{"id":558,"date":"2009-10-07T00:20:33","date_gmt":"2009-10-06T22:20:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=558"},"modified":"2009-10-23T00:18:45","modified_gmt":"2009-10-22T22:18:45","slug":"la-rabbia-e-lorgoglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2009\/10\/07\/la-rabbia-e-lorgoglio\/","title":{"rendered":"La rabbia e l&#8217;orgoglio"},"content":{"rendered":"<p>Recentemente l&#8217;anniversario dell&#8217;11 Settembre ha riportato sui mezzi di informazione e nella nostra testa gli avvenimenti di 8 anni fa e con gli avvenimenti, le emozioni di allora. Quelle emozioni che hanno poi generato otto anni di eventi tragici che con uno straordinario effetto valanga hanno seguito, quasi schiacciandolo, l&#8217;azione terroristica che gi\u00e0\u00a0 da sola aveva una portata storica enorme.<br \/>\nHo provato a riportare in me le sensazioni di allora (le mie e quelle di quanti mi stavano attorno) e curiosamente per farlo ho riletto uno delle cose che pi\u00f9 mi avevano indignato allora, ovvero l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/Primo_Piano\/Cronache\/2006\/09_Settembre\/15\/rabbia1.shtml\">articolo<\/a> di Oriana Fallaci pubblicato sul Corriere della Sera, che in quei giorni incendi\u00f2 negli animi\u00c2\u00a0di molti le scintille che\u00c2\u00a0gi\u00e0\u00a0\u00c2\u00a0schioccavano nell&#8217;opinione pubblica occidentale. Quell&#8217;articolo riassumeva in s\u00e9 tutto quanto il senso comune produsse in quei giorni, mettendo le premesse per le terribili conseguenze che vennero dopo: due guerre assurde, inutili, dannose anzi, e un livello di violenza fisica e verbale inaudita.<br \/>\nNella rilettura di quei passi ho notato come le parole della Fallaci battevano insistentemente, quasi ossessivamente,\u00c2\u00a0su due punti: da un lato l&#8217;assimilazione continua ed asfissiante tra gli attentatori ed il mondo islamico nel suo insieme, dall&#8217;altro\u00c2\u00a0la necessit\u00e0\u00a0 assoluta di una reazione espressa in quella che veniva definita ripetutamente &#8220;guerra di religione&#8221;. Queste parole portavano con s\u00e9 alcune conseguenze magari non ovvie allora, ma che sono ovvie viste a posteriori. Da un lato accreditarono un&#8217;organizzazione criminale come Al Qaeda come l&#8217;espressione\u00c2\u00a0pi\u00f9 autentica di una comunit\u00e0\u00a0 religiosa sterminata, fatta di miliardi di persone, come l&#8217;Islam. Era un messaggio pubblicitario enorme, forse superiore allo stesso attentato, ed ebbe uno straordinario successo. Solo ora forse nell&#8217;opinione pubblica si sta diffondendo la convinzione che Al Qaeda sia in realt\u00e0\u00a0 pi\u00f9 un marchio lanciato in quella fase storica che una vera organizzazione e che senza quella pubblicit\u00e0\u00a0 sarebbe rimasta quella che \u00e8: una galassia di organizzazioni criminali senza collegamento n\u00e9 tra loro n\u00e9 con la realt\u00e0\u00a0 sociale del mondo arabo. Se da un lato quindi quel messaggio dava forza ad Al Qaeda e la riconosceva agli occhi dell&#8217;opinione pubblica araba come l&#8217;unica forza a difesa di quel mondo, dall&#8217;altro legittimava qualsiasi azione violenta contro quello stesso mondo islamico che veniva riconosciuto, nella sua interezza, come responsabile del terribile e vile crimine. Cos\u00ec un movimento criminale che ha come principali sostenitori le elite aristocratiche del mondo arabo, preoccupate dalla