Wikileaks e la doppia verità

237px-wikileaks_logo.pngL’uscita delle rivelazioni di Wikileaks ha lasciato delusi molti di noi. Come ben sottolineava Gramellini la stragrande maggioranza di quanto uscito corrispondeva all’intimo convincimento della maggior parte di chi segue le vicende di attualità  e non aveva nulla di segreto. Come mai allora tanta preoccupazione? E’ vero che gli esponenti del nostro governo fanno dichiarazioni pubbliche con la leggerezza con cui si parla ad una serata conviviale e dopo parecchi bicchieri di vino, ma possibile che quello che Frattini aveva (con gusto tra l’altro veramente pessimo) definito: “L’11 Settembre della diplomazia” fosse invece un evento del tutto irrilevante?
In realtà  da sempre la verità  della politica, così come della diplomazia, è fatta di due aspetti, quello ufficiale e quello reale. La verità  ufficiale è l’unica mai negata né smentita, quella che fa dire che il paese tale è nostro amico, che il talaltro è una canaglia, che il tal capo di governo è un autorevole interlocutore e il talaltro è esecrabile. Quella reale è fatta di siluri, di critiche feroci, di colpi bassi agli alleati, di accordi con i nemici di intrallazzi e patti scellerati. Succede però che nella società  dell’informazione la verità  “reale” divenga talmente difficile da contenere da diventare per molti l’unica verità , almeno per una parte della popolazione, per la quale la verità  ufficiale è solo una foglia di fico con il quale i governi coprono le loro vergogne. C’è però in realtà  una vasta parte della popolazione per la quale la verità  ufficiale ha ancora un senso, sono probabilmente persone disinformate, magari poco digitalizzate, ma soprattutto sono persone che continuano a pensare che l’unica verità  sia quella che ci piace ascoltare, sia quella che ci fa stare tranquilli, che struttura la nostra visione del mondo, schematizzandolo in buoni e cattivi, in modo tale che quelli con cui andiamo d’accordo siano i bravi e quelli con cui litighiamo siano i cattivi. Sono le persone che possono pensare ogni bene o ogni male di Gheddafi o Putin a seconda della verità  ufficiale del giorno. Per queste persone è un trauma leggere che il potere di Putin si regge sull’alleanza con la mafia russa, che Gheddafi è un brigante tossicomane, che Berlusconi è un incapace che passa il suo tempo tra festini e sesso sfrenato; è un trauma leggere queste opinioni quando proferite da esponenti degli Stati Uniti d’America, anche se le stesse cose le si trovano da anni su giornali e siti Internet. Le precisazioni di Hillary Clinton, che possono sembrare per alcuni un imbarazzante arrampicarsi sugli specchi, per altri non sono che il ristabilimento della verità . Qui sta l’interrogativo principale che mi suscita la vicenda di Wikileaks. E’ solo una beffa che genera imbarazzo ma che cesserà  di far sentire i propri effetti non appena i servizi segreti dei paesi interessati avranno messo le mani su Assange, oppure è il segno di una crisi irreversibile del sistema di doppia verità ? In un mondo futuro in cui diverrà  sempre più difficile mantenere la verità  ufficiale in una camera stagna, sarà  in grado l’opinione pubblica di chiudere occhi e orecchie sciroppandosi verità  sempre più apertamente fasulle? E se non ci riuscirà , può sopravvivere una società  totalmente privata della retorica del governante buono, dei fidi alleati e degli infidi nemici?
Credo che stia qui alla fine la sfida al mondo che Assange propone. Personalmente io credo che il mondo ce la farà , saprà  sopravvivere anche senza le bugie tranquillizzanti che chi ci governa ci propone. Non sarà  così facile, la perdita di certezze ha effetti spesso devastanti sugli essere umani che però hanno anche una straordinaria capacità  di adattamento e che penso ce la faranno anche stavolta.

Dec 2nd, 2010

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