Un commento to 'La coerenza dell’epilogo'
Subscribe with RSS or TrackBack to comments to 'La coerenza dell’epilogo'.
:: Trackbacks/Pingbacks ::
-
Pingback by Dogmi : Il colore del grano -
Quando un romanzo si conclude in modo incoerente con il messaggio che ha scandito nelle sue pagine, ci rimane la sensazione di un finale improprio, spiazzante, che ci lascia un po’ di fastidio, di insoddisfazione. Nella realtà spesse volte invece chi tira le redini riesce a dare all’ultima pagina di una storia una verniciata di presentabilità che la riscatta e fa artificiosamente dimenticare ai meno attenti le pagine buie che la storia ha attraversato prima di arrivare alla sua conclusione. La pioggia di Parma ha probabilmente sciolto la vernice ma questa volta, come in un romanzo, il finale del Campionato ha risuonato il refrain di tutta la stagione.
Quando all’inizio del secondo tempo Ibrahimovic entrava in campo ed il Parma iniziava a barcollare come un pugile alle corde, sembrava che la storia potesse riprendere il suo corso e l’Inter avviarsi a conquistare il primo scudetto dell’era Moratti vinto senza penalizzazioni, senza che nuove ombre torreggiassero sul suo successo, ma di nuovo il cielo ci metteva lo zampino, questa volta scatenando un acquazzone sulla città emiliana, e le cose prendevano un’altra strada. In quell’aquitrino improvvisamente infatti Budan, centroavanti parmense, si involava verso la porta interista. Materazzi (sempre lui) nel disperato tentativo di fermarlo si gettava in scivolata, cosa pericolosissima su un terreno così insidioso. Il risultato era disastroso, Budan veniva travolto e, essendo Materazzi ultimo uomo, questo comportava l’espulsione del difensore interista che in una nemesi storica avrebbe fatto mancare la sua presenza nel momento topico dell’incontro più importante, proprio come, per colpa sua, Zidane ai mondiali. In 10 contro 11 il compito dell’Inter sarebbe stato quasi proibitivo ma non impossibile e magari questa sarebbe stata l’impresa che poteva riscattare, almeno in parte, un anno di “aiutini”.
Dal cielo però, insieme alla pioggia, scendeva Gussoni, Presidente dell’AIA vicino a Moratti, che appariva di fronte all’arbitro Rocchi con dito ammonitore. Il fischietto improvvisamente sfuggiva al suo padrone, come attratto da una invisibile calamita, Rocchi cercava il proprio coraggio, interrogava la propria coscienza ma alla fine cedeva e lasciava proseguire, fingendo di non aver visto ciò che tutti avevano visto. Materazzi rimaneva in campo, Budan restava malinconicamente a terra senza nemmeno la soddisfazione di un calcio di punizione, l’Inter si avviava verso il suo scudetto, senza troppo temere nemmeno quando alcuni contatti nell’area interista facevano guardare con speranza ancora a Rocchi. L’arbitro teneva famiglia ed Ibra completava il suo trionfo personale.
Fine.
Subscribe with RSS or TrackBack to comments to 'La coerenza dell’epilogo'.
:: Trackbacks/Pingbacks ::
Pingback by Dogmi : Il colore del grano -
![]() | |