Show must go on

juve-inter-porte-chiuse.jpgDomenica sera si è svolta allo Juventus Stadium di Torino l’incontro tra Juventus e Inter, una partita che forse passerà  alla storia per vari motivi. Non è la prima volta che un incontro di campionato si gioca a porte chiuse ma mia uno così importante, credo sia la prima che ciò accade per un’emergenza sanitaria. Ma sono soprattutto le circostanze che hanno reso questo evento così singolare, così come le polemiche che ne hanno accompagnato la vigilia. Essì, perché l’idea che di fronte ad un paese in cui la gente fugge dalle città  per paura del virus, in città  sotto coprifuoco, centinaia di persone (poche rispetto alle migliaia che avrebbero potuto essere, ma comunque tante) si ritrovino per celebrare il rito della partita di calcio sembra surreale, quasi una sceneggiatura di un film di Cronenberg, eppure è accaduto davvero. E non è accaduto, si badi bene, per ignavia, per difficoltà  decisionale, per motivi di ordine pubblico. No. E’ accaduto perché un esercito di dirigenti, giornalisti e altri addetti ai lavori, in una delle settimane che giudico più folli della storia del calcio italiano, mentre centinaia di persone lottavano per la propria vita nei reparti di terapia intensiva degli ospedali del Nord Italia, si sono stracciate le vesti, in nome della presunta e soggettivissima “regolarità  del campionato“. E così questa e altre partite si sono giocate “a tutti i costi” all’insegna del più insensato “Show must go on” e nelle ore in cui chi va a fare la spesa fuori dal proprio comune di residenza viene guardato con sospetto, circa 500 persone si sono riunite allo Juventus Stadium per le smanie dell’esercito di cui sopra. Smanie che purtroppo hanno confermato la propria assurdità  quando, l’altro ieri, si è scoperto che Daniele Rugani è positivo al Corona Virus (e domenica non lo era) e non è improbabile che abbia contagiato in quelle ore chissà  quanti compagni, avversari, staff o che qualcuno che non sappiamo abbia contagiato lui. Come spiegheranno la follia di esporre chi era presente domenica sera allo Stadium al contagio, quelli che per giorni hanno farneticato di “Campionato falsato”? Sarà  una lezione che farà  capire a qualcuno che occuparsi di calcio non autorizza a vivere in una dimensione a parte, sconnessi dalla realtà ? Temo di no.
Mi consola solo che il calcio, quello che si gioca, quando ha senso farlo, è parso ribellarsi, regalando agli occhi dei calciofili uno dei gol più belli degli ultimi anni a firma di chi, Paulo Dybala, ha dimostrato nei fatti di essere connesso con la realtà  e che questo non impedisce di giocare magnificamente al calcio, sempre quando ha senso farlo.

Mar 13th, 2020

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