{"id":991,"date":"2010-12-03T23:50:56","date_gmt":"2010-12-03T21:50:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=991"},"modified":"2010-12-03T20:35:34","modified_gmt":"2010-12-03T18:35:34","slug":"pacione-ed-altre-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/12\/03\/pacione-ed-altre-storie\/","title":{"rendered":"Pacione ed altre storie"},"content":{"rendered":"<p>Siamo a met\u00e0\u00a0 degli anni 80 e la Juve di Platini, campione d&#8217;Europa, affronta nei quarti di finale di Coppa dei Campioni il Barcelona che aveva appena ceduto Maradona al Napoli ma che era pur sempre una grandissima squadra. All&#8217;andata la Juve aveva fatto la solita partita catenacciara che Trapattoni prediligeva nelle coppe europee, beccandosi un gol a dieci minuti dalla fine. Al ritorno a Torino alla Juve manca il suo centroavanti Serena, oggi telecronista Mediaset ma allora implacabile ariete offensiva. Gli subentra il giovane Marco Pacione, ventiduenne attaccante all&#8217;esordio in Europa. La partita inizia con una fuga del laterale offensivo danese Laudrup, oggi selezionatore della Danimarca, che offre a Pacione un pallone solo da adagiare in porta. La palla probabilmente rimbalza male, del resto \u00e8 un gol che anche il sottoscritto probabilmente riuscirebbe a realizzare, fatto sta che il <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=If-SNNkuz84#t=0m18\">pallone fila via<\/a> e Pacione inizia una sequenza di gol sbagliati in quella serata per la quale ancora oggi il popolo juventino ha le convulsioni nel sentir citare il suo nome. Sarebbe bastato che quel pallone corresse liscio sul campo che Pacione lo appoggiasse in rete perch\u00e9 il suo nome si trasformasse in quello di una delle tante meteore protagoniste di una serata, eppure lo sbagli\u00f2. C&#8217;\u00e8 qualcosa forse che orienta quei palloni dell&#8217;esordio? Quando Del Piero si trov\u00f2 davanti al portiere della Reggiana il 19 Settembre del 1993 era entrato in campo da un minuto per la sua seconda presenza in Campionato, avendo giocato solo gli ultimi 16 minuti nella prima. Anche l\u00ec avrebbe potuto esserci un rimbalzo fasullo, una zolla, un refolo di vento ed invece Del Piero <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=d6XxlKJR-BU\">segn\u00f2 il suo promettente primo gol in Serie A<\/a> (come sottolinea profeticamente <a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/action,viewer\/Itemid,3\/page,0003\/articleid,0803_01_1993_0258_0027_11294851\/\">La Stampa<\/a> dell&#8217;epoca). Di come il destino di un giocatore possa essere legato ad un episodio parla anche Nick Hornby in &#8220;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Febbre_a_90%C2%B0_%28romanzo%29\">Febbre a 90<\/a>&#8221; quando parla di <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Gus_Caesar\">Guc Caesar<\/a>, difensore dell&#8217;Arsenal degli anni 80 che compromise con <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=OBzrhjaZnTE#t=6m29\">un suo errore<\/a> la finale della Coppa di Lega che l&#8217;Arsenal cedette al Luton.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/libertazzi_2009.jpg\" title=\"libertazzi_2009.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/libertazzi_2009.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"libertazzi_2009.jpg\" width=\"200\" \/><\/a>Mercoled\u00ec sera la Juve ha affrontato il Lech Poznan sotto una bufera di neve polacca. In una partita in cui tutto \u00e8 andato storto, i polacchi segnavano alla prima azione offensiva, di l\u00ec in poi era un monologo della Juve che sprecava tutto quello che umanamente si pu\u00f2 sprecare e forse anche di pi\u00f9, nonostante un Krasic devastante che arava il campo seminando gli avversari come se si fosse in un episodio di <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=E--dOH5vGa8&amp;feature=fvsr\">Holly e Benji<\/a>. A pochi minuti dalla fine Iaquinta su assist del magico serbo pareggiava e la Juve si buttava disperatamente sotto per acciuffare il successo che l&#8217;avrebbe salvata dall&#8217;eliminazione. Era qui che entrava in campo Libertazzi, giovanotto di belle speranze che i sostenitori bianchi e neri pi\u00f9 attenti ricordano per un <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KweUZzrRgbY&amp;feature=related#t=1m13\">gol impossibile<\/a> segnato nell&#8217;amichevole estiva di Villar Perosa Juve A contro Juve B. C&#8217;era un pallone che vagava in mezzo alla tormenta e finiva proprio sulla testa di Libertazzi che miracolosamente si ritrovava senza nessun difensore avversario tra s\u00e9 e la porta, cercava di colpire il pallone ma la tormenta gli intirizziva il collo, forse il berrettino non lo aiutava e forse nemmeno la neve negli occhi, e conseguentemente il suo colpo di testa diventava appena uno schiaffetto per il pallone rosso che si accoccolava tra i guantoni del portiere polacco. Ecco, un&#8217;altra vittima sacrificale, un altro uomo che se non diventer\u00e0\u00a0 un campione sar\u00e0\u00a0 ricordato per questo.<br \/>\nSe Libertazzi avesse segnato un gol impossibile Mercoled\u00ec e ne avesse sbagliato uno facile in un&#8217;amichevole estiva il suo destino sarebbe stato forse diverso, ma forse il calcio sceglie quando concedere un p\u00f2 di fortuna ai suoi figli prediletti e quando negarla ai suoi figliastri e questo forse ha determinato il destino di Pacione. Per quello di Libertazzi c&#8217;\u00e8 ancora tempo di recuperare, ma di sicuro chi ha palpitato per la Juve Mercoled\u00ec sera, comunque vada, non scorder\u00e0\u00a0 il suo nome.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo a met\u00e0\u00a0 degli anni 80 e la Juve di Platini, campione d&#8217;Europa, affronta nei quarti di finale di Coppa dei Campioni il Barcelona che aveva appena ceduto Maradona al Napoli ma che era pur sempre una grandissima squadra. 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