E se dicessimo “antiautoritarismo”?

Giorni fa mi è capitato di sentire a “Che Sarà” (talkshow condotto da Serena Bortone) l’ex-segretario del Partito Comunista Achille Occhetto replicare alla solita dichiarazione difensiva di La Russa del tipo: “Perché dovrei dichiararmi antifascista quando la sinistra non si dichiara anticomunista?”. La dichiarazione del Presidente del Senato ha ovviamente mille punti di debolezza tra cui il parallelo tra un’ideologia, il comunismo, e un sistema politico ben preciso, quello fascista, ma la stessa replica di Occhetto ne ha manifestato, ai miei occhi, qualche punto di forza. L’ex-leader della sinistra italiana ha infatti ripercorso le tappe dell’evoluzione del Partito Comunista Italiano e del suo progressivo distanziamento dal modello sovietico, come a dire che settantacinque anni di storia valgono più di qualche vuota dichiarazione. E’ tuttavia vero che, al di là dei passi ufficiali e delle loro implicazioni nei rapporti internazionali, questa storia non può cancellare il fatto che ci siano stati in questi decenni finanziamenti diretti e occulti da parte dell’Unione Sovietica al PCI fino agli anni ’80, e non possiamo nemmeno dimenticare che ci sono state componenti del PCI che hanno solidarizzato con l’invasione sovietica dell’Ungheria, della Cecoslovacchia e perfino (in una componente pure esigua) dell’Afghanistan. Certo, il PCI ha appoggiato molte delle riforme progressiste e democratiche che il nostro paese ha realizzato nel frattempo, però, parliamoci chiaro, una certa predilezione dell’elettorato di sinistra per le dittature che gravitavano nell’area sovietica, durata almeno fino alla caduta del muro, non sarà stata solo una mia impressione. E nemmeno oggi fatico a trovare persone di sinistra che ripetono slogan della propaganda putiniana: che la Russia ha invaso l’Ucraina perché era piena di nazisti, che lo ha fatto per colpa della NATO che premeva ai confini, che le repubbliche del Donbass erano un baluardo dell’anti-fascismo (finché Putin non ha assorbito anche loro) e così via, e non mi viene in mente un motivo diverso dall’eredità sovietica della Russia di oggi che giustifichi questo schierarsi. Non dimentichiamoci poi di quelli che “Taiwan è Cina”, e non escluderei nemmeno quelli che vedono in Cuba una sorta di Eden…
Mi dispiace per Occhetto, autore di una svolta fondamentale in questa lunga storia, ma se le leadership della sinistra hanno fatto talvolta cose anche apprezzabili, il popolo della sinistra molto spesso è rimasto fermo a “Adda venì baffone”, inserendo nel suo Valhalla personaggi come Che Guevara o Ho Chi Minh, che non erano certamente dei grandi democratici…
Insomma, la dichiarazione di La Russa è difensiva ma non è proprio che vada lontana dall’obiettivo e forse a sinistra qualcuno che potrebbe fare qualche passo in più per prendere le distanze dalle dittature che si ispiravano al comunismo c’è in effetti. E allora, provo a dirlo con cautela, perché il prossimo 25 aprile, o anche un altro giorno, non cominciamo a dirci genericamente “antiautoritaristi”? Fa male a qualcuno? Chi è davvero antiautoritarista non potrà lamentarsi. Magari non piacerà a quelli a cui piacciono le dittature, o qualche di tipo di esse. E allora? Davvero è così importante fare felici costoro? Occhetto e i suoi eredi dovrebbero forse porsi il problema…

May 19th, 2024

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