Che arrivi Poulsen o Stankovic è comunque una campagna acquisti deludente

Qui in Canada mi giungono notizie sempre più allarmanti sulla campagna acquisti della Juve. A forza di tirare sul prezzo il Liverpool ha giustamente deciso di tenersi Xabi, la Roma non ha intenzione di vendere Aquilani, in compenso abbiamo un’interessante alternativa: o prenderemo un brocco o un giocatore probabilmente finito per il calcio. L’uno (Poulsen) è un personaggio piuttosto squallido (è noto per la sua scorrettezza), mediocre tecnicamente, non più giovanissimo e lo strapagheremo senza nessuna motivazione tecnica chiara; l’altro (Stankovic) probabilmente giocherà  non più di due o tre partite, visto che le sue ultime stagioni sono state costellate da infortuni, ed in quelle due o tre partite si prenderà  solo raffiche di fischi (tra i quali i miei) per le invettive che ha lanciato contro la Juve in questi anni all’Inter. Il solo fatto che siano comunque due giocatori molto diversi di per sé denuncia una scarsa chiarezza di idee nella direzione tecnica.

La domanda sorge spontanea: che senso hanno queste scelte? Se fosse una questione di budget avrebbe avuto senso puntare piuttosto in modo più convinto su Marchisio e Giovinco, come l’anno scorso si fece con Nocerino, anziché spendere molto per giocatori sicuramente sopravvalutati. Mi pare invece che i soldi si stiano buttando dalla finestra con una leggerezza straordinaria… A chi giovi tutto ciò non lo capisco ma ho l’impressione che un cambio nella direzione tecnica sia sempre più urgente. Nel frattempo però Cobolli eviti di prenderci per i fondelli parlando di finali: con questo organico superare i preliminari di Coppa Campioni e arrivare terzi come l’anno scorso in campionato sono gli unici obiettivi che possiamo realisticamente prefiggerci.

Jul 7th, 2008

Manifestazione dell’8 Luglio

Apprendo dal Canada che l’8 Luglio ci sarà  a Roma una manifestazione di protesta contro le varie leggi pro-delinquenti proposte dal nostro governo. Sono contento di sapere che la parte del nostro paese che si oppone all’imbarbarimento della società  italiana e della sua politica abbia deciso di farsi sentire e sarò con loro nello spirito anche se l’8 mi troverò ancora da questa parte dell’Atlantico.
Tuttavia non posso non fare un’osservazione. Nel passato come oggi ho l’impressione che si continui a condurre queste giuste battaglie, focalizzandosi su Berlusconi ed i suoi accoliti come fossero un corpo estraneo che infesta la nostra società . La realtà  è che quella cultura che Berlusconi incarna è dentro ognuno di noi, ed è forte anche in molti di quelli che digrignano i denti ogni volta che sentono parlare del Presidente del Consiglio. E’ la cultura di chi, quando gli fanno la multa per aver lasciato la macchina in doppia fila per andare a prendere un caffè se la prende con il vigile e con il Comune che “fa le multe per fare cassa” e soggiunge poi che “sono ben altre le cose di cui si dovrebbero occupare i vigili”; è la cultura di chi vuole la botte piena e la moglie ubriaca, quindi avere servizi efficienti ma non pagare le tasse, trasporti funzionanti ma poco costosi, città  pulite ma senza inceneritori; è la cultura di chi preferisce chiamare la classe politica casta per far finta che sia una stirpe venuta da un pianeta lontano e che non riproduca invece fedelmente i comportamenti della stragrande maggioranza degli italiani; è la cultura di chi, messo alle strette, preferisce sempre dare la colpa a qualcun altro piuttosto che assumersi le proprie responsabilità .
Chiedersi, come molti fanno, quando ci libereremo di Berlusconi, è una domanda che non tiene in considerazione che questa cultura è diffusa ovunque nel nostro paese e dopo Berlusconi ne verranno altri come lui. La domanda corretta è quando quella parte di noi stessi della quale Berlusconi e quelli come lui sono solo lo specchio, si ridimensionerà  permettendoci di diventare un paese più moderno e più civile. Quando accadrà  quelli come Berlusconi potranno tornare a suonare il piano sulle navi da crociera.

