La beffa inglese

Sembra esserci un’occulta regia nello scenografico modo nel quale si sono sovrapposte le vicende dello scandalo britannico sui rimborsi spese gonfiati ai parlamentari e la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del processo contro l’avvocato Mills (inglese pure lui!).
Dall’Italia osserviamo quasi con stupore l’indignazione di un paese contro un gruppo di parlamentari, rei di avere presentato rimborsi spese gonfiati, di avere chiesto rimborso per cassette pornografiche, letame ma soprattutto per la ristrutturazione di casa propria. Apparentemente non c’è niente di illegale, ma c’è una forzatura della regolamentazione vigente che ha portato ad uno scandalo di dimensioni storiche che ha già  causato le dimissioni dello speaker della Camera dei Comuni (l’equivalente del Presidente della Camera italiano) , non perché fosse tra i responsabili di abusi, ma semplicemente perché si ritenuteva lui stesso responsabile del mancato controllo. Questo fatto è ritenuto sufficiente ad preannunciare, nel Regno Unito, per le elezioni di Giugno, un voto di protesta dilagante sia contro i laburisti che contro i conservatori.
In questi stessi giorni le motivazioni della sentenza Mills sono state pubblicate e qualcuno in più si è reso conto che questa volta le prove a carico del Premier erano schiaccianti e che per scampare alla condanna il Lodo Alfano era davvero l’unica possibilità  a disposizione di Berlusconi. Dopodiché è nato il solito vomitevole balletto, con la maggioranza pronta a difendere “Papi Silvio”, lui che si scaglia contro i giudici (rei evidentemente solo di non avere tappato la bocca a Mills allorché confessò di essersi fatto corrompere), l’opposizione divisa tra chi chiede le sue dimissioni e chi ritiene che l’attacco a Berlusconi su temi giudiziari non paghi dal punto di vista elettorale e nel frattempo il mondo ci vede sempre più come un paese ostaggio di una classe politica corrotta fino al midollo con ovvie conseguenze sulla nostra economia.
Insomma, da un lato un popolo che si infuria per una cassetta porno e dall’altro un altro popolo che rimane indifferente di fronte ad una bustarella di 600.000 dollari, da una parte politici che si dimettono per mancato controllo sulle note spese e dall’altro politici che non si dimettono di fronte a condanne per mafia. A chi ha, come noi, la disavventura di ritrovarsi da questa parte non resta che abbassare lo sguardo, sperare che il prossimo straniero con cui parleremo ci risparmi le solite battute sarcastiche e naturalmente consolarci ricordando che la nostra cucina, i nostri stilisti ed il nostro patrimonio di beni culturali non hanno eguali al mondo.
Eppure lo so che da qualche parte, dal parrucchiere, sul treno o magari anche su Internet, troverò qualcuno che mi dirà : “Hai visto? Dicono tanto dell’Italia ma hai visto cosa è successo in Inghilerra?”. Lo so che succederà  e so che la mia reazione d’istinto sarebbe rabbiosa ma invece devo essere benevolo, perché per qualcuno prendere coscienza della propria miseria è un davvero peso troppo grande per non cercare soluzioni diverse.

May 21st, 2009

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