Pavel, ti voglio bene

Quando ieri pomeriggio Carrizo levava dalla porta il pallone dell’ultimo possibile gol di Pavel, giungeva il momento che avremmo voluto non giungesse mai, che avremmo voluto eternamente rimandato da un anno all’altro. Pavel usciva dal campo per l’ultima volta dopo tanti e tanti anni, che sembrano di più di quanti non siano realmente.

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Per il popolo della Juve quella zazzera bionda che oscillava per il campo era il segno di un fervore, di una grinta che riusciva a pervadere tutto lo stadio, tutto l’ambiente juventino. Era il segno che batteva un cuore grande sotto quella maglia bianca e nera, era il segno che ci sarebbe stato sempre qualcuno pronto a lottare per quei colori. L’uomo che ha pianto per un cartellino giallo, che ha pianto per una Coppa, ieri piangeva perché 25.000 persone si alzavano in piedi, gridavano il suo nome, si commuovevano e piangevano con lui. E quegli occhi dolci sapevano fare palpitare ancora, per l’ultima volta, la folla che lo ha amato come pochi giocatori che hanno vestito questa maglia. La forza, la compostezza, l’umiltà , la lealtà , la furia agonistica, l’umanità  di Pavel rimangono come punti di riferimento forse ineguagliati in un calcio sempre più cibernetico, sempre più fotogenico, sempre meno umano.
Noi juventini ci sentiremo tutti un po’ orfani senza quella rassicurante zazzera bionda, senza quelle corse a testa bassa, senza la furia ceca.
Addio Pavel, ti voglio bene

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Jun 1st, 2009

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