Un commento to 'L’eleganza del riccio'
Subscribe with RSS or TrackBack to comments to 'L’eleganza del riccio'.
:: Trackbacks/Pingbacks ::
-
Pingback by Orgoglio piagnone : Il colore del grano -
Quale peso hanno i nostri traumi, le nostre paure, le nostre frustrazioni nel modo in cui scegliamo di condurre le nostre esistenze? E quanto spesso non sospettiamo neppure che ci sia questa influenza, accoccolati nella tranquilla convinzione che quanto facciamo abbia un senso profondo e non sia invece solo una fuga, una reazione di difesa? La storia di ogni essere umano è una storia di continuo adattamento non solo alle condizioni esterne ma anche a quelle interne, in ragione delle quali si costruiscono forme di vita, ambienti, soluzioni ai problemi; ci si convince a non mangiare il formaggio o a non sopportare la vista del sangue per debolezza, rivalsa, timori inconfessabili, carenza di identità e chissà cos’altro. Succede a volte che si vive e si muore ignorando questa realtà , altre volte qualcosa o qualcuno ci fa scoprire la debolezza del nostro impianto vitale e che ci stavamo precludendo delle possibilità , delle scelte che ci avrebbero potuto rendere felici, solo per assecondare qualche curiosa psicosi che si agitava dentro di noi. Renè e Paloma, protagoniste de L’eleganza del riccio di Muriel Barbery, ci raccontano due di queste storie, due storie che si intrecciano nello stesso stabile di Parigi. Nella vita di René reclusa, per propria libera scelta, in una portineria per paura di ripetere la fine toccata alla sorella, così come nei propositi suicidi e incendiari di Paloma che disprezza la sua famiglia, ci sono le vestigia di una psicosi, che verrà portata insospettabilmente alla luce da un nuovo, insospettato, arrivo nello stabile di Rue de Grenelle.
Fin qui la storia che è originale ma nemmeno troppo, ma la differenza la fa il modo in cui tutto ciò è raccontato dalla Barbery, ovvero con una prosa elegante e raffinata ma pienamente godibile, che si gioca tra riflessioni psicologiche ed estetiche di grande profondità che squarciano la cortina che nasconde i personaggi per mostrarli nella loro nuda realtà , con toni di gustosa ironia ma anche di profonda amarezza nel classico dualismo di commedia e tragedia. Non sia mai che adesso io mi metta a rovinare il finale a chi lo voglia leggere, ma aspettatevi un finale in tutto e per tutto all’altezza del gusto e della profondità del testo. Davvero un libro da leggere e da gustare, come si gusterebbe un buon vino.
Subscribe with RSS or TrackBack to comments to 'L’eleganza del riccio'.
:: Trackbacks/Pingbacks ::
Pingback by Orgoglio piagnone : Il colore del grano -
![]() | |