{"id":722,"date":"2010-03-30T22:41:27","date_gmt":"2010-03-30T20:41:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=722"},"modified":"2010-03-31T17:57:30","modified_gmt":"2010-03-31T15:57:30","slug":"la-citta-e-la-provincia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/03\/30\/la-citta-e-la-provincia\/","title":{"rendered":"Le bugie, le citt\u00c3\u00a0 e le province"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;<em>Il partito del capo del governo ha registrato nella tornata elettorale regionale dello scorso finesettimana una flessione significativa del 5% rispetto alle elezioni europee dello scorso anno<\/em>.&#8221;: potrebbe essere il titolo di un notiziario di oggi se l&#8217;Italia avesse un&#8217;informazione come quella di un qualunque altro paese europeo. Ed invece campeggiano sui principali quotidiani e telegiornali titoli che inneggiano alla vittoria si Silvio. Certo, la dialettica che segue ogni elezione \u00e8 quella per la quale tutti cercano di convincere tutti di avere vinto e chi \u00e8 forte mediaticamente meglio riesce a convincere, ma non ci vuole un grande acume per farsi venire qualche dubbio sulla lettura prevalente dei risultati elettorali.<br \/>\nE&#8217; sicuramente un fatto oggettivo che nelle regioni in cui si \u00e8 votato la destra abbia riconfermato suoi Presidenti l\u00e0\u00a0 dove li aveva (Lombardia e Veneto) e li ha ottenuti in Lazio, Piemonte, Campania e Calabria, dove invece governava la coalizione opposta, ma negli ultimi cinque anni sono successe cos\u00ec tante cose in Italia, che il 2005\u00c2\u00a0sembra poco pi\u00f9 di un pallido ricordo. In quelle elezioni la sinistra ottenne un successo quasi totale (conquist\u00f2 anche l&#8217;Abruzzo che poi perse successivamente in elezioni anticipate), lasciando alla destra in Italia solo Lombardia, Veneto, Molise e Sicilia e si preparava a stravincere le elezioni del 2006 prima che il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Porcellum\">Porcellum<\/a> permettesse a Berlusconi uno straordinario recupero. Eppure anche nelle regioni che hanno segnato il trionfo del berlusconismo, il Piemonte ed il Lazio, curiosamente la coalizione\u00c2\u00a0che sosteneva i candidati vincenti ha ottenuto meno voti di quanti non avesse ottenuto 5 anni fa la coalizione omologa.<br \/>\nSe poi proviamo a verificare, come solitamente si fa, la tendenza del momento, il trionfo di Silvio assume rapidamente le sembianze della disfatta. Partirei proprio dal Piemonte dove, come gi\u00e0\u00a0 ricordato, la coalizione che sosteneva Cota <a href=\"http:\/\/regionali2010.interno.it\/regio100328\/R01.htm\">ha ottenuto<\/a> meno voti (46,9 contro 48,6) di quanti ne aveva avuto la coalizione che sosteneva Ghigo <a href=\"http:\/\/regionali2010.interno.it\/regio100328\/retro\/R01.htm\">cinque anni fa<\/a>: \u00e8 vero che quella coalizione comprendeva anche l&#8217;UDC ma si \u00e8 visto molte volte che non ci si porta dietro quasi mai i voti quando si cambia coalizione. Soprattutto per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un arretramento impressionante rispetto ad <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/speciale\/2009\/elezioni\/europee\/regioni\/piemonte.html\">un anno fa<\/a> (che rappresent\u00f2 comunque un&#8217;elezione in parte deludente per Berlusconi) visto che il PdL perde un 7% secco di voti dei quali la Lega recupera solo un 1%. Rispetto alle <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/speciale\/2009\/elezioni\/europee\/regioni\/liguria.html\">Europee<\/a> nemmeno in <a href=\"http:\/\/regionali2010.interno.it\/regio100328\/R07.htm\">Liguria<\/a> va molto meglio con il PdL in calo del 5% ed una crescita minima della Lega. Se in Lombardia il PdL limita i danni ad un -2%, nel Sud la presenza di liste locali ha reso ancora pi\u00f9 pesante la disfatta del Pdl che in Campania, pur eleggendo il Presidente, perde il 12%, esattamente come in Puglia, mentre in Basilicata si arriva addirittura al -14%. In definitiva basta raffrontare il risultato di queste elezioni con quelle dello scorso anno per rendersi conto di quale sia l&#8217;esito reale delle elezioni e quanto l&#8217;informazione riesca a sovvertire le cose.<br \/>\nUn altro elemento che queste elezioni hanno segnalato come sempre pi\u00f9 ragguardevole \u00e8 la distanza tra le citt\u00e0\u00a0 e le loro province. In un Veneto che regala a Zaia un trionfo, Brunetta viene bocciato clamorosamente a Venezia, in una Lombardia feudo di Formigoni tre capoluoghi su tre hanno visto il successo del candidato di sinistra, ed in due di essi addirittura non \u00e8 nemmeno necessario il ballottaggio. Il bello \u00e8 che in uno dei due comuni, Lecco, il candidato perdente \u00e8 il Viceministro Castelli che, come Brunetta, ha cercato senza fortuna di dare degli idioti ai suoi concittadini, chiedendo loro di eleggerlo pur mantenendo la sua carica di governo. Nella provincia di Cuneo in cui trionfa Cota (55%) la Bresso \u00e8 nettamente in vantaggio nel capoluogo. Questa dicotomia sempre pi\u00f9 forte ha certamente una possibile chiave di lettura nella differenza usuale tra contesti culturali di provincia e di citt\u00e0\u00a0. Il fatto che per\u00f2 questo gap si allarghi suggerisce un&#8217;altra lettura: visto infatti quanto diverso sia l&#8217;orientamento elettorale di chi usa Internet da chi non lo utilizza sarebbe interessante chiedersi quanto, alla distanza sempre pi\u00f9 ampia tra citt\u00e0\u00a0 e provincia, contribuisca quello che si definisce il digital divide, ovvero la fatica che la larga banda fa nel superare i confini delle citt\u00e0\u00a0 e coprire anche il territorio che sta al di fuori di esse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il partito del capo del governo ha registrato nella tornata elettorale regionale dello scorso finesettimana una flessione significativa del 5% rispetto alle elezioni europee dello scorso anno.&#8221;: potrebbe essere il titolo di un notiziario di oggi se l&#8217;Italia avesse un&#8217;informazione come quella di un qualunque altro paese europeo. 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