La disfatta degli stupidi

miloskrasic.jpgQuando uno stadio fischia, quasi all’unisono, un giocatore né per il modo in cui gioca, né per il suo comportamento disciplinare, ma solo per le sue origini etniche, viene da immaginarselo con la pelle nera o almeno un po’ scura. Non ti aspetteresti invece che il malcapitato disponga di una imprevedibile zazzera bionda. Non ne troverete menzione se non in pochi notiziari, ma Domenica a Genova i tifosi locali hanno riservato al centrocampista juventino Krasic il trattamento che, quando dedicato a Balotelli, suscitò prime pagine dei giornali e dibattiti sul razzismo negli stadi. Capita infatti che Krasic sia serbo, della stessa nazionalità  quindi dei tifosi che misero a ferro e fuoco la città  poche settimane fa. Questa sua particolarità  ha attirato su Milos il risentimento del popolo genovese-genoano come se fosse stato lui quello che bruciava la bandiera albanese sugli spalti del Luigi Ferraris qualche settimana fa. Etichettare chi è riconducibile ad un etnia o una nazionalità  a determinati comportamenti è segno di superficialità  ed ignoranza e si sa che tra i giornalisti sportivi l’una e l’altra non mancano mai. Così quando qualche settimana fa Krasic si è fatto pinzare in un vizio tra i calciatori molto diffuso, quello di anticipare un probabile impatto con il difensore avversario contando nella concessione di un rigore, qualcuno all’interno del giornalismo sportivo ha pensato bene di enfatizzare il caso sottolineando l’origine serba di Krasic per bollarlo come truffatore matricolato. C’era tra l’altro da eliminare il giocatore di punta della Juve in vista dell’incontro con il Milan e allora i media non hanno parlato d’altro per tre giorni in modo da indurre la commissione disciplinare della Federazione a decretare una squalifica, il cui ultimo precedente risaliva a tre anni fa, che gli ha impedito di disputare l’incontro. All’incontro Milan-Juve partecipava invece il milanista Robinho colpevole di un atto simile durante la stessa giornata, ma graziato dai media e quindi dalla Commissione Disciplinare.
Siccome lo stupido trova facilmente alleanza nell’altro stupido chi fischiava Krasic per la sua nazionalità  si sommava a chi lo fischiava perché vittima della manipolazione mediatica. Sta di fatto che fin dal primo minuto di gioco Milos è stato sommerso da bordate di fischi e insulti ogni volta che prendeva la palla.
Qualche volta però il calcio nella semplicità  della sua narrazione ricorda certe sceneggiature hollywoodiane a lieto fine e così il biondo Milos, indifferente agli ululati della folla, ha iniziato a saltare gli avversari come birilli annichilendo il Genoa e soprattutto ricacciando in gola i fischi agli odiatori dei serbi.
La storia si chiudeva poi in modo significativo quando l’attaccante del Genoa Toni tentava la furbata mandando in rete il pallone con un tocco di mano volto ad ingannare l’arbitro. Grazie alla segnalazione dell’assistente il tentativo andava a vuoto ma ovviamente nessuna squalifica era disposta per l’attaccante. Il che mi suggerisce che il vero lieto fine si avrà  quando chi giudica certi episodi inizierà  ad applicare le regole equamente e non sarà  più schiavo delle campagne mediatiche del momento.

Nov 25th, 2010

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