Dove stiamo andando

Qualche giorno fa su La Stampa online avevo scorto una notizia circa i risultati di un sondaggio il cui titolo diceva: “Il 70% degli italiani non crede a Spatuzza“. Non sono riuscito a trovare maggiori dettagli sui risultati del sondaggio ma il problema è che la notizia non è quella del titolo ma la sua diretta conseguenza, ovvero che il 30% degli italiani considerano ipotizzabile il fatto che il nostro capo del governo abbia collaborato con Cosa Nostra. Tendo a pensare che ancora più alta sarebbe la percentuale di quelli che magari non credono alla pista mafiosa ma che ritengono comunque il capo del governo responsabile di almeno qualcuno dei molti reati per i quali è stato processato e lo considerano quindi un malfattore.
I risultati concreti sono visibili a tutti: non solo basta Facebook per radunare 300.000 persone in piazza pronte a manifestare contro di lui, ma ormai ogni esibizione pubblica del Premier in Italia è oggetto di contestazioni. Contestazione c’è stata a Torino la settimana scorsa, nonostante la poca pubblicità  fatta alla sua presenza per l’inagurazione della TAV, contestazione c’è stata oggi a Milano, a cui il Premier ha reagito come non avrebbe osato fare il peggior Balotelli, e questa volta la contestazione è sfociata nel gesto violento di uno squilibrato.
Più forte è la sensazione di accerchiamento che Berlusconi ha e più violentemente reagisce, più violenti verso chi non la pensa come lui sono i suoi attacchi e maggiore tensione si crea. Fino a che punto vogliamo arrivare in questa spirale di tensione, fino a che punto vogliamo tirare la corda?
Mi ripeterò ma una democrazia non può sopravvivere quando il 30% dei suoi elettori pensa che chi lo governa sia un malfattore. Tocqueville evidenziava come principale rischio della democrazia quello di sfociare in una dittatura della maggioranza e questo è quello che sta succedendo. Da un lato c’è un 40-50% degli italiani che continua a sostenere Berlusconi, nonostante l’ondata di opposizione civile e istituzionale, dall’altra c’è un 30-40% degli italiani che prova una crescente ostitilità  nei suoi confronti, tale da considerarlo un concreto pericolo per il paese e la democrazia. Non è tanto importante stabilire chi ha ragione, è importante stabilire quali sono le alternative che il paese ha di fronte. Da una parte c’è la possibilità  che i rappresentanti della maggioranza degli italiani continuino ad ignorare tutto ciò che la minoranza esprime, con la conseguenza di una progressiva delegittimazione da parte della minoranza del governo del paese, in un circolo vizioso che è un perfetto viatico verso un regime autoritario, come situazioni come quella iraniana ci insegnano; dall’altra parte c’è la possibilità  che si riconosca dall’alto e dal basso l’inadeguatezza dell’attuale leadership a governare un paese e che venga presa la decisione di una svolta che può anche essere quella che Casini ha disegnato ieri, ma che deve avere un sostegno nell’opinione pubblica per essere vincente.
Non c’è più tempo per indugiare, è il momento che chi ha ancora la lucidità  per farlo prenda finalmente una decisione, l’aria sta diventando davvero irrespirabile.

Dec 14th, 2009

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