Jul 6th, 2008

Mosquito Creek

Questo è il nome del luogo dove abbiamo passato la scorsa notte. Si tratta di un ostello ospitato in casette di legno in mezzo alla foresta non lontano da Lake Louise. L’illuminazione è erogata da lampade a gas e non c’è l’acqua corrente. L’unico modo per lavarsi è far riferimento al vicino torrente; si può anche fare la doccia riempiendo al torrente un secchio di fresca acqua di montagna e poi svuotandolo nel serbatoio di uno speciale box doccia, creato artigianalmente con qualche asse di legno. Dal serbatoio fuoriesce un apposito tubo, abbastanza lungo da potercisi lavare il corpo. Il gerente è un ragazzo piuttosto naif dall’umorismo molto anglosassone. Tra gli ospiti dell’ostello abbiamo perfino incontrato una ragazza romana in vacanza in Canada per la bellezza di tre mesi. Qualche fortunato che può permettersi vacanze all’estero così lunghe c’è anche nella nostra calda penisola…
Come forse saprete in inglese il mosquito è la zanzara e avrete quindi capito il motivo del nome dell’ostello. Qui, come in molti altri luoghi di montagna, le zanzare la fanno da padrone. Come già  scritto non sono molto brillanti e si fanno prendere facilmente ma la quantità  fa sì che lo stick di anti-zanzare che mi sono portato dietro si sia rivelato un utile compagno di viaggio.

Jul 6th, 2008

Giorno di rodeo

Oggi a Calgary è giorno di rodeo. C’è lo Stampede, una manifestazione che raggruppa nella città  canadese il fior fiore degli appassionati di rodeo della nazione.
C’è una parata infinita per le strade della città , tutti passeggiano per le vie vestiti da cow boy, si sprecano le tipiche urla yeeeh-hee ed i baracchini che vendono hot dog fanno affari d’oro.
La manifestazione vera e propria si svolge in un parco divertimenti che, oltre alle consuete attrattive da Luna Park, presenta un gran numero di palazzi e padiglioni (alcuni dei quali ospitarono le Olimpiadi del 1988) nei quali si svolgono esibizioni e spettacoli. Dallo spettacolo di break dance, alle evoluzioni di bici BMX, dall’equitazione acrobatica all’esposizione di maiali provenienti dalle varie parti del paese, dalla gara delle carrozze alla dimostrazione di tosatura di una pecora o di mungitura di una mucca. E poi naturalmente il rodeo nell’arena centrale che però mi sono perso.
Del parco fa parte anche un villaggio indiano abitato da nativi americani, reclutati per recitare la parte di sé stessi in una sorta di reality non televisivo.
Alla fine è fondamentalmente, per un turista come me, un modo efficace e divertente per calarsi negli usi, costumi e tradizioni di questa parte del mondo.

Jul 4th, 2008

Orsi

Uno dei grandi protagonisti del Canada è l’orso. Ovunque in Canada si parla di orsi, ci sono opuscoli, cartelli e addetti che te ne narrano le caratteristiche ed i rischi. Ieri abbiamo incontrato una famigliola di orsi lungo la strada, mamma orso (un orso bruno di colore nero) e due orsacchiotti. Mentre loro erano intenti a mangiucchiare noi siamo rimasti a debita distanza a fotografarli e guardarli con i binocoli. Quando, un’oretta o due dopo, abbiamo incrociato un guardiaparco del servizio di monitoraggio degli orsi e gli abbiamo riferito l’accaduto ci ha chiesto informazioni varie sul nostro incontro ed ha poi chiamato il servizio centrale che, a sua volta, ci ha chiesto ogni genere di dettaglio sull’avvistamento. Insomma una dedizione alla causa ed un dispiegamento di forze davvero ammirevole.
Sul depliant leggo che se incontrate un orso faccia a faccia la cosa migliore è mettersi a terra, pancia sotto, gambe aperte e mani incrociate dietro al collo, come l’arrestato nei film polizieschi. Se però l’orso attacca l’unica soluzione pare essere darsela a gambe levate, cosa però complicata se nel frattempo ci si è messi nella posizione sopra descritta. Alla fine, mi pare di poter dire che è meglio rimanere a debita distanza dagli orsi…

Jul 3rd, 2008

Ma lo prendiamo sto Xabi?

Cambio argomento rispetto al Canada e, sulla base delle notizie che ricevo dall’Italia sul mercato della Juve, sollevo un interrogativo. Ma lo compriamo sto Xabi Alonso, porca zozza? E’ da mesi che se ne parla, pare che ci sia l’accordo con il giocatore ed all’accordo con il Liverpool mancano pochi milioni. Agli Europei non ha giocato con continuità  ma quando ha giocato è stato sempre più che all’altezza della situazione. E allora? Tanto Aquilani non ce lo danno e non è detto che Aquilani sia meglio, anzi…
Nel frattempo ho sentito nomi da far rimpiangere Tiago: prima si era parlato di Stankovic, il cui possibile acquisto aveva generato una sollevazione di popolo; adesso va invece di moda in nome di Poulsen, centrocampista danese noto non certo per le sue doti tecniche, invero mediocri, ma bensì per le sue straordinarie capacità  di provocatore; e proprio in un sua provocazione Totti, nella sua grande intelligenza, non mancò di cadere negli europei 2004. Sostanzialmente si tratta di una versione danese di Materazzi.
Il solo fatto che la Juve tratti questi giocatori non ne tutela l’immagine, né dal punto di vista etico né sopratutto da quello tecnico. Se dobbiamo sparare nel mucchio valorizziamo Marchisio che vale tre Poulsen.

