2 commenti to 'L’asse di ferro'
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Penso sia sempre da considerarsi fortemente simbolico qual’è il primo interlocutore che un capo di governo appena nominato decide di incontrare. Per questo è interessante la scelta del nuovo Presidente russo Medvedev che ha incontrato il suo omologo cinese Hu Jintao. Le convergenze tra le due potenze non sono cosa nuova. Sappiamo che il governo russo guarda con un certo fastidio ai modelli occidentali di democrazia e pluralismo e si è spesso ritrovato al fianco del governo cinese nel avversarli e nel favorire regimi che li avversano.
Direi che è ufficiale che la prospettiva di fine della storia con una progressiva ed inarrestabile diffusione dei modelli democratici e libertari occidentali al mondo intero è da archiviare.
E’ assai più probabile che ci troveremo di nuovo a fare i conti con sistemi dittatoriali o pseudo-dittatoriali che cerchino di rilanciare un modello di contrapposizione militare che fatalmente finisce col ridimensionare anche le nostre velleità democratiche.
Forse sono pessimista ma temo che la storia continui ad essere molto cocciuta nel non voler finire….
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I punti di frizione tra le masse demografiche sono sempre gli stessi: l’Europa vive invasioni da Est dai tempi della repubblica romana, dai tempi di Erodoto popolazioni asiatiche cercano di entrare in Europa da Sud. E perlomeno dai tempi dei Polo la Cina cerca di impadronirsi del Giappone, e il Giappone della Corea. La forma di governo in voga in un paese in un certo tempo conta poco, e i governanti si limitano ad interpretare le stesse necessità di sempre. O no?
Diciamo che forma di governo e grado di militarizzazione si influenzano a vicenda. Una situazione di confronto militare tende a creare paura e quindi ad indirizzare la popolazione verso l’emarginazione del dissenso che è visto come collaborazione al nemico. Talvolta il processo è esogeno, ovvero il confronto militare è determinato da cause esterne e chi è al potere ne approfitta per limitare libertà e democrazia, altre volte il fenomeno è endogeno, ovvero è chi è al governo che sceglie deliberatamente il confronto militare allo scopo di disfarsi dell’opposizione interna.