Il sole a mezzanotte

In realtà  qui a Golden, in Canada, il sole a mezzanotte non c’è ma il crepuscolo si protrae tranquillamente oltre le 23 ed a mezzanotte si vede ancora del chiarore dietro alle montagne. La cosa deve portare molto conforto a chi è costretto a passare nella notte tutto l’inverno. Il rovescio della medaglia lo si prova in giornate come oggi, con temperature oltre ai 30 gradi, nelle quali quassù si deve attendere fin quasi alle 21, per trovare nel declinare del sole, il sospirato refrigerio della sera.
Oggi ho anche scoperto l’esistenza della zanzara canadese, che però mi pare molto meno accorta di quella nostrana e ti si posa addosso con la delicatezza di un rotweiler, finendo col fare una fine piuttosto ingloriosa.
Ho anche notato che da queste parti, a differenza di Vancouver, il servizio nei ristoranti è incluso nel conto. E’ bello sapere che queste usanze hanno cittadinanza anche in luoghi che stanno da questa parte dell’Oceano Atlantico.

Jun 28th, 2008

Golden

Golden è una piccola cittadina della regione di Kootenay ai piedi delle Montagne Rocciose. Ha come principale attrattiva un ponte pedonale in legno costruito pochi anni fa. C’è la zona lungo l’highway, fatta di motel e drugstore fatti come quelli dei film dei fratelli Cohen, e c’è la zona residenziale con tante villette contornate dal classico vialetto pedonale che corre lungo la strada, circondato a destra e sinistra da una distesa di erbetta ben tagliata. Visto che nei film non si sentono gli odori, mi resta il dubbio se nei drugstore dei fratelli Cohen ci sia lo stesso odore nauseabondo dei drugstore di Golden. Alla sera ci sono un paio di posti da dove proviene musica ad alto volume, in uno dei quali si gioca anche a biliardo. Nonostante le dimensioni ridotte della città  ho visto chiese di almeno quattro diverse confessioni religiose, a dimostrazione di quanto multiculturale sia il paese.
A Golden può anche capitare di scoprire che la cameriera canadese del ristorante dove mangi parla un ottimo romanesco e quando gli dico che sono juventino replica con un significativo “mortacci…”.
Insomma Golden non è propriamente un posto indimenticabile ma queste due parole le valeva.

Jun 27th, 2008

Canadesi brava gente

Dall’inizio del viaggio è successo già  due volte che l’addebitato sulla carta di credito fosse maggiore del totale presente sulla ricevuta. Il Canada è uno dei posti al mondo in cui mi aspetterei meno di essere truffato, ma due indizi fanno una prova. Il primo caso è stato su un taxi, il secondo in un ristorante di nome Ric’s situato nella città  di Kamloops. Vi consiglio quindi di verificare scrupolosamente in Canada quanto addebitato sulla vostra carta di credito, specialmente se avrete la pessima idea di andare da Ric’s a Kamloops. Si chiama Ric’s infatti il ristorante che ha barbato ad un componente della comitiva 10 dollari canadesi. Ricordatevi: Ric’s.
Non c’entra nulla ma vorrei fare a latere un’annotazione sulla Ferrovia Pacifica che è stata costruita sul finire del diciannovesimo secolo per congiungere la costa pacifica al resto del Canada. Leggo che i lavori di costruzione sono andati avanti ad un ritmo tra i 2 ed i 9 chilometri al giorno, a seconda dell’asperità  del terreno. Non si può che dire: altri tempi…

