponenti della classe politica che, come suonando un vecchio refrain, non hanno perso occasione per rimettere in discussione la Festa della Liberazione. Quest’anno però la circostanza particolarmente significativa è che chi ha lanciato il più duro attacco è proprio quel Senatore Gustavo Selva, divenuto un simbolo della classe politica arrogante e truffaldina quando sfruttò un’ambulanza per arrivare in tempo ad una trasmissione televisiva. Naturalmente diventò per alcuni il simbolo della classe politica arrogante e truffaldina, per altri invece, probabilmente la maggioranza dei nostri concittadini, è diventato un simbolo del più genuino genio italico, in grado di trovare sempre soluzioni creative per risolvere le situazioni più intricate, meglio se a danno di altri, ancor meglio se si tratta di istituzioni. Non deve quindi sorprendere il fatto che lo stesso personaggio attacchi il 25 Aprile, ci spiega solo che il suo disprezzo per le istituzioni non si limita a quelle sociali, come un’ambulanza, ma è più generalizzato verso tutti i simboli istituzionali. Non scambiamolo per un ex-repubblichino nostalgico: sarebbe dargli una valenza ideologica che non ha. àˆ solo il curatore fallimentare di una società  civile italiana che sta andando in pezzi al punto da dividersi anche sulle Feste Nazionali.

Apr 24th, 2008

Persepolis

Spesso quando ci ritroviamo a discutere di cosa significano, in contesti diversi da quello occidentale, democrazia e libertà , ci dividiamo tra coloro che vedono questi valori come puro prodotto della cultura occidentale, completamente incompatibili con realtà  diverse, e coloro che vedono invece democrazia e libertà  come valori che solo per miopia altri popoli non abbracciano fin da subito.
Un ottimo esempio di posizione mediata ed equilibrata tra questi due estremi la si può trovare nella sceneggiatura di Persepolis. Il film di Marjane Satrapi, tratto da un’opera a fumetti della stessa autrice, racconta la storia della realtà  iraniana attraverso la caduta dello Shah e l’avvento della Repubblica Islamica vista attraverso gli occhi di una famiglia della borghesia locale non ignara di quello che succedeva al di fuori dell’Iran ed in particolare attraverso gli occhi della giovane figlia. La storia ci fa capire cosa vuol dire per una ragazza, pur mai vissuta in occidente, crescere senza mai poter mostrare i propri capelli in pubblico, ma anche quanto sia difficile, una volta espatriati, fare i conti con la crisi di valori della società  occidentale. La protagonista fugge da un Iran che reprime la libertà  per ritrovarsi in un occidente nel quale i riferimenti a valori e ideali, così preziosi sotto un regime illiberale, sembrano essere diventati superflui.
E allora chi ha ragione e chi ha torto? Forse nessuno. Rimane solo l’essere umano che nella società  multiculturale rotola come una palla da biliardo su un tavolo pieno di gobbe e buchi, senza mai trovare una traiettoria certa.

Apr 22nd, 2008
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