{"id":897,"date":"2010-09-01T11:03:59","date_gmt":"2010-09-01T09:03:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=897"},"modified":"2010-09-01T11:59:20","modified_gmt":"2010-09-01T09:59:20","slug":"unaltra-via-per-lauto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/09\/01\/unaltra-via-per-lauto\/","title":{"rendered":"Un&#8217;altra via per l&#8217;auto"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni di serrato dibattito intorno ai temi del lavoro e  soprattutto al braccio di ferro che Marchionne ha lanciato su Pomigliano  e sta continuando su Melfi, c&#8217;\u00e8 un senso pi\u00f9 o meno nascosto dietro alle  tante cose che si dicono e scrivono sul tema. L&#8217;idea dominante \u00e8 che oggi ci troviamo a competere con paesi nei quali non ci sono garanzie sindacali, non ci sono norme di sicurezza sul lavoro e quindi la soluzione pi\u00f9 facile per poter competere \u00e8 che ci adeguiamo, facendo qualche passo indietro in materia. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un dubbio che \u00e8 legittimo avere: possibile che la fuga in avanti che la societ\u00e0\u00a0 occidentale ha compiuto in questi anni ha lasciato cos\u00ec poche tracce ed insegnamenti da indurci a fare semplicemente inversione di marcia e tornare indietro ad un passato dal quale chi ci ha preceduto era faticosamente riuscito a fuggire? La societ\u00e0\u00a0 del benessere \u00e8 stata un&#8217;esperienza cos\u00ec priva di spunti da indurci a tornare senza esitazioni a quando gli orari di lavoro erano massacranti, le tutele per chi si ammalava erano minime, il bilancio tra vita privata e vita lavorativa pendeva a favore della seconda?<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/berlin-2006-108.jpg\" title=\"berlin-2006-108.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/berlin-2006-108.jpg\" class=\"floatright\" alt=\"berlin-2006-108.jpg\" width=\"200\" \/><\/a>In realt\u00e0\u00a0 ci sono aree del mondo in cui sono successe cose che forse val la pena di tenere a mente e che forse aprono altre strade possibili. Una di quelle \u00e8 sicuramente la <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Co-determination\">Mitbestimmung<\/a>, ovvero il modello tedesco di condivisione della gestione dell&#8217;azienda tra direzione societaria e dipendenti, rappresentati dai sindacati. Sostanzialmente i rappresentanti dei sindacati siedono insieme ai direttori laddove si decidono le scelte strategiche dell&#8217;azienda che condividono nel bene e nel male, da un lato assumendosi in prima persona la responsabilit\u00e0\u00a0 di decisioni magari popolari ma dannose all&#8217;azienda, dall&#8217;altro portando, direttamente l\u00e0\u00a0 dove si decide, le istanze dei lavoratori che spesso il management aziendale non conosce n\u00e9 comprende. Scopriamo che, con questo modello, la Volkswagen \u00e8 l&#8217;azienda automobilistica europea che meglio ha reagito alla crisi e soprattutto che ha mantenuto una fetta pi\u00f9 alta della produzione in patria. La Mitbestimmung ha infatti consentito all&#8217;azienda di fare pesanti tagli agli stipendi e allungamenti altrettanto pesanti agli orari di lavoro durante i periodi di crisi, ben sapendo che, come nel passato avvenne, non si dimenticher\u00e0\u00a0 di ricompensare i sacrifici quando le condizioni del mercato saranno tornate al bel tempo. Questo perch\u00e9 il modello di gestione ha creato un rapporto fiduciario tra azienda e dipendenti che \u00e8 molto raro dalle nostre parti.<br \/>\nQui viene per\u00f2 l&#8217;obiezione finale: \u00e8 possibile in un contesto come quello italiano in cui, in ogni tipo di relazione sociale, la lite \u00e8 il mezzo di comunicazione pi\u00f9 abituale, importare un modello nel quale manager e sindacati si siedono e prendono decisioni insieme? Non sar\u00e0\u00a0 sicuramente facile ma cos\u00ec nel lavoro come in altri ambiti (ad esempio quello politico) la trasformazione delle modalit\u00e0\u00a0 con cui si svolgono i rapporti sociali in Italia \u00e8 un passo obbligato che dovremo compiere per evitare di diventare il fanalino di coda dell&#8217;Europa del futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni di serrato dibattito intorno ai temi del lavoro e soprattutto al braccio di ferro che Marchionne ha lanciato su Pomigliano e sta continuando su Melfi, c&#8217;\u00e8 un senso pi\u00f9 o meno nascosto dietro alle tante cose che si dicono e scrivono sul tema. 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