Io sì che mi vergogno

Il ministro Brunetta nella sua ultima uscita ci ha spiegato che in Italia professori ed impiegati del catasto si vergognano di dire ai propri figli che mestiere fanno. Premesso che questa dichiarazione è singolare da parte di chi non ha fatto altro, da quando è diventato ministro, che dipingere i dipendenti statali come fannulloni e malfattori: se quanto detto fosse vero andrebbe quindi quanto meno attibuita al ministro stesso una bella fetta di responsabilità . Tuttavia conosco professori e ho conosciuto impiegati del catasto e non mi risulta che nessuno di loro provi questa vergogna.
Non dimenticherei d’altronde che se c’è una categoria di dipendenti statali che si caratterizza per essere strapagata, per i suoi tassi di assenteismo record, per la sua improduttività , per il suo coinvolgimento continuo in scandali che vanno dalla semplice corruzione a reati connessi ad attività  mafiose, si tratta proprio dei componenti del Parlamento e del Governo ovvero della categoria alla quale appartiene il ministro. Chissà  quindi se il ministro Brunetta si vergogna di dire ai suoi figli che mestiere fa. Mah…
Personalmente, fintanto che un ministro della Repubblica non individuerà  gli ingegneri come i grandi capri espiatori, non ho di questi problemi ma purtroppo, come credo molte persone, mi vergogno sempre più (e molto purtroppo) di dire da che paese provengo. Perché venire dall’Italia significa venire da un paese nel quale la mancanza di rispetto per gli altri, che traspare dalle parole del ministro, è un dato socialmente pressoché costante dal governo della repubblica giù fino al tizio che lascia la macchina in doppia fila per prendersi le sigarette. Forse non siamo l’unico paese in cui la coscienza civica è così dormiente ma certamente siamo l’unico tra quanti hanno conosciuto lo sviluppo culturale e sociale del quale l’Italia si è giovata. Oggi il nostro paese è identificato all’estero con l’immagine di volgarità  e ignoranza che la maggior parte degli italiani che vanno all’estero portano con sé, che ci vadano col volo ministeriale o col volo Easyjet e questo purtroppo è la conseguenza di una degenerazione del costume italiano della quale la nostra classe dirigente non riesce a non essere fedelissimo specchio.

Jan 12th, 2009

Un commento to 'Io sì che mi vergogno'

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  1. cri said,

    Beh…c’è una piccola speranza: che il ministro Brunetta non si sia riprodotto…poveri eventuali figli…

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