{"id":721,"date":"2010-03-29T23:03:57","date_gmt":"2010-03-29T21:03:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=721"},"modified":"2010-03-30T18:17:03","modified_gmt":"2010-03-30T16:17:03","slug":"un-primato-che-si-sta-esaurendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2010\/03\/29\/un-primato-che-si-sta-esaurendo\/","title":{"rendered":"Un primato che si sta esaurendo"},"content":{"rendered":"<p>Questo Campionato di calcio segner\u00e0\u00a0, nel caso in cui lo vincessero Inter o Milan, uno storico sorpasso: quello del numero di scudetti vinti a Milano rispetto a quelli vinti a Torino. Attualmente il conto \u00e8 34 a 34 e poco importa che sotto la Mole ne contiamo 37\u00c2\u00a0contro 33 (Vedi campionati <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Divisione_Nazionale_1926-1927\">1926-27<\/a>, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serie_A_2004-2005\">2004-05<\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serie_A_2005-2006\">2005-06<\/a>), la Federazione vede diversamente questi numeri.<br \/>\nE&#8217; forse significativo che proprio nella stagione del possibile sorpasso, si siano verificati due fatti con pochi precedenti nella storia della citt\u00e0\u00a0, uno per ognuno delle sponde\u00c2\u00a0del Po. So che\u00c2\u00a0juventini e granata inorridiranno ad essere accomunati, ma\u00c2\u00a0il fatto che lo stesso grado di contestazione violenta sia esploso\u00c2\u00a0prima tra i tifosi granata e poi tra quelli juventini nella stessa stagione calcistica ha un significato che \u00e8 difficile considerare casuale. Da decenni Torino \u00e8 considerata da molti una citt\u00e0\u00a0 in decadenza: sicuramente lo \u00e8 dal punto di vista demografico, probabilmente lo \u00e8 anche da quello industriale, ma ha sempre dimostrato una straordinaria vitalit\u00e0\u00a0 in ambito calcistico presentando, almeno\u00c2\u00a0fino all&#8217;inizio degli anni &#8217;90, le proprie due squadre stabilmente al vertice del calcio italiano. Negli anni &#8217;90 inizi\u00f2 una lenta decadenza del Toro che divenne squadra da met\u00e0\u00a0 classifica prima e altalenante tra A e B poi. La Juve per\u00f2, fino ai fatti di Calciopoli, era rimasta la dominatrice del nostro calcio e protagonista di quello europeo, capace di raggiungere in quindici anni pi\u00f9 finali europee perfino del Real Madrid. Dalla retrocessione in B in poi la situazione \u00e8 cambiata e quella terribile macchina da gol e da successi sembra essersi trasformata in un macinino.<br \/>\nPer anni in giro ci si chiedeva come mai sotto la Mole si giocasse meglio al calcio, cosa portasse tanti titoli nella quarta citt\u00e0\u00a0 italiana, che si permetteva di avere due squadre quando Napoli ne aveva una sola, e questo pur non brillando per partecipazione popolare e per incassi ai botteghini. La risposta che ho sempre provato a dare stava in una frase che era stata attribuita a Diego Maradona: &#8220;<em>C&#8217;\u00e8 una sola citt\u00e0\u00a0 al mondo in cui io possa entrare in un bar, ordinare un caff\u00e9, berlo ed uscire senza che nessuno dimostri di avermi riconosciuto: ed \u00e8\u00c2\u00a0Torino!<\/em>&#8220;. Personalmente\u00c2\u00a0ho nutrito a lungo il sospetto che la forza della citt\u00e0\u00a0 fosse proprio quel temperamento serafico, quella flemma sabauda, che liberava i giocatori di Juve e Toro dalle tensioni tipiche di altre piazze italiane, che consentiva di affrontare vittorie e sconfitte senza patemi e angosce. Se altrove le contestazioni, gli agguati, erano abitudine abbastanza consolidata, a Torino anche in situazioni di tensione e di delusione, non si andava mai oltre. N\u00e9 la Juve che epur\u00f2 Capello (giocatore) e Anastasi, n\u00e9 quella che offr\u00ec ai tifosi i numeri deludenti di Barros e Zavarov indussero