Jun 26th, 2008

Inizia l’avventura nella foresta

Oggi la comitiva ha iniziato ad inoltrarsi nella foresta vergine del Canada. Abbiamo percorso la highway 1 da Vancouver a Kamloops, attraverso panorami piuttosto eterogenei, a tratti di fitta vegetazione, a tratti piuttosto brulli e secchi, inframezzati da rari villaggi che non sembrano conoscere altra forma di costruzione che il prefabbricato, tanto da sembrare più un insieme di bungalow che un centro abitato. Molto bella la valle del fiume Thompson per conformazione e colori.
Ho avuto modo di notare quanto sia piacevole stare in un paese in cui i limiti di velocità  sono rispettati in modo abbastanza generalizzato ma anche quanto sia noioso accelerare e frenare in continuazione, in coincidenza con l’infinita teoria dei cambi di limite di velocità .
Alla lunga qualcuno nel gruppo comincia ad essere nauseato dalla gentilezza oltre ogni limite da parte dei camerieri canadesi. Io sono stato nauseato semplicemente da un dolce allo zenzero mangiato a cena a Kamloops in cui avevano esagerato con zucchero e caramello. Dopo cena abbiamo familiarizzato con un autoctono di nome Michael che, appena ha appreso che eravamo italiani, ha subito ricordato che noi italiani ci esprimiamo molto con le mani. Ma è poi vero? Mah…
Non abbiamo potuto non notare un pickup che aveva, agganciata al gancio per il traino, la raffigurazione di due grossi testicoli. Direi che i tamarri canadesi hanno da dare delle lezioni a quelli nostrani.

Jun 26th, 2008

Una giornata a Vancouver

Devo dire intanto che il parco Stanley è splendido. Il parco occupa la parte finale della penisola che costituisce il centro di Vancouver. Il contorno del parco è orlato da spiagge bagnate da un oceano non particolarmente ostile, mentre il centro è pieno di boschi dalla natura lussureggiante e dai colori veramente particolari. Il tutto è organizzato in un intreccio di stradine ciclabili e sentieri indicati benissimo.
La parte cittadina di Vancouver non offre molte sorprese. A parte un paio di musei ed un grattacielo che ti offre di godere dall’ultimo piano di una vista panoramica sulla città , non c’è molto. Una delle massime attrazioni è una villetta chiamata Roedde House Museum: si tratta di una villetta carina ma la sua prerogativa è l’essere una delle poche case di Vancouver ancora in piedi, di costruzione precedente al 1900.
Continuo a trovare sconcertante la quantità  di poveracci e mendicanti in giro per la città . Ad ogni incrocio c’è qualcuno che ti chiede la carità , che parla da solo, che sgatta nel cestino della spazzatura, eccetera. Ho perfino scoperto l’esistenza di un parco nel quale i diseredati vanno a passare la notte quando il tempo, come oggi, è piuttosto clemente.

Jun 25th, 2008

Primo contatto con il Canada

Per chi giunge in aereo a Vancouver il Canada offre un benvenuto splendido. Vedere le montagne innevate ergersi altissime a picco sul mare è uno spettacolo che trasmette emozioni straordinarie.
Lo sbarco a terra non riserva invece molte sorprese. Il Canada sembra una versione un po’ più simpatica e dimessa degli Stati Uniti, forse soprattutto perché i poliziotti non ti guardano con aria sospettosa per il solo fatto che respiri
Vancouver è invece la città  americana come ti immagini una città  americana dall’Alaska alla Terra del Fuoco. Da una parte c’è il centro direzionale con grattacieli splendidi, parchi e giardini sul bordo del mare, locali alla moda, fioriere appese ai lampioni. Dall’altra parte trovi vie che ti danno l’impressione di esser finito in una puntata di Starsky e Hutch: percorri il marciapiede e vedi solo una fila ininterrotta di poveracci, prostitute, protettori, spacciatori e quant’altro. Chi pensa che da noi ci sia l’emergenza sicurezza dovrebbe farsi un giro da queste parti. La cosa sconcertante è che i due luoghi distano poche centinaia di metri.

