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Tempo fa Calvin Klein si è trovato a dover ritirare lo spot pubblicitario di un suo prodotto per le proteste che aveva suscitato, questo a causa della posa discinta e provocante della modella che ne era protagonista. La cosa curiosa è che uno spot simile, ma con un protagonista maschile, precedentemente distribuito dalla stessa azienda non aveva subito affatto le stesse critiche e non è stato quindi ritirato, con evidente effetto discriminatorio nei confronti della collega donna. Avrete capito che le critiche allo spot non sono venuti da ambienti ultraconservatori ma da sedicenti movimenti femministi.
Può non essere semplice capire cosa spinga chi pensa di difendere i diritti delle donne a mettere le premesse per un’evidente discriminazione a danno delle donne. In realtà ho l’impressione che il retaggio culturale che permea la nostra società, più di quanto non ci rendiamo conto, porti anche soggetti insospettabili a pensare alla donna come ad un soggetto sessualmente per forza passivo, quindi se c’è una donna che usa il suo corpo e la sua sensualità non può mai essere una sua libera scelta, un suo modo di far fruttare le sue caratteristiche o le sue qualità, come sarebbe per un uomo, ma deve per forza esserci qualcuno che la sfrutta.
Sta di fatto che nelle due ore e mezzo di Povere Creature il corpo di Bella Baxter viene abbondantemente usato dalla legittima proprietaria per esplorare il mondo, senza esitazioni e inibizioni, eppure la sua capacità di costruire il suo percorso antropopoietico in totale autonomia, sfuggendo a chi la vuole imbrigliare e imponendo sempre la sua personalità caratterizza il percorso del film. Non è certo un caso che Lanthimos affidi questo ruolo ad una creatura che accoppia un corpo da adulto ad una mente da bambino e quindi ancora priva di ogni condizionamento culturale, come a dire che solo una mente libera da un percorso di acculturazione tradizionale riesca a interiorizzare schemi simbolici diversi da quelli tradizionali e quindi a superare gli schemi che invece imbrigliano tutti gli altri. C’è moltissimo altro nel film che ricalca con qualche altro spunto originale gli schemi del racconto di formazione, ma il messaggio più forte è questo ed è ciò per cui ne consiglio la visione non solo alle maschiliste latenti ma anche a tutti gli altri.
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