a simili proteste, n\u00e9\u00c2\u00a0mi pare che\u00c2\u00a0il tifo granata, pur avvezzo anche in presenza di momenti difficili, fosse giunto mai all&#8217;agguato. Un segno che le cose stavano cambiando si era avuto nel &#8217;94, la deludentissima stagione che precedette l&#8217;arrivo trionfale di Lippi, quando Andrea Fortunato, promettente terzino juventino, fu <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/1994\/marzo\/20\/sulla_Juventus_una_pioggia_insulti_co_0_94032015555.shtml\">preso a sberle<\/a> in quanto accusato di scarso impegno. Si scopr\u00ec poi che la sua condizione precaria era legata ai primi sintomi della leucemia che lo avrebbe colpito di l\u00ec a pochi mesi portandolo alla morte.<br \/>\nDopo la retrocessione in B il tifo juventino ha cominciato a diventare sempre pi\u00f9 iroso, non tanto contro gli avversari sportivi, quanto contro la societ\u00e0\u00a0, la propriet\u00e0\u00a0, la dirigenza, talvolta anche i giocatori. La Juventus ha la caratteristica di essere una societ\u00e0\u00a0 legata a doppio filo con la propriet\u00e0\u00a0 e per questo \u00e8 difficile pensare ad una contestazione nei confronti della propriet\u00e0\u00a0 senza danneggiare la societ\u00e0\u00a0 stessa. Di qui un circolo vizioso di malcontento, tensioni e risultati deludenti giunto fino alla <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/sport\/cmsSezioni\/quijuve\/201003articoli\/26018girata.asp\">folle aggressione<\/a> a Zebina di Domenica che i cronisti pi\u00f9 pruriginosi hanno subito voluto etichettare come razzisti, ma che \u00e8 in realt\u00e0\u00a0 il classico scappellotto dei tifosi iracondi, al quale chi giochi a calcio ad altre latitudini \u00e8 <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2002\/settembre\/24\/Zebina_aggredito_Trigoria_Colpito_una_co_0_02092411447.shtml\">abituato<\/a>, a Torino lo siamo molto di meno. Sull&#8217;altro versante, quello granata, dai primi moti di piazza ai tempi del fallimento, per finire ad un crescendo di rabbia culminato con l&#8217;aggressione di Gennaio ad un <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/sport\/calcio\/serie-b\/torino\/2010\/01\/07\/news\/scommesse_chiacchiere_giocatori_aggrediti_a_cena-1867910\/\">gruppo di giocatori<\/a>.<br \/>\nSar\u00e0\u00a0 un caso, sar\u00e0\u00a0 una coincidenza, ma non sar\u00e0\u00a0 proprio la perdita di una certa specificit\u00e0\u00a0 pedemontana, di quella tranquillit\u00e0\u00a0 che il carattere di queste parti concedeva a chi doveva riprendersi da una sconfitta, ad essere tra le molte ragioni di una decadenza sempre pi\u00f9 marcata? Non sar\u00e0\u00a0 la perdita della serenit\u00e0\u00a0 necessaria per poter portare avanti un lavoro quotidiano che \u00e8 anche di giornate sfortunate, di rese incondizionate, ad aver fatto tramontare il primato di Torino capitale del calcio? In questi giorni l&#8217;estremismo della\u00c2\u00a0Lega Nord, dopo tanti anni di difficolt\u00e0\u00a0 nel penetrare in Piemonte, per la prima volta sfonda in questa regione: non sar\u00e0\u00a0 anche questo un segno dell&#8217;imbarbarimento della regione ai piedi dei monti?<br \/>\nChiss\u00e0\u00a0 se questa regione e questa citt\u00e0\u00a0 hanno ancora speranza di riuscire a recuperare la loro specificit\u00e0\u00a0 e la loro identit\u00e0\u00a0 di propaggine dell&#8217;Europa in Italia o se sprofonder\u00e0\u00a0 nella decadenza civile dell&#8217;Italia di oggi? Non solo i tifosi di calcio attendono una risposta a questa domanda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo Campionato di calcio segner\u00e0\u00a0, nel caso in cui lo vincessero Inter o Milan, uno storico sorpasso: quello del numero di scudetti vinti a Milano rispetto a quelli vinti a Torino. 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