Un commento to 'Come nasce un mostro'
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Lo abbiamo visto ovunque in foto o filmati nei quali, issato sulle barriere divisorie dello stadio di Genova, faceva esplodere bengala, bruciava la bandiera albanese o tagliava con un coltello la rete di protezione. Chi di noi non ha pensato a che razza di avanzo di galera fosse questo oscuro personaggio? Magari un reduce di guerra, magari un ragazzo difficile cresciuto in un quartiere povero, in situazioni di disagio, la madre prostituta, il papà sempre ubriaco che lo picchiava. E invece si scopre che Ivan Bogdanovic, il protagonista degli incidenti di Genova di Martedì scorso, è quello che l’ex-Ministro Padoa-Schioppa avrebbe definito un bamboccione: un trentenne nato da una famiglia “bene” di Belgrado e che tuttora vive con la mamma che ne parla come fosse un sant’uomo. Si scopre anche che chi che ha fatto correre un brivido nella schiena all’Europa, nel timore di un rinfocolarsi dei conflitti nei Balcani, sostiene di aver fatto tutto solo perché ubriaco, di non avere radici politiche, di non credere più di tanto nemmeno nei tanti simboli sinistri che porta sul petto.
Allo stesso modo abbiamo visto ovunque il filmato del ragazzo romano, Alessio Burtone, che con un improvvisa ed agghiacciante violenza colpisce con un cazzotto e uccide una ragazza con cui aveva avuto un diverbio per via del posto in coda. Anche qui pensi ad un violento, un rifiuto della società , entrato e uscito di galera. Invece anche qui scopri una mamma che, in diretta tv, ne parla come di un incompreso, un bravo ragazzo che si è già pentito di ciò che ha fatto, d’altra parte la ragazza si era espressa in modo minaccioso: ci stava il fatto di prenderla a cazzotti; così come lo stesso Alessio aveva preso a cazzotti, un po’ di tempo fa, un tizio che lo aveva rimproverato per il suo modo di guidare: anche allora sicuramente era stato provocato, aveva le sue ragioni, era innocente. In questo caso alla Mamma si sono accodati sia un nutrito gruppo di amici (pare fossero duecento al momento in cui è stato arrestato), pronti a reclamare il diritto a prendere a cazzotti chi ti infastidisce specialmente se di nazionalità diversa dalla tua, e poi perfino un esponente del PdL, tale Giro, è sceso in campo per difendere il povero ragazzo, giusto per ricordarsi che l’idiozia trova sempre con facilità nuovi adepti o avvocati difensori.
Non serve quindi una guerra, non serve la violenza in famiglia, non servono condizioni estreme per partorire mostri. I mostri, gli idioti, i violenti, possono nascere anche solo da mamme e papà che li assolvono sempre, da amici che li assolvono sempre, da istituzioni altrettanto pronte all’assoluzione. Chi non ha preso per l’orecchio Ivan la prima volta che ha strappato le tende di casa? Chi non ha messo in punizione per un mese Alessio la prima volta che ha picchiato il compagno di giochi? Gli stessi che adesso si strappano le vesti con il mondo cinico e baro che non capisce il loro povero pupo.
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purtroppo il proplema principale e che ci dimentichiamo che la diretta ha dei costi quindi il tutto fa guadagnare il resto a loro non interessa