Varese nel mondo

A Varese ho vissuto tutta la mia adolescenza ed è una città  che sento quindi un po’ mia, anche se talvolta mi lasciano incredulo alcune cose che vi succedono. Mi ha quindi in fondo rallegrato aver appreso da Marco che il New York Times ne abbia addirittura parlato, anche se, come spesso accade per l’Italia, solo per motivi squisitamente folkloristici e dei quali è davvero arduo potersi vantare. L’articolo era dedicato all’abitudine, a quanto pare tutta nostrana, di ornare le rotonde in modo variamente pittoresco. L’articolista riconduce questa abitudine alla vena artistica degli italiani ma alla fine il caso più folcloristico citato, quello appunto di Varese, ha ben poco di artistico.
Si tratta della rotonda che si presenta a chi arrivi a Varese dall’uscita dell’autostrada Buguggiate-Lago di Varese. In occasione dei mondiali di ciclismo del 2008 la giunta di Buguggiate ha deciso di installare sull’aiola della rotonda una serie di sagome di ciclisti con varie magliette colorate. Le sagome non erano propriamente dei capolavori ma la cosa che impressiona è che i ciclisti avevano le esatte sembianze di alcuni esponenti nazionali e locali della Lega Nord tra i quali Bossi (con la maglia iridata di Campione del Mondo) e Maroni. Dopo un anno le sagome sono ancora lì nonostante le polemiche sollevate naturalmente dai soli gruppi politici non rappresentati nell’aiuola.
Capisco l’estrema praticità  della gente di lassù che li porta a disinteressarsi delle facce dei ciclisti, ma non c’è nulla di più avulso proprio da questa mentalità  del culto della personalità  che questo quadretto riproduce. Come si è arrivati quindi alla degenerazione di un movimento nato dal basso per sostenere gli interessi di una società  intraprendente e operosa che sentiva il giogo di istituzioni inefficienti e sclerotizzate e che pare aver finito per diventare la copia più grottesca della classe politica che ha faticosamente abbattuto?
Sicuramente ha aiutato il provincialismo che ha contribuito a creare un microcosmo politico chiuso e autoreferenziale nel quale sembra che non appaiono alternative e nel quale, come in molti microcosmi politici simili, la Lega è diventata simbolo della politica stessa e quindi totalmente priva di ogni forma di concorrenza esterna. Sicuramente ha aiutato l’alleanza con Berlusconi che ha creato una protezione mediatica a questo microcosmo pressoché insuperabile. Fatto sta che l’impressione è che oggi il varesotto si ritrovi con una classe politica magari meno inefficiente di quella di vent’anni addietro, ma altrettanto chiusa nelle proprie logiche di potere, nella propria percezione di intangibilità , di sovranità  assoluta.
Mi pare sia significativo come la Lega ha reagito alle polemiche nate: proponendo qualche sagoma anche all’opposizione. Una sorta di compromesso storico ciclistico, la storia si ripete sempre…

Sep 29th, 2009

Un commento to 'Varese nel mondo'

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  1. Marco said,

    …non vedo perché non ci possiamo mettere Prodi in tenuta da Giro d’Italia…:-)

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