{"id":728,"date":"2010-04-11T22:05:13","date_gmt":"2010-04-11T20:05:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=728"},"modified":"2010-04-12T19:34:04","modified_gmt":"2010-04-12T17:34:04","slug":"un-coto-come-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/04\/11\/un-coto-come-presidente\/","title":{"rendered":"Un coto come presidente"},"content":{"rendered":"<p>Nel dialetto torinese l&#8217;espressione coto (<em>pronuncia: cutu<\/em>) sta a significare persona con limitate capacit\u00e0\u00a0 intellettive e deriva dal nome dello storico <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piccola_Casa_della_Divina_Provvidenza\">Istituto Cottolengo<\/a> di Torino che prestava assistenza in particolare\u00c2\u00a0agli affetti da malattie mentali. Durante l&#8217;ultima campagna elettorale il candidato alla presidenza del Piemonte Cota (poi vittorioso) \u00e8 stato soggetto quindi a facili ironie per via del cognome, ironie peraltro aiutate anche dal fatto che non si pu\u00f2 certo dire che l&#8217;esponente leghista sia dotato di un&#8217;espressione particolarmente intelligente. Un ben pi\u00f9 illustre precedente \u00e8 stato certamente George Bush jr, che \u00e8 diventato ed \u00e8 rimasto per otto anni l&#8217;uomo pi\u00f9 potente del mondo, pur essendo dotato di uno sguardo decisamente poco brillante. Non mi dilungo ad esprimere il mio parere sull&#8217;effettiva rispondenza dell&#8217;aspetto all&#8217;intelligenza dei personaggi ma, in considerazione del fatto che molti elettori non vanno molto oltre le apparenze, vien da pensare che l&#8217;intelligenza non sia necessariamente la qualit\u00e0\u00a0 che pi\u00f9 viene ricercata in un leader politico.<\/p>\n<table>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/roberto-cota.jpg\" title=\"roberto-cota.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/roberto-cota.jpg\" alt=\"roberto-cota.jpg\" \/><\/a><\/td>\n<td><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/george_bush.jpg\" title=\"george_bush.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/george_bush.jpg\" alt=\"george_bush.jpg\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Eppure ho l&#8217;impressione che non sia sempre stato cos\u00ec: nel passato gli uomini politici (di destra o di sinistra indifferentemente) apparivano tutti come dei grandi pensatori, anche le pose in cui venivano ritratti erano pensose, meditabonde, quando parlavano abbondavano di aggettivi, di parole pesate. I politici di oggi vengono ritratti in pose da fototessera, i loro discorsi sono ridotti all&#8217;osso tanto da essere costretti a continue <a href=\"http:\/\/tribunatreviso.gelocal.it\/dettaglio\/pillola-abortiva-frenata-di-zaia-e-cota\/1910102\">rettifiche<\/a> per renderli compatibili con la complessit\u00e0\u00a0 della trattativa politica.<\/p>\n<table>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/forlani.jpg\" title=\"forlani.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/forlani.jpg\" alt=\"forlani.jpg\" \/><\/a><\/td>\n<td><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/berlinguer.jpg\" title=\"berlinguer.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/berlinguer.jpg\" alt=\"berlinguer.jpg\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Come nasce questo cambiamento? L&#8217;ipotesi che mi vien da fare \u00e8 che nell&#8217;Italia di trent&#8217;anni fa, di recente alfabetizzazione, i depositari della cultura fossero visti quasi come degli eroi, un&#8217;istituzione da riverire. Allora chi si destreggiava con concetti complessi, difficilmente accessibili era guardato con ammirazione. Oggi invece alla cultura ci si accosta con diffidenza, quasi con fastidio, un discorso complicato \u00e8 quasi sicuramente una presa in giro, nasconde un probabile tentativo di raggiro. Tutto questo porta buona parte dell&#8217;opinione pubblica a scegliere preferenzialmente chi sente uguale a s\u00e9, chi vede le cose come le vedono tutti, chi individua come problemi quelli che tutti sentiamo tali e quindi chi individua per essi le soluzioni pi\u00f9 semplici.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha un grosso difetto:\u00c2\u00a0i problemi che tutti sentono tali spesso sono falsi problemi e le soluzioni efficaci spesso non sono quelle pi\u00f9 semplici o quelle pi\u00f9 facilmente comprensibili. Non mi sar\u00e0\u00a0 difficile farmi capire se dico che il problema principale sono gli immigrati, anche se probabilmente sto dicendo il falso, mi sar\u00e0\u00a0 invece molto difficile spiegare che il debito pubblico \u00e8 un problema molto pi\u00f9 grave, anche se probabilmente \u00e8 vero. Il risultato \u00e8 incentivare una generazione di politici, che vanno sotto il nome di populisti, che non fanno che combattere falsi problemi con soluzioni inefficaci.<br \/>\nE&#8217; una trasformazione senza ritorno? Non saprei rispondere, ma un filo di speranza mi viene ricordando quanto raccontantomi a proposito di una serie di interviste fatte ad elettori all&#8217;indomani del successo elettorale di Obama. Uno di questi diceva qualcosa del tipo: &#8220;<em>L&#8217;altra volta ho votato per Bush perch\u00e9 mi pareva uno come me, uno con cui sarei andata a bermi una birra. Per\u00f2 poi ho capito che uno che deve governare gli Stati Uniti non pu\u00f2 essere uno cos\u00ec. Deve essere una persona speciale, uno che mi desta ammirazione. Per questo ho votato Obama questa volta<\/em>&#8220;. Nella saggezza dell&#8217;umilt\u00e0\u00a0 di questo anonimo signore trovo la speranza che in un futuro avremo anche in Italia meno politici in cui riconosciamo e pi\u00f9 politici che ammiriamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dialetto torinese l&#8217;espressione coto (pronuncia: cutu) sta a significare persona con limitate capacit\u00e0\u00a0 intellettive e deriva dal nome dello storico Istituto Cottolengo di Torino che prestava assistenza in particolare\u00c2\u00a0agli affetti da malattie mentali. 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