{"id":841,"date":"2010-07-18T22:52:18","date_gmt":"2010-07-18T20:52:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=841"},"modified":"2010-07-25T11:46:12","modified_gmt":"2010-07-25T09:46:12","slug":"legalita-e-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/07\/18\/legalita-e-sinistra\/","title":{"rendered":"Legalit\u00c3\u00a0 e sinistra"},"content":{"rendered":"<p>Devo confessare che Marco Travaglio non \u00e8 un giornalista per cui provo un desiderio di emulazione. Non lo trovo particolarmente simpatico con questo suo ghigno un po&#8217; arrogante, il suo modo di scrivere ricco di iperboli non \u00e8 quello che pi\u00f9 corrisponda ai miei canoni giornalistici, non mi piace nemmeno il suo modo di raccontare i fatti sempre tendenzioso e, quanto mi \u00e8 capitato di riscontrarli, spesso impreciso. Con tutto ci\u00f2 non posso negargli la mia stima, visto quanto ha contribuito a tenere vita l&#8217;attenzione del paese sulla corruzione politica anche quando gli italiani sembravano pi\u00f9 che propensi a voltarsi dall&#8217;altra. Sia come sia, Travaglio ha solleticato la mia curiosit\u00e0\u00a0 giorni addietro <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2010\/07\/14\/tempo-fa-un-borghese-piccolo-piccolo-che-fu\/39777\/\">attaccando <\/a>dalle colonne de &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; quella parte della cultura di sinistra che non lo pu\u00f2 vedere e che, oltre a non poterlo vedere, non vede nemmeno ci\u00f2 che Travaglio denuncia.<br \/>\nIl fastidio di una parte del mondo della sinistra per Travaglio \u00e8 abbastanza evidente da lungo tempo, le ragioni lo sono un po&#8217; di meno ed ho provato ad indagarle.<br \/>\nInnanzitutto Travaglio nasce come allievo di Montanelli, grande nemico della sinistra italiana, almeno fino all&#8217;apparire di Berlusconi, questo gi\u00e0\u00a0 non lo presenta bene. Un&#8217;altra caratteristica di Travaglio \u00e8 il negare a s\u00e9 stesso ogni appartenenza politica tra sinistra e destra: in genere a chi fa della scelta di campo la sua chiave di lettura della  realt\u00e0\u00a0, nulla d\u00e0\u00a0 pi\u00f9 fastidio di chi invece scelte di campo non ne vuol proprio fare, e questo \u00e8 un altro elemento di possibile spiegazione. Alla fine per\u00f2 ho l&#8217;impressione che pi\u00f9 che il personaggio Travaglio disturbi il posizionamento del giornalista torinese, tutto incentrato sul conflitto tra legalit\u00e0\u00a0 e illegalit\u00e0\u00a0, magistratura e politica, corruzione e anti-corruzione. In certi contesti culturali questa contrapposizione probabilmente sa un po&#8217; troppo di manicheismo &#8220;bene contro male&#8221;per non risultare fastidiosa. Sono tutte ipotesi ma sembrano un po&#8217; deboli per armare la penna di svariati scrivani e scaricarne le pallottole contro Travaglio e quelli come lui, che in fondo rappresentano un alleato contro un nemico comune. Ho l&#8217;impressione che il problema abbia pi\u00f9 a che fare con quello che Bernard Cohen definiva l'&#8221;<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Agenda-setting_theory\">agenda setting<\/a>&#8220;.<br \/>\nL&#8217;agenda setting, nella teoria omonima, \u00e8 quel meccanismo che all&#8217;interno di un sistema culturale genera gli argomenti di cui le persone parlano, discutono ed attorno alle quali si dividono. Da quando Berlusconi \u00e8 entrato in politica con i suoi mille scheletri nell&#8217;armadio, i suoi mille scandali e quindi le sue mille battaglie contro la magistratura impicciona, l&#8217;agenda si \u00e8 spostata dai temi consueti della politica tra capitale e lavoro, tra liberismo ed equit\u00e0\u00a0 sociale, a quelli meno consueti del dualismo tra politici e giudici, tra legalit\u00e0\u00a0 e intrallazzo. Da un lato ci sono le sparate di Berlusconi contro i magistrati, le leggi bavaglio, ed i vari giornalisti di Casa Berlusconi pronti ad attaccare i giudici, ma dall&#8217;altro non ci sono solo i magistrati ma anche uno stuolo di giornalisti e perfino molti cittadini che giustamente si indignano di fronte al fatto che ci siano personaggi ai vertici della nostra politica in confronto ai quali Gambadilegno \u00e8 un onest&#8217;uomo. Il problema \u00e8 che a forza di parlare di legalit\u00e0\u00a0 e illegalit\u00e0\u00a0 non si parla dei licenziamenti in FIAT o di quanto la manovra di Tremonti depredi le famiglie. E&#8217; chiaro che chi ha passato la sua vita a difendere i diritti dei lavoratori non celi il suo disappunto di fronte alle prime pagine dei giornali occupate dagli scandali dell&#8217;eolico o delle escort per relegare alle pagine interne i temi che interessano i diritti ed il portafoglio dei pi\u00f9 umili.<br \/>\nPurtroppo per loro per\u00f2 il fatto che questi temi siano in testa all&#8217;agenda non \u00e8 sbagliato ma \u00e8 il segno che la battaglia in Italia si gioca su questi temi. L&#8217;anomalia italiana non \u00e8 costituita dalla FIAT che licenzia o da una manovra impopolare, ma da una classe politica che si alimenta della sua stessa corruzione e che messa di fronte alle sue responsabilit\u00e0\u00a0 non sa far altro che chiudersi nel suo palazzo, che cercare di limitare quella democrazia che parassita e dalla cui possibile reazione \u00e8 per\u00f2 sempre terrorizzata. Una volta che questa anomalia sar\u00e0\u00a0 rimossa, se mai accadr\u00e0\u00a0, allora l&#8217;agenda italiana torner\u00e0\u00a0 a riempirsi dei temi consueti. Fino ad allora, purtroppo per loro, gli avversari di Travaglio dovranno rassegnarsi a sentir parlare di processi e di sentenze e non di crescita e diritti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Devo confessare che Marco Travaglio non \u00e8 un giornalista per cui provo un desiderio di emulazione. 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