Che c’entra Ruby con la democrazia?

matteo_renzi_2.JPGIn un’intervista apparsa su La Stampa il Sindaco di Firenze Renzi diceva nei giorni scorsi: “Fatico a capire cosa c’entri Ruby con la democrazia“. Scrivo questa mia per spiegarlo a lui, se mai leggerà  questo blog, e ad altri che abbiano dei dubbi in merito come ad esempio i firmatari di un appello contro l’antiberlusconismo che raccoglie alcuni intellettuali di sinistra. Perché c’entra con la democrazia la vicenda di Ruby? C’entra perché da molti, troppi anni, in Italia una parte dell’opinione pubblica è stata scippata alla politica ed alla democrazia ed è tenuta in ostaggio sotto una campana di vetro, che è quella di un sistema mediatico che ha creato una realtà  virtuale nella quale non solo le cose assumono un aspetto diverso da quello reale ma anche i valori vengono traslati e manipolati con la stessa facilità  con la quale si formano i palinsesti. Un sondaggio della ISPO ci spiega che solo una minoranza di quelli che difendono Berlusconi lo fanno perché non credono alle accuse, la maggioranza di essi lo difendono perché sostengono che avere un giro di prostitute (alcune delle quali minorenni) che entrano ed escono da casa propria è un fatto accettabile e compatibile con un incarico come quello di Capo del Governo. Che possibilità  hanno Renzi o Fini di convincere quel 30% di elettori che il governo Berlusconi sta governando in modo pessimo, quando anche convinzioni ben più profonde di una valutazione sull’operato del governo sono comandate a distanza?
La democrazia, lo dico per Renzi e gli altri che non hanno le idee chiare, si caratterizza da ciò che non è democrazia (dittatura, totalitarismo, come preferite) soprattutto in quanto sistema che distribuisce il potere in modo abbastanza capillare da impedire a chicchesia di essere in grado di appropriarsene per volgere le forze del paese al proprio interesse. Uno dei modi più fondamentali per impedire al potere di concentrarsi è permettere all’informazione di circolare in modo libero e attraverso il maggior numero possibile di diversi canali. Quando ciò non succede può capitare che un tizio si faccia eleggere a Capo del Governo solo per potersi meglio difendere dai processi a suo carico e possa militarizzare il Parlamento per farne uno strumento della sua difesa. Può capitare che si senta talmente inattaccabile da metter su senza troppo temere un giro di prostituzione a casa propria, e può succedere che poi qualcuno lo possa scoprire e che tutto il mondo lo venga a sapere facendosene grasse risate. Può succedere che quel tale possa ben guardarsi dal farsi da parte, convinto di poter in quel modo mettersi al riparo dalle conseguenze penali dei suoi atti, gettando così il discredito sul paese e tenendolo in ostaggio fino alla risoluzione del problema. Tutto questo può non interessare più di tanto all’operaio in cassa integrazione, al disoccupato, al precario della scuola ma c’entra terribilmente con la democrazia perché in una democrazia compiuta e matura questo non può e non deve accadere. Coloro i qualli si occupano di politica hanno il preciso dovere, per prima cosa, di far sì che un paese che vuole essere democratico si doti degli strumenti per esserlo, e solo dopo si divideranno su questioni come il lavoro, le tasse, i servizi, l’immigrazione.
Un fatale errore che una buona parte di chi si è opposto a Berlusconi ha commesso in questi anni è l’aver sempre derubricato le vicende giudiziarie di Berlusconi a suoi fatti personali, quando personali non lo sono mai stati proprio in quanto hanno influenzato in modo determinante l’esercizio del governo del paese e l’hanno potuto influenzare per un difetto delle nostre strutture democratiche. Risolvere l’anomalia Berlusconi è la prima priorità  di chiunque, di sinistra o destra, voglia proporsi per succedergli al governo del paese. Poi e solo poi, risolta l’anomalia, introducendo una forte limitazione delle concentrazioni mediatiche ed una legge sul conflitto di interessi, ci si potrà  ridividere tra pro e contro Marchionne, pro e contro TAV, pro e contro immigrazione e così via. Chissà  se ciò accadrà  presto e se Renzi se ne avrà  a giovare, certo non sarà  stato per merito suo.

Feb 10th, 2011

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