Il mondo dopo Wikileaks

hillary_clinton_insane.jpgLa parte più interessante della vicenda Wikileaks, come spesso accade, non è stata l’azione, ma la reazione. Non è stato tanto lo scoprire i segreti contenuti nei documenti pubblicati dal sito di Assange, che poi tanto segreti non erano erano, ma piuttosto lo scoprire la veemenza con cui la politica, anche quella più liberale, è pronta a reagire quando i suoi profondi interessi sono toccati. Wikileaks ed il suo fondatore Assange sono stati accusati da governi sedicenti democratici di essere terroristi, solo per aver esercitato il diritto fondamentale alla libertà  di stampa, in base ad un principio aberrante contro il quale in Italia mezza Italia si è battuta per mesi contro la Legge Bavaglio. Quello che però è sommamente grave è la sistematica violazione piratesca di ogni norma dello stato diritto in corso: conti bancari bloccati, utenze e gruppi bloccati su facebook, non sembra lontano il passo successivo, quello di individuare chi abbia sostenuto materialmente il sito. Tutto fatto senza una formalizzazione giuridica che non sia la farsa del presunto stupro, e d’altronde sarebbe problematico che il governo degli Stati Uniti incriminasse Assange per esercizio della libertà  di stampa.
Quando ci lamentiamo degli abusi della nostra politica facciamo riferimento spesso ai paesi anglosassoni come ad un modello da imitare. Oggi ci ritroviamo con un governo svedese che sostiene la farsesca inchiesta per stupro, un po’ come faceva il governo cubano con i suoi dissidenti politici, il governo americano nella persona di Robert Gates che applaude a questa oscenità  ed il governo inglese che collabora ad un massacro dello stato di diritto che fa rabbrividire. In tutto questo se la ride di gusto Putin che ironizza sulla democrazia così umiliata dai suoi più alti depositari: lui quelli come Assange li liquiderebbe con ben altri metodi ma vedere chi lo critica usare solo altri strumenti per ottenere il suo stesso scopo, ovvero zittire fonti di informazioni scomode, non può non divertirlo.
Il mondo che esce dalla vicenda di Wikileaks è un mondo più insicuro, ma l’insicurezza non viene dal nucleare iraniano né dagli accordi diplomatici sotterranei; l’insicurezza gli viene dalla constatazione che le basi dello stato di diritto che crediamo essere granitici pilastri nelle nostre società  sono in realtà  fuscelli che si spezzano al primo soffio di vento, ogni volta che la reputazione di qualche dinosauro del sistema politico internazionale è in pericolo.

Dec 13th, 2010

Nessun commento! Vuoi essere il primo?

Leave a Reply

Emergenza Sudan MSF

Emergenza Sudan Medici senza Frontiere

Recent entries

Archives

Categories

Miscellaneous Pages

My favourite places

Feed on RSS

Meta