Jun 24th, 2008

Il drizzone del drittone

Riflettevo ancora sul personaggio dell’italiano smargiasso che così bene Gasmann ha interpretato nei film di Dino Risi. Qualche volta ho l’impressione che ci siano politici che traggano spunto dai personaggi del cinema per mettere in scena la propria rappresentazione anche in sede politica. Se è così non ho dubbi che il Presidente del Consiglio sfoderi all’occasione il personaggio dell’italiano smargiasso, e l’occasione che considera evidentemente più propizia sia quando si trova in contesti internazionali.
Quando pochi giorni fa si è svolta la riunione dei capi di governo europei per valutare le azioni da intraprendere dopo il referendum irlandese, alla sua prima uscita europea del suo terzo governo, Berlusconi si è presentato in una situazione di difficoltà . In un momento nel quale in Europa ci si sta contando per capire chi vuole andare avanti e chi preferisce tornare indietro sul processo di unificazione, il governo italiano si è presentato sotto una luce fortemente ambigua, includendo nella sua compagine personaggi che sono andati in piazza a festeggiare per il risultato del referendum irlandese. Un grande statista avrebbe cercato di andare a Bruxelles con una posizione chiara e forte, che sia vicina all’anti-europeismo leghista o all’europeismo che è nella tradizione dei governi italiani. Un politicuzzo italico che governa con i sondaggi alla mano cosa fa invece? Si presenta di fronte agli interlocutori europei con il sorriso smargiasso di cui sopra, affermando di voler dare “un drizzone” all’Europa che secondo lui negli ultimi due anni avrebbe perso dei colpi, in assenza di Berlusconi al governo. Visto che Il Trattato di Lisbona è stato approvato proprio negli ultimi due anni non si è capito se era solo una spacconata gratuita o voleva invece portare un attacco al Trattato, io propenderei per la prima anche perché sono convinto che molti in Italia abbiano apprezzato l’uscita del Presidente del Consiglio. Purtroppo invece in Europa l’hanno presa come la solita uscita ambigua del solito governo italiano, diviso ed inaffidabile.

Jun 22nd, 2008

Fandell non è capace

Non si dica poi che non lo si sapeva. Io lo scrivo prima di Italia-Spagna. Fandell è un arbitro mediocre, come diceva anche Moggi in una sua telefonata. In questi Europei ha diretto in modo inguardabile.
Magari sbaglierà  a favore nostro e allora andrà  benissimo però non è un arbitro da quarto di finale degli Europei.

Jun 22nd, 2008

Cinema e panni sporchi

Ancora a proposito de “Il Divo” vorrei sottolineare che, come commento al successo dei film italiani “Il Divo” e “Gomorra” a Cannes, la modella e moglie di Tronchetti Provera, Afef Jnifen ha avuto a dire nelle settimane scorse che “questi film fanno male all’Italia” e che “i panni sporchi si lavano in casa”. Il fatto che queste affermazioni vengano dalla moglie di colui che è uscito per il momento candido dallo scandalo delle intercettazioni Telecom è significativo. Ricordo che, secondo le risultanze dell’inchiesta, era stato introdotto nel sistema che gestiva le intercettazioni in Telecom un meccanismo attraverso il quale era possibile “segnare” un certo numero in modo tale da essere informati in tempo reale del fatto che le forze dell’ordine avessero attivato un meccanismo di intercettazione su quel numero. Secondo quanto dichiarato da Fabio Ghioni, Tavaroli avrebbe indicato il numero di telefono di Tronchetti Provera tra quelli da segnare. Se quindi Tronchetti fosse stato indagato per qualche motivo ed il suo telefono fosse stato messo sotto intercettazione, in Telecom si sarebbe saputo immediatamente. Non fu poi però provato, almeno a quanto mi risulta, che Tronchetti fosse al corrente della cosa…

Mettendo insieme questi pezzi ho l’impressione che l’idea di lavare i panni sporchi in casa, faccia riferimento al fatto che l’opinione diffusa all’interno della classe dirigente di questo disgraziato Paese è che non è importante che la corruzione, il malaffare, la mafia, la camorra non ci siano. L’importante è che non si vedano, così possiamo andare a fare passerella sulla croisette di Cannes a testa alta. Così possiamo andare in giro a dire che siamo un grande paese perché siamo gli eredi degli antichi romani e perché la nostra nazionale è approdata ai quarti di finale, ricordandosi di tenere ben nascoste le nostre miserie sotto il tappeto.
Il problema è che in realtà  questo modo di pensare non è solo patrimonio di una classe dirigente chiusa ed autoreferenziale, ma è patrimonio di buona parte dell’opinione pubblica del paese che probabilmente condivide il punto di vista di Afef.

