Meccanici islandesi

Di ritorno da Kverfjà¶ll, giunti quasi alla fine della parte più accidentata della strada, abbiamo sentito che il fondo dell’Isuzu Trooper era diventato troppo rumoroso. Abbiamo quindi scoperto che la piastra metallica che proteggeva il fondo dell’auto si stava progressivamente staccando, cosa che in effetti si è prontamente verificata pochi chilometri dopo quando la piastra è rimasta sul terreno. Abbiamo quindi caricato il pezzo in auto, dopo complicatissima riorganizzazione del posizionamento dei bagagli, e ci siamo diretti verso Egilstadir, primo centro in cui ci fosse qualche possibilità  di trovare un meccanico.
Subito entrati in paese abbiamo visto un cartello che indicava un’officina nella quale ci siamo trovati davanti tre meccanici di età  media venti anni, nel senso che uno ne aveva forse trenta, uno probabilmente venti, il terzo era un bambino sui 10 anni. Il meccanico tipico di casa nostra ci avrebbe forse risposto che stavano chiudendo, che non avevano il pezzo, di riprovare il mattino dopo che c’era il titolare eccetera, invece il dinamico trio islandese ha preso la piastra e lavorandoci 10 minuti di fresa e saldatore l’ha rimessa al suo posto come se nulla fosse stato. E poi dicono che quelli bravi ad arrangiarsi siamo noi…

Aug 15th, 2009

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