{"id":792,"date":"2010-06-15T23:37:39","date_gmt":"2010-06-15T21:37:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=792"},"modified":"2010-06-16T08:01:57","modified_gmt":"2010-06-16T06:01:57","slug":"il-calcio-tra-internazionalismo-e-bandiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/06\/15\/il-calcio-tra-internazionalismo-e-bandiera\/","title":{"rendered":"L&#8217;internazionalismo e le bandiere"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">In tempi di mondiale suoner\u00e0\u00a0 fuori posto, ma vorrei tornare indietro nel tempo alla sfida tra Roma e Inter che ha caratterizzato questo Campionato. La sfida tra le due si \u00e8 giocata anche sui blog con alcuni attacchi dei blogger interisti alla Roma come societ\u00e0\u00a0, tra i quali segnalerei quelli di <a href=\"http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2010\/05\/03\/la-roma-la-lazio-gasparri-e-altre-quisquilie\/\">Gilioli<\/a> su Piovono Rane e di <a href=\"http:\/\/www.noisefromamerika.org\/index.php\/articles\/Sensi_e_Nazionalismo\">Bisin<\/a> su NoisefromAmerika. Quest&#8217;ultimo sollevava un tema interessante: quello dell&#8217;estremo legame della Roma con il territorio e con la citt\u00e0\u00a0, contrapposto all&#8217;Inter, squadra pi\u00f9 vicina ad un modello &#8220;Globe Trotter&#8221;, cio\u00e8 ad un approccio allo sport come puro spettacolo che quindi non concepisce legami con il territorio, non concepisce giocatori-bandiera e cos\u00ec via e sembra anzi voler dimostrare, con un ricambio continuo di giocatori ed allenatore, di essere forte a prescindere dai suoi interpreti. Bisin vede la cosa in analogia alla contrapposizione tra modelli di apertura o chiusura del mercato, di globalismo o di localismo e quindi boccia il modello &#8220;nazionalista&#8221; della Roma.<br \/>\nPrima di stabilire qual \u00e8 il modello migliore per un mercato credo valga per\u00f2 la pena di chiedersi che cosa si vende su quel mercato. La merce che vende il mercato del calcio non \u00e8 solo puro intrattenimento, quello che il calcio vende sono emozioni di tipo lievemente pi\u00f9 articolato. Il momento preferito dallo spettatore di una partita non \u00e8 necessariamente la prodezza del fuoriclasse, l&#8217;azione spettacolare, ma \u00e8 invece il gol, anche se segnato per caso, \u00e8 il momento in cui entrano in campo le squadre e si canta l&#8217;inno, \u00e8 l&#8217;emozione che la tua squadra riesce a comunicarti attraverso i colori, i suoni, in generale i sensi. Quell&#8217;emozione ha molto a che fare con un senso di appartenenza che ti fa gioire per un gol non perch\u00e9 bello ma perch\u00e9 lo senti come un trionfo personale. Come tutti i sensi di appartenenza anche quello per una squadra di calcio, per funzionare meglio, si deve appoggiare a basi oggettive, che possono essere di tipo ideologico (limitato in genere a idee semplici del tipo &#8220;Noi siamo i migliori&#8221; o al limite &#8220;Noi siamo quelli pi\u00f9 sfigati&#8221;) ma molto pi\u00f9 spesso geografico. La maggior parte dei tifosi di una squadra perci\u00f2 lo sono semplicemente perch\u00e9 \u00e8 la squadra della loro citt\u00e0\u00a0, e tifano Fiorentina o Juve esattamente come tiferebbero per la Ribollita o per la Bagna Caoda, per il Chianti o per il Nebbiolo.<br \/>\nNon dico che il modello Inter non possa funzionare, anzi magari a tendere sar\u00e0\u00a0 quello vincente, ma ho la sensazione che il tendere durer\u00e0\u00a0 ancora parecchi lustri e, prima di abbandonare la propria anima, il calcio attraverser\u00e0\u00a0 parecchie crisi di identit\u00e0\u00a0: basti pensare a quanto dell&#8217;interesse per i mondiali di calcio sia legato proprio ad un&#8217;appartenenza nazionale, la cui mancanza ha fatto finora fallire invece i tentativi di dar vita ad un mondiale per club di analoga risonanza. Del resto la squadra pi\u00f9 forte in Europa del momento, il Barcelona, fonda il proprio rapporto con i suoi tifosi su un profondo senso di identit\u00e0\u00a0 etnica e geografica legato all&#8217;orgoglio catalano e non manca mai di sfoggiare un certo numero di giocatori locali per sostenere questa immagine.<br \/>\nIn questo lungo frattempo possono convivere approcci diversi, esattamente come sulle nostre tavole convivono la cucina etnica e la riscoperta dei prodotti della tradizione, il Sushi ed il Castelmagno. In fondo mi rallegro di essere tifoso di una squadra il cui portiere <a href=\"http:\/\/www.tuttomercatoweb.com\/juventus\/?action=read&amp;idtmw=212119\">dichiara<\/a> che non andrebbe mai a giocare nell&#8217;odiata avversaria, \u00e8 un segno di quell&#8217;appartenenza che \u00e8 ovviamente espressione di un&#8217;ingenuo senso di fazione (che in altri ambiti sono pronto a biasimare se non a condannare) ma che alla fine alimenta la maggior parte delle emozioni che mi portano da cos\u00ec lungo tempo a frequentare gli stadi.<br \/>\nChi vedr\u00e0\u00a0 il mondo di dopodomani sapr\u00e0\u00a0 se davvero il calcio diventer\u00e0\u00a0 pura esibizione e magari sapr\u00e0\u00a0 anche se per allora avremo perso qualunque senso di radicamento al territorio, alle tradizioni culinarie, a quelle culturali, alle consuetudini sociali, per perderci in un monoculturalismo mondiale. Io non credo che andr\u00e0\u00a0 cos\u00ec, per quanto la comunicazione possa ridurre le distanze. In fondo a fianco del bisogno di conformismo e di omogeneizzazione permane sempre in ognuno di noi il bisogno di differenziarsi e il posto dove si abita o si \u00e8 nato \u00e8 pur sempre un elemento adatto a differenziarsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tempi di mondiale suoner\u00e0\u00a0 fuori posto, ma vorrei tornare indietro nel tempo alla sfida tra Roma e Inter che ha caratterizzato questo Campionato. 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