Jun 21st, 2008

L’Italia di Dino Risi

Pochi giorni fa è scomparso Dino Risi, grande regista della commedia italiana, di quando la commedia italiana era una raffigurazione, spesso anche geniale, della nostra cultura e non un prodotto da catena di montaggio cinematografica. Risi raccontava l’Italia nei suoi buoni sentimenti e nel suo cinismo, nel suo coraggio e nella sua vigliaccheria, nella sua miseria e nella sua presunzione, quell’Italia che amiamo e ci fa ribrezzo allo stesso tempo. Quando si pensa al Risi più graffiante nella rappresentazione del nostro Paese si pensa in genere a “Il sorpasso“, all’icona del carattere italico che quel film ci racconta attraverso il personaggio di Bruno Cortona (Vittorio Gassman). Il film di Risi che però amo più di ogni altro è “In nome del popolo italiano“, un film che si sarebbe potuto definire una metafora di questi ultimi 15 anni se non fosse stato realizzato nel ’71, e che impressiona proprio per la sensazione che ti dà  che l’Italia non sia cambiata affatta in quarant’anni.
La storia è quella di un giudice (Ugo Tognazzi) che da anni bracca un imprenditore corrotto e senza scrupoli (Vittorio Gassman) e alla fine lo incastra per la morte di una ragazza della quale l’imprenditore pare essere l’evidente colpevole. Casualmente però il giudice viene in possesso del diario della ragazza che scagionerebbe l’imprenditore. E’ il giorno di Italia-Inghilterra e tutta la nazione è davanti ai televisori (ai tempi non avevamo mai battuto gli inglesi). Vinciamo la partita e mentre il giudice sta portando in procura il diario la gente si riversa nelle strade per festeggiare la vittoria. Per strada c’è un auto con targa inglese parcheggiata, i tifosi festeggianti la colpiscono, la ribaltano le danno fuoco tra lo sgomento della proprietaria. Il giudice che assiste alla scena si avvicina all’auto in fiamme, la osserva con tutta l’indignazione possibile, prende il diario e lo getta tra le fiamme dell’auto.
I geni sono coloro che sanno anticipare gli eventi, che sanno vedere ciò che è dentro di noi ma non è ancora diventato rappresentazione collettiva, non ha ancora una dimensione storica e Dino Risi certamente è un genio. Non stupiamoci quindi se l’episodio finale del film è diventato realtà  Martedì sera a Torino dopo il successo contro la Francia. Un gruppo di figli del sole italico (e non solo…) hanno pensato bene di celebrare il nostro trionfo prendendo di mira un’auto che aveva il grosso difetto di avere targa francese, per poi divellere la targa ed esibirla come trofeo in giro per le strade del Centro. La cosa non è avvenuta in una strada buia delle Vallette ma nelle vie centrali della città , in mezzo alla folla festante, che si è ben guardata dal fermare i vandali facendosi così complice dell’atto.
Possibile che nemmeno nel giorno del successo calcistico, l’unico genere di successo al quale ormai possiamo aspirare, manchi mai qualcuno che ci riporta alla realtà , ricordandoci che l’immondizia di cui siamo pieni non è solo quella della Campania ma è anche quella che c’è dentro di noi?

Jun 20th, 2008
« Previous Page — Next Page »

Emergenza Sudan MSF

Emergenza Sudan Medici senza Frontiere

Recent entries

Archives

Categories

Miscellaneous Pages

My favourite places

Feed on RSS

Meta