{"id":847,"date":"2010-08-02T23:13:43","date_gmt":"2010-08-02T21:13:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=847"},"modified":"2010-08-09T18:14:59","modified_gmt":"2010-08-09T16:14:59","slug":"lisola-che-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/08\/02\/lisola-che-ce\/","title":{"rendered":"L&#8217;isola che c&#8217;\u00c3\u00a8"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/cartina_islanda.gif\" title=\"cartina_islanda.gif\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/cartina_islanda.gif\" class=\"floatright\" alt=\"cartina_islanda.gif\" width=\"300\" \/><\/a>Da qualche giorno in Islanda \u00e8 in vigore una <a href=\"http:\/\/www.immi.is\/\">nuova legislazione<\/a> che va decisamente controcorrente rispetto a quanto accade altrove in termini di libert\u00e0\u00a0 su Internet. Si tratta di uno scudo pressoch\u00e9 totale rispetto a chi sveli segreti di ogni genere e che possa per questo essere citato in giudizio da Stati o aziende straniere. Il <a href=\"http:\/\/www.noisefromamerika.org\/index.php\/articles\/Paradisi_informatici#body\">dispositivo<\/a> sembra fatto apposta per il sito di wikileaks che ha base proprio nell&#8217;isola e per venire incontro a chi chiedeva aiuto alle istituzioni ed alle grandi corporate per difendere la libert\u00e0\u00a0 su Internet. In particolare vi segnalo un <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/_web\/cmstp\/tmplRubriche\/vociglobali\/grubrica.asp?ID_blog=286&amp;ID_articolo=50&amp;ID_sezione=654&amp;sezione=\">articolo<\/a> di Ethan Zuckerman pubblicato da La Stampa che d\u00e0\u00a0 un interessante panorama sullo stato dell&#8217;arte in merito.<br \/>\nL&#8217;impressione \u00e8 che la libert\u00e0\u00a0 su Internet sia sempre pi\u00f9 oggetto di una battaglia che si combatte a vari livelli: da una parte a forza di decreti, disposizioni, pressioni, fatte per difendere un modello di organizzazione delle istituzioni convinte della necessit\u00e0\u00a0 di tenere all&#8217;oscuro i cittadini di verit\u00e0\u00a0 troppo scomode e quindi basate sul segreto, sulla cospirazione, sul mascheramento continuo di notizie ed intenzioni; dall&#8217;altra parte noi utenti di Internet ma soprattutto gli interessi economici di chi vede nel libero sviluppo di Internet una fonte di ricchezza. I due fronti sono molto eterogenei e cangianti, sul primo fronte non si collocano solo i governi illiberali (compreso ovviamente il nostro) ma occasionalmente anche governi democratici: un esempio \u00e8 il caso della recente pubblicazione di notizie riservate sulla guerra in Afghanistan nel quale Robert Gates, Segretario alla Difesa americano, ha <a href=\"http:\/\/www.reuters.com\/article\/idUSTRE6700W420100801\">pesantemente attaccato<\/a> proprio Wikileaks, responsabile della divulgazione di tali informazioni. Addirittura la democraticissima Svezia ha introdotto una <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/FRA_law\">legge molto controversa<\/a> sul tracciamento del traffico telefonico e telematico. D&#8217;altronde sia negli <a href=\"http:\/\/rconversation.blogs.com\/rconversation\/2010\/03\/global-internet-freedom-and-the-us-government.html\">Stati Uniti<\/a> che <a href=\"http:\/\/www.iusandbit.it\/2009\/03\/27\/il-parlamento-europeo-su-internet-liberta-di-espressione-e-privacy\/\">in Europa<\/a> il dibattito sulla libert\u00e0\u00a0 su Internet \u00e8 animato e spesso contrastato.<br \/>\nAltro episodio significativo della questione della libert\u00e0\u00a0 su Internet \u00e8 stato naturalmente quello del minacciato <a href=\"http:\/\/www.ispionline.it\/it\/documents\/Commentary_Berkofsky_31%20marzo%202010.pdf\">ritiro di Google<\/a> dalla Cina, conseguente alle continue limitazioni richieste dal governo cinese, poi risolto con un <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/limes\/la-diplomazia-di-google\/13823\">compromesso<\/a> . Anche qui sono portato a pensare che non siano tanto motivi ideali ad aver spinto Google a minacciare il ritiro, quanto probabilmente il fatto che semplicemente l&#8217;introdurre troppi filtri e limiti potesse snaturare il motore di ricerca, rovinarne il marchio o anche solo costare troppo.<br \/>\nVenendo a casa nostra non posso che citare, anche se ben noto, l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.itespresso.it\/il-ddl-intercettazioni-nasconde-lobbligo-di-rettifica-per-i-blog-maxi-multe-da-12-mila-euro-46321.html\">articoletto<\/a> del DDL intercettazioni (alias legge bavaglio) che obbliga un blogger a rettificare entro 48 ore un&#8217;informazione errata pubblicata sul proprio blog. La cosa ovviamente \u00e8 semplicemente irrealistica da parte di chi non si sogna di fornire un servizio di reperibilit\u00e0\u00a0 durante la propria lontananza dalla connessione Internet n\u00e9 ha i mezzi economici per controllare con certezza che una richiesta di rettifica sia corretta oppure no e quindi finisce col non rimuoverla anche se \u00e8 vera.<br \/>\nInsomma, la guerra infuria e noi utenti stiamo alla finestra sperando naturalmente che chi vuole una libera informazione, indipendentemente dalle sue reali finalit\u00e0\u00a0, abbia la meglio. Nel frattempo un pensierino a trasferirsi armi e bagagli in Islanda potremmo anche farcelo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche giorno in Islanda \u00e8 in vigore una nuova legislazione che va decisamente controcorrente rispetto a quanto accade altrove in termini di libert\u00e0\u00a0 su Internet. 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