possibile modernizzazione di quel mondo, diventava l&#8217;espressione del riscatto delle masse arabe, ovvero gli oppressori diventavano gli idoli degli oppressi. Cos\u00ec sull&#8217;altro fronte un gruppo di affaristi senza scrupoli conduceva gli eserciti occidentali a far guerra in giro per il mondo, per perseguire propri interessi privati, con il consenso diffuso dell&#8217;opinione pubblica abbagliata dal furore di quei giorni. Nascevano cos\u00ec le terribili carneficine afghane e irachene, ancora oggi in atto.\u00c2\u00a0Le guerre preventive per\u00f2 non avevano solo conseguenze negli scenari di guerra. Aver ridotto la democrazia ad una merce da esportazione coatta indeboliva in modo inarrestabile le\u00c2\u00a0correnti democratiche e riformiste nel mondo arabo, come le vicende palestinesi e iraniane testimoniavano. Da un lato nel mondo islamico si rafforzava l&#8217;odio per gli occupanti occidentali, dall&#8217;altro nel mondo occidentale si rafforzava l&#8217;odio per i fanatici islamici, sostenuto da <a href=\"http:\/\/www.ilcannocchiale.it\/blogs\/bloggerimg\/200451366771049.jpg\">opportune<\/a> campagne di stampa. Ci\u00f2 creava un solco tra occidente e Islam che era esattamente ci\u00f2 che i finanziatori di Al Qaeda desideravano per restituire legittimit\u00e0\u00a0 ai\u00c2\u00a0poteri assoluti del mondo arabo e per indurre quella parte delle masse arabe, che guardavano con interesse e speranza alla democrazia ed al plurarismo, a ricredersi.<br \/>\nOggi che sono passati 8 anni e che,\u00c2\u00a0almeno negli\u00c2\u00a0Stati Uniti, \u00e8 iniziata una fase critica nei confronti di quegli avvenimenti, di quelle parole, di quelle guerre, val la pena di guardarsi attorno e chiedersi che cosa, oltre che la morte e la distruzione, hanno lasciato la Rabbia e l&#8217;Orgoglio di allora.<br \/>\nSe in Iran, negli ultimi tempi il movimento riformista\u00c2\u00a0ha ripreso fiato,\u00c2\u00a0ci sono\u00c2\u00a0altri paesi come il <a href=\"http:\/\/www.resetdoc.org\/IT\/Jelloun-intervista.php\">Marocco<\/a>, rimasti pi\u00f9 defilati rispetto alle vicende di questi 8 anni, che possono vantare un discreto e continuo progresso in termini economici e politici.<br \/>\nSoprattutto mi vien da dire che la &#8220;guerra di religione&#8221; invocata allora, quella vera, senza quartiere, fortunatamente non c&#8217;\u00e8 stata. E&#8217; rimasto certo nella testa di tanti occidentali un\u00c2\u00a0profondo disprezzo e fastidio verso l&#8217;Islam che per\u00f2 solo raramente \u00e8 sfociato in manifestazioni violente ed oggi, nonostante impeti di intolleranza, in Europa l&#8217;Islam e l&#8217;occidente stanno imparando a convivere in uno stato di relativa pacificazione. Scenari di conflitto di strada, di scontro sociale sono stati fortunatamente scongiurati.<br \/>\nIn definitiva quelle parole, quella rabbia, hanno provocato centinaia di migliaia di morti nei due conflitti ma paradossalmente poteva andarci peggio, molto peggio. Possiamo quindi tirare un sospiro di sollievo ma vien da chiedersi pi\u00f9 che mai quando finalmente impareremo a non dar pi\u00f9 ascolto alla rabbia e all&#8217;orgoglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente l&#8217;anniversario dell&#8217;11 Settembre ha riportato sui mezzi di informazione e nella nostra testa gli avvenimenti di 8 anni fa e con gli avvenimenti, le emozioni di allora. 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