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Ce lo aspettavamo tutti ed è arrivato. Non mi riferisco al 25 Aprile, ma al consueto attacco alla Festa Nazionale da parte di alcuni esponenti della classe politica che, come suonando un vecchio refrain, non hanno perso occasione per rimettere in discussione la Festa della Liberazione. Quest’anno però la circostanza particolarmente significativa è che chi ha lanciato il più duro attacco è proprio quel Senatore Gustavo Selva, divenuto un simbolo della classe politica arrogante e truffaldina quando sfruttò un’ambulanza per arrivare in tempo ad una trasmissione televisiva. Naturalmente diventò per alcuni il simbolo della classe politica arrogante e truffaldina, per altri invece, probabilmente la maggioranza dei nostri concittadini, è diventato un simbolo del più genuino genio italico, in grado di trovare sempre soluzioni creative per risolvere le situazioni più intricate, meglio se a danno di altri, ancor meglio se si tratta di istituzioni. Non deve quindi sorprendere il fatto che lo stesso personaggio attacchi il 25 Aprile, ci spiega solo che il suo disprezzo per le istituzioni non si limita a quelle sociali, come un’ambulanza, ma è più generalizzato verso tutti i simboli istituzionali. Non scambiamolo per un ex-repubblichino nostalgico: sarebbe dargli una valenza ideologica che non ha. àˆ solo il curatore fallimentare di una società civile italiana che sta andando in pezzi al punto da dividersi anche sulle Feste Nazionali.
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