{"id":949,"date":"2010-10-23T11:16:56","date_gmt":"2010-10-23T09:16:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=949"},"modified":"2010-12-08T11:52:46","modified_gmt":"2010-12-08T09:52:46","slug":"la-lingua-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/10\/23\/la-lingua-dimenticata\/","title":{"rendered":"La lingua dimenticata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Brueghel-tower-of-babel.jpg\" title=\"250px-brueghel-tower-of-babel.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/250px-brueghel-tower-of-babel.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"250px-brueghel-tower-of-babel.jpg\" width=\"200\" \/><\/a>Dai tempi di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Johann_Gottfried_Herder\">Johann Herder<\/a> a quelli molto pi\u00f9 recenti di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jurij_Michajlovi%C4%8D_Lotman\">Jurij Lotman<\/a>, fiumi di inchiostro sono stati versati sulla centralit\u00e0\u00a0 della lingua come elemento formante una cultura e sulla necessit\u00e0\u00a0 di una cultura comune per la salute di una nazione. E&#8217; quindi curioso che ci sia una nazione in fasce che lentamente nei decenni si \u00e8 data una  moneta, un Parlamento, una Costituzione e nella quale si parla spesso di altri passi avanti nella creazione di uno Stato nazionale e che pur tuttavia continua ad ignorare proprio il primo elemento di unit\u00e0\u00a0 di una nazione, cio\u00e8 appunto la lingua. Nell&#8217;attuale Unione Europea sono classificate come ufficiali ben <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingue_dell%27Unione_europea\">23 lingue<\/a>, nessuna delle quali teoricamente \u00e8 discriminata rispetto alle altre. L&#8217;1 % del bilancio dell&#8217;Unione Europea \u00e8 speso per gestire questo complessissimo regime multilunguistico che prevede teoricamente la traduzione di ogni documento in ognuna delle lingue dell&#8217;Unione, il cui numero crescer\u00e0\u00a0 naturalmente allorch\u00e9 entreranno altri paesi. Nella pratica poi si \u00e8 creato un gruppo di lingue dominanti nelle quali vengono redatti gli atti formali (francese, tedesco e inglese) cosa che ha gi\u00e0\u00a0 suscitato parecchi malumori da parte degli altri membri.<br \/>\nLa presenza di lingue &#8220;dominanti&#8221; si sta estendendo al di fuori delle stanze della politica europea e la <a href=\"http:\/\/www.blitzquotidiano.it\/politica-europea\/brevetto-unico-europeo-ronchi-italiano-veto-459010\/\">recente proposta<\/a> di Barroso di un brevetto europeo prevede l&#8217;uso delle sole tre lingue in questione. I governi di paesi che parlano altri idiomi, tra cui in testa quello italiano, si sono opposti comprensibilmente a questa proposta. Se davvero il brevetto europeo fosse accettato solo in una di queste tre lingue, ci\u00f2 significherebbe per un&#8217;impresa di uno di questi paesi, che voglia pubblicare brevetti, sobbarcarsi costi di traduzione che non sarebbero richiesti invece ad un&#8217;impresa di lingua madre.<br \/>\nLa discriminazione linguistica rischierebbe poi di non influenzare solo la competitivit\u00e0\u00a0 economica ma anche i diritti democratici. Pensate quali possibilit\u00e0\u00a0 avrebbe un politico italiano (non facciamo battute&#8230;) di competere per una carica elettiva all&#8217;interno di una futura Unione, se il faccia a faccia televisivo in campagna elettorale fosse tenuto in inglese o in tedesco. D&#8217;altra parte pensate allo stesso dibattito tradotto in simultanea da interpreti, comprensibilmente sotto una pressione incredibile, in 23 lingue diverse.<br \/>\nIl ministro Ronchi ha minacciato il veto sul brevetto europeo ed ha parlato di controproposte fatte dall&#8217;Italia ma in realt\u00e0\u00a0 non mi risulta che il governo italiano abbia una strategia complessiva alternativa sul discorso complessivo della lingua. Non \u00e8 d&#8217;altra parte semplice elaborarla. Istituire una lingua europea neutrale sarebbe certamente uno sforzo titanico, indipendentemente dal fatto che sia una lingua inventata ad hoc, una lingua artificiale gi\u00e0\u00a0 esistente o una lingua cosiddetta &#8220;morta&#8221;(latino o greco antico): vorrebbe dire introdurla immediatamente come lingua obbligatoria in tutte le scuole dell&#8217;Unione Europea e obbligherebbe le aziende di tutta Europa a farla imparare ai propri dipendenti. Non \u00e8 altres\u00ec praticabile per\u00f2 evidentemente il mantenere il costoso regime attuale in un&#8217;entit\u00e0\u00a0 statuale europea che si possa definire tale.<br \/>\nImporre una lingua dall&#8217;alto sembra a molti un atto arbitrario  irrealizzabile. In realt\u00e0\u00a0 la storia ci dice che non \u00e8 cos\u00ec: molte lingue  nazionali nacquero dall&#8217;imposizione dall&#8217;alto di un idioma fino ad  allora principalmente usato dai letterati. Non si pensi poi che alla nascita  dello Stato di Israele, l&#8217;ebraico parlato dalle varie comunit\u00e0\u00a0 in giro  per il mondo fosse identico e che la lingua che si parla ora laggi\u00f9 non  sia stato il frutto di una standardizzazione forzata o meglio di una modernizzazione forzata dell&#8217;ebraico classico che nei secoli si era ridotto a lingua religiosa. Un caso scuola \u00e8  anche quello della Namibia, paese che al raggiungimento  dell&#8217;indipendenza ha dovuto scegliere tra le innumerevoli lingue native e  quelle coloniali (principalmente boero e tedesco) ed ha scelto come lingua nazionale  l&#8217;inglese, solo in quanto lingua del tutto neutrale, ovvero che non rappresentava la lingua madre pressoch\u00e9 per nessuno all&#8217;interno del paese. Ho quindi l&#8217;impressione che escludere la possibilit\u00e0\u00a0 di introdurre in Europa  una lingua ufficiale neutrale (che sia una lingua naturale moderna, una  naturale antica o una artificiale poco importa) sia solo un caso di  pigrizia intellettuale.<br \/>\nSe gli stati di lingua non dominante vogliono evitare l&#8217;egemonia culturale e  (quindi economico-politica) dei franco-anglo-tedeschi non hanno quindi  alternative: o si rassegnano a mettere il bastone tra ruota all&#8217;Europa  di qui all&#8217;eternit\u00e0\u00a0 (ma allora che senso hanno le professioni di fede nel progetto europeo?) o elaborano una strategia linguistica europea  condivisa. Non so se davvero tale strategia sar\u00e0\u00a0 l&#8217;imposizione di una lingua europea o il problema si risolver\u00e0\u00a0 diversamente; l&#8217;importante  per\u00f2 \u00e8 chiarire un equivoco, forse il pi\u00f9 grosso, che da anni mina ogni  pilastro su cui reggere lo Stato Europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dai tempi di Johann Herder a quelli molto pi\u00f9 recenti di Jurij Lotman, fiumi di inchiostro sono stati versati sulla centralit\u00e0\u00a0 della lingua come elemento formante una cultura e sulla necessit\u00e0\u00a0 di una cultura comune per la salute di una nazione. 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