C’è ancora domani

Era giugno del 1987, quando per la prima volta andai a votare, in occasione delle elezioni politiche di quell’anno. Era forse uno dei periodi meno turbolenti della storia recente italiana: i grandi conflitti sociali e politici degli anni ’70 erano ormai alle spalle, non era ancora caduto il muro di Berlino ma il blocco sovietico non faceva già più paura. La politica della Prima Repubblica tesseva la sua tela senza grossi sussulti e per quanto il debito pubblico si stesse gonfiando a dismisura nella mia testa ingenua di diciannovenne non percepivo ciò come un grosso rischio. Andai a votare con le mie idee, ma senza ansie, e se per motivi di forza maggiore avessi dovuto mancare non mi sarei sentito particolarmente in colpa.
Poi le cose si sono complicate, la caduta dell’URSS, Tangentopoli, l’ascesa di Berlusconi, l’entrata nell’Euro, la crisi del debito, il populismo, il Covid. Tutte situazioni più ansiogene, che presupponevano scelte decise, di qua o di là, che ti facevano pensare: “Cosa risponderò ai miei figli che mi diranno – Papà, ma si decideva questa cosa importante e tu sei stato a casa?”. Eppure, guardando a tutti quegli appuntamenti elettorali, non ricordo una percezione così chiara come quella di oggi che in gioco ci sia qualcosa di fondamentale, che non è solo la salute economica, finanziaria o morale dell’Italia o dell’Europa, ma i fondamentali valori su cui la nostra società si basa. In gioco c’è la democrazia, le nostre libertà fondamentali, che sono messe in pericolo da una guerra diretta ai confini dell’Unione Europea, ma anche dalla guerra ibrida, quella che si combatte ogni giorno sui mezzi di comunicazione, attraverso una pervasiva propaganda che premia quelle forze politiche che vorrebbero mettere in discussione l’assetto democratico italiano ed europeo o che semplicemente cavalcano certe ondate emotive per raccogliere consenso, con una strategia elettorale efficace ma con effetti devastanti per il futuro della nostra democrazia. E’ chiaro che soffriamo, almeno in Italia, la totale carenza di personalità politiche rilevanti, che conducano la battaglia per la difesa della nostra democrazia in modo diretto e risoluto, con un orizzonte chiaro di progressiva democratizzazione e politicizzazione dell’Unione Europea, senza farsi intimidire dai sovranismi espliciti o quelli nascosti (rappresentati da tutte le lobby e i centri di interesse che temono di vedersi sopraffare da qualunque trasformazione). Tutto ciò però non deve indurci ad arrenderci e a rinunciare al nostro decisivo contributo.
Spero che lunedì 10 potremo dire al mondo che l’Europa ha reagito in modo chiaro alle aggressioni esterne ed interne in atto, con un’ampia partecipazione e con una vittoria delle forze democratiche. Per questo andrò a votare con la motivazione più forte degli ultimi 37 anni. Suggerisco di farlo anche voi: se non riuscite oggi c’è ancora domani. Poi vedete voi…

Jun 8th, 2024

Nessun commento! Vuoi essere il primo?

Leave a Reply

Emergenza Sudan MSF

Emergenza Sudan Medici senza Frontiere

Recent entries

Archives

Categories

Miscellaneous Pages

My favourite places

Feed on RSS

Meta