Quello che i nostri figli ci svelano

le-domande-dei-bambini.jpgLa letteratura, non ultima quella delle barzellette, ci ricorda spesso quanto le domande dei nostri figli siano fonte di frequente e grande imbarazzo per i genitori. Finché non ti ci trovi di fronte però non ti rendi conto che si possa andare ben oltre alle domande sul sesso o su altri tabù di poco conto, e non immagini quanto le nostre angosce esistenziali diventino agghiaccianti quando riflesse dal candido sguardo dei nostri figli.
Mia figlia è da sempre appassionata della serie televisiva “Pippi Calzelunghe”, un vero attentato al tentativo faticoso di abituarla all’esistenza dei più elementari vincoli imposti dalla convivenza sociale. Non è semplicissimo spiegare ad una bambina che mettere i piedi sul tavolo mentre si mangia è un comportamento che la società  respinge, nonostante sia per Pippi abituale. Oltre a questo però, si dà  il caso che Pippi Calzelunghe ricordi spesso che la sua mamma è “andata in cielo”. Questo cielo, nel quale da tempo si trova la mamma di Pippi Calzelunghe, alla lunga è diventato per mia figlia un luogo fonte di curiosità  e quindi di domande, la più spiazzante delle quali è giunta qualche sera fa quando la piccola ha chiesto a me e mia moglie, con aria un po’ sconsolata: “Ma quando io sarò grande, voi andrete in cielo?”.
rainer_maria_rilke_1900.jpgSi dà  inoltre il caso che in questi stessi giorni lei stessa stia abbandonando progressivamente il ciuccio e la cosa le determina un profondo sconcerto. Qualche mattina fa, mentre la vestivo per andare a scuola, mi chiede: “Papà , ma quando sarò di nuovo piccola, potrò avere di nuovo il ciuccio?“. Che fare? Spiegarle che il tempo non si può riavvolgere, che la vita procede sempre e solo in una sola direzione, che in ogni giorno della sua esistenza l’uomo, come diceva Rilke, guarda alla giornata trascorsa come colui che abbandona per l’ultima volta la valle dove è vissuto ed a cui sa che mai ritornerà ? Vogliamo caricarla di queste e altre angosce prima del tempo? Forse non era il caso e infatti ho sorvolato.
Però è curioso come una bambina di tre anni possa scoperchiare così facilmente angosce, da noi adulti rimosse, circa la vita e la morte. Nella nostra condizione di adulti vantiamo la nostra razionalità  in confronto con l’istintualità  dei nostri figli, eppure i più elementari esercizi di razionalità  che riguardano lo scorrere del tempo, la vita e la morte, sono proprio quelli che cerchiamo accuratamente di non fare e che invece i nostri figli sono lì pronti a ricordarci.

Jan 29th, 2014

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