Jul 3rd, 2008

Radici

Oggi ho fatto conoscenza con i gerenti del Bed & Breakfast dove una parte della combriccola è alloggiata qui a Banff. Sono una coppia di Milano che trent’anni fa ha abbandonato il nostro paese per venire in America e che si è poi spostata di luogo in luogo fino a finire qui a Banff. Del loro racconto mi ha colpito soprattutto l’apprendere che dei due figli che hanno, il figlio lavora per un’azienda di Montecarlo ed è attualmente in Africa, mentre la figlia abita a Londra.
Questo mi fa pensare che quello che definiamo comunemente le nostre radici, sia in realtà  un cordone ombelicale, una volta rescisso il quale, si può vivere benissimo dovunque le vicende della vita ti spingano, senza sentire un cambiamento di città  o di nazione come una perdita di identità . La cosa avrà  sicuramente i suoi lati negativi, ma al momento faccio meno fatica a vederne i vantaggi.

Jul 2nd, 2008

Canada day

Banff (Alberta) è il Canada come te lo aspetti: casette in legno colorate, tetti spioventi, molto verde, lucette ovunque (questo anche perché il Primo Luglio è la festa nazionale). In definitiva un’atmosfera da città  di montagna ma con quel tanto di informalismo tipico del Nord America.
La festa nazionale da queste parti è un grande evento: concerti, parata coloratissima, fuochi d’artificio alla sera. In giro si vede di tutto: gente vestita da capo a piedi di bianco e rosso o travestita da foglia d’acero o da alce, come da noi succede solo quando la Nazionale vince i mondiali. Certo, sarebbe bello se anche in Italia ci fosse una festa nazionale che tutti sentissero come propria e alla quale tutti partecipassero con questo trasporto. Da noi purtroppo ci accorgiamo che si celebra una festa nazionale solo perché c’è il ponte, c’è il discorso del Presidente della Repubblica e ci sono le immancabili polemiche sul fatto che la festa della Repubblica non è la festa dei monarchici, la festa della Liberazione non è la festa dei fascisti, il Natale non è la festa degli atei ed altre amenità  simili. Diversamente il momento di vera unità  noi preferiamo viverlo in occasione della festa del nostro rispettivo santo patrono, tanto per non rischiare di perdere le nostre radici campanilistiche e sentirci un po’ troppo italiani.

Jul 1st, 2008

Riviste canadesi

Entro in un negozio a Banff (Alberta) e mi metto a sfogliare qualche rivista locale alla ricerca di maggiori notizie sul Canada. Faccio fatica a trovare riviste canadesi di attualità  che non siano scandalistico-popolari: l’unico esemplare che sembra valere un approfondimento è tale Maclean’s che non è granché, ma che comunque compro.
Decido di acquistare anche una rivista statunitense di nome Foreign Policy, che tratta di politica internazionale. La sfoglio sommariamente e scopro subito un articolo che spiega che, contrariamente a quanto molti pensano, i paesi occidentali sono affetti dalla piaga della corruzione, quanto se non di più del resto del mondo. Naturalmente per prima si parla dell’Italia, della quale vengono in particolare evidenziate la responsabilità  del governo nazionale e l’inefficacia delle leggi anti-corruzione. E’ sempre bello scoprire che in giro per il mondo si parla del tuo paese…

Jun 30th, 2008

La mia finale

Pur stando nella zona della terra più refrattaria al calcio, sono riuscito ad assistere alla finale degli Europei nella camera del motel. Partita molto bella e Spagna che si è dimostrata la squadra migliore presente agli Europei e, per uno sport folle come il calcio, il fatto che abbia vinto la squadra più forte non è poi una cosa così ordinaria. La Germania è sicuramente una squadra molto compatta e con buone soluzioni offensive, ma ha troppi giocatori con un rapporto conflittuale con il pallone per non poter ritenere già  un miracolo l’essere arrivata alla finale.
Sono molto contento che la finale sia stata arbitrata, devo dire molto bene, da Roberto Rosetti che non è un arbitro dei più talentuosi che si siano mai visti ed a cui continuo a non perdonare di aver regalato (insieme ad una lunga lista di suoi colleghi) lo scudetto all’Inter, ma che ha per me il grande merito di avermi insegnato a correre quando lui era istruttore dell’AIA ed io ero un allievo arbitro, ed un debito di riconoscenza glielo devo. Dopo il rigore clamoroso negato alla Svizzera contro la Cechia pensavo che Blatter se lo fosse segnato sul libro nero, ma evidentemente non è stato vendicativo.

Jun 29th, 2008
« Previous Page — Next Page »

Emergenza Sudan MSF

Emergenza Sudan Medici senza Frontiere

Recent entries

Archives

Categories

Miscellaneous Pages

My favourite places

Feed on RSS

Meta