Dal Tibet

Sono passati quasi 5 mesi dalla rivolta del Tibet e si continua a non sapere pressoché nulla di quanto sia accaduto e stia accadendo lassù. Le uniche notizie che giungono sono riportate da telefonate fatte a privati cittadini, che comunque temono sempre di essere intercettati e quindi si esprimono con grande prudenza, oppure sono i racconti dei pochissimi profughi che sono giunti a Dharamsala negli ultimi tempi. Questi pochi racconti ci dicono di altre rivolte soffocate in modo sempre più violento, di arresti indiscriminati a parenti ed amici di chi si sia rifugiato all’estero, di misure restrittive per i monaci. 
Pare tra l’altro che il nuovo governo del vicino Nepal, democraticamente eletto, sia ancora più filocinese del precedente, quindi nessuna collaborazione è in arrivo da quel fronte.
Le uniche novità  certe vengono dai negoziati tra governo tibetano in esilio e cinesi nell’ambito dei quali i tibetani hanno intenzione di presentare un piano per l’autonomia della regione, ma i cinesi non sembrano particolarmente propensi al negoziato.
Sono in corso iniziative come quella di cui dà  conto questo volantino.
Assisi-Pechino
Nel frattempo in altra parte della Cina sta divampando la rivolta degli Uiguri. Lo XinJiang, regione nella quale si sono avuti negli ultimi giorni rivolte ed attentati, è popolato per il 45% da uiguri e fu occupato da Mao nel 1949, nello stesso periodo in cui invase il Tibet (1951).
Ho l’impressione che la Cina stia affrontando null’altro che lo stesso problema coloniale che le altre potenze si trovarono ad affrontare a metà  del ventesimo secolo. Anche in questo ambito la pretesa del goveno cinese di rappresentare un punto di singolarità  della storia continua a sembrarmi un po’ grottesca e foriera di grossi guai per quell’area del mondo, ma tant’è…
Devo dire che sono stato molto combattuto perché i giochi olimpici sono un evento che mi appassiona come pochi ma non posso pensare di assistere ad un evento per la buona riuscita del quale innocenti vengono arrestati o uccisi. Non ho proprio lo stomaco per farlo, per cui nelle prossime settimane con molti rimpianti ignorerò l’evento. In fondo non è difficile, si tratta di tenere spenta quella scatola che campeggia nel mio salotto. Lo faccio già  spesso…

Aug 5th, 2008

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