{"id":609,"date":"2009-11-24T22:01:01","date_gmt":"2009-11-24T20:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=609"},"modified":"2009-11-30T16:37:12","modified_gmt":"2009-11-30T14:37:12","slug":"luomo-di-ghiaccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2009\/11\/24\/luomo-di-ghiaccio\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo di ghiaccio"},"content":{"rendered":"<p>La storia del calcio \u00e8 piena di uomini che sull&#8217;orlo del fallimento scoprono un&#8217;improvvisa impennata d&#8217;orgoglio, l&#8217;ultimo caso clamoroso \u00e8 stato Nicola Legrottaglie che, sul punto di finire in Turchia, fu poi tenuto e divenne una sicurezza della difesa bianconera fino a giungere in nazionale. Meno estremo, ma ragguardevole anche il caso di Tiago che, non trovando acquirenti, fu tenuto dalla Juve l&#8217;anno passato per poi disputare una stagione buona con punte di rendimento molto elevato, nonostante un <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/?p=263\">grave\u00c2\u00a0infortunio<\/a>. Nella fredda notte torinese, forse messo a suo agio dal clima e dal campo intrattabile, l&#8217;ultimo degli errori di mercato di Secco, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Christian_Poulsen\">Christian Poulsen<\/a>, ha avuto la sua serata di gloria. Intendiamoci, Poulsen rimane lento, timido e statico, ma ha finalmente mostrato le capacit\u00e0\u00a0 di contrasto e di distribuire gioco per il quale era stato comprato e che gi\u00e0\u00a0 altre volte quest&#8217;anno aveva lasciato intravedere.<br \/>\nMentre\u00c2\u00a0il\u00c2\u00a0vicino Palaisozaki era monopolizzato da un concerto\u00c2\u00a0di Gigi d&#8217;Alessio, ricordandomi con nostalgia quel <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=d9vSabyqTTc\">giorno<\/a> del Febbraio 2006 in cui la Svezia di Mats Sundin si laure\u00f2 campione olimpico di hockey, la pista di ghiaccio sembrava essersi trasferita all&#8217;Olimpico dove Juve e Udinese iniziavano a confrontarsi su un campo che pareva una patinoire. Il pi\u00f9 penalizzato dalle condizioni del campo pareva Felipe Melo che aveva difficolt\u00e0\u00a0 anche a stare in piedi ma anche Giovinco e Diego\u00c2\u00a0sembravano camminare sulle uova ed il gioco in velocit\u00e0\u00a0 e di prima che Ferrara predica, diventava chimera. Invece Poulsen si muoveva sul campo come se avesse i cingoli, con la lentezza consueta e con la consueta allergia a verticalizzare il gioco, ma senza annaspare come i suoi compagni riusciva ad essere preciso e puntuale nelle sue aperture. Mauro pareva isolato sulla destra, sar\u00e0\u00a0 per quello che veniva a sinistra per depositare in mezzo all&#8217;area un pallone che Amauri riusciva a colpire solo col ginocchio per la comodit\u00e0\u00a0 di Handanovic. Se la Juve non brillava l&#8217;Udinese pareva davvero opaca e l&#8217;unico rischio lo correvamo per un pallone dispettoso che arrivava ad Isla davanti alla porta dopo un paio di deviazioni fortuite. Fortunatamente il fuorigioco del cileno evitava una beffa davvero atroce. Il primo tempo si chiudeva con Handanovic che la giurava a Diego che aveva cercato di anticiparlo in modo troppo irruento, giallo per tutti e due e addio al fair play.<br \/>\nTornati dall&#8217;intervallo i nostri suonavano la carica e l&#8217;inizio era scoppiettante, soprattutto Caceres sembrava essersi convinto ad appoggiare di pi\u00f9 la manovra ed i risultati si vedevano subito. Un palloncino al bacio di Poulsen veniva raccolto al volo dall&#8217;uruguagio che scodellava in mezzo all&#8217;area, dove Grosso non sbagliava l&#8217;impatto ed il gol era cosa fatta. Ferrara approfittava\u00c2\u00a0del momento di euforia\u00c2\u00a0per buttare nella mischia i redivivi Momo e Alex. Il primo trasformava letteralmente la partita iniziando a recuperare palloni a dozzine e mettendo finalmente alla frusta il centrocampo friulano, il secondo invece stentava un po&#8217; e finiva per beccarsi un&#8217;ammonizione assurda negli ultimi minuti. Assurda per un intervento sulla palla, ma soprattutto in considerazione della dozzina di falli di Inler su Diego\u00c2\u00a0mai sanzionati disciplinarmente dal mediocre Brighi. Il brasiliano, dopo l&#8217;ingresso di Del Piero, veniva spostato a sinistra dove si dannava l&#8217;anima ma non riusciva ad essere efficace come ti aspetteresti. La partita finiva nel gelo della serata torinese, nel gelo calato sul popolo biancoenero sull&#8217;ultima ed unica occasione dell&#8217;Udinese sciupata da\u00c2\u00a0Zapata e nel gelo degli occhi\u00c2\u00a0di ghiaccio\u00c2\u00a0di Christian, per la prima volta nella sua esperienza juventina davvero decisivo. Oltre a ci\u00f2 la serata ha confermato che Sissoko \u00e8 fondamentale nel dare aggressivit\u00e0\u00a0 al centrocampo e che Melo ha bisogno di un po&#8217; pi\u00f9 di equilibrio e non mi riferisco solo alle condizioni del campo.<br \/>\nPer il resto, che dire&#8230; La rincorsa all&#8217;Inter continua&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia del calcio \u00e8 piena di uomini che sull&#8217;orlo del fallimento scoprono un&#8217;improvvisa impennata d&#8217;orgoglio, l&#8217;ultimo caso clamoroso \u00e8 stato Nicola Legrottaglie che, sul punto di finire in Turchia, fu poi tenuto e divenne una sicurezza della difesa bianconera fino a giungere in nazionale. 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