{"id":532,"date":"2009-09-01T23:26:50","date_gmt":"2009-09-01T21:26:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=532"},"modified":"2009-09-04T01:29:14","modified_gmt":"2009-09-03T23:29:14","slug":"la-maledizione-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2009\/09\/01\/la-maledizione-2\/","title":{"rendered":"La maledizione"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo del calcio non \u00e8 fatto certo da gentiluomini: simulazioni, scorrettezze, provocazioni, bassezze di ogni genere sono il pane quotidiano di ogni calciatore. C&#8217;\u00e8 una cosa per\u00f2 che la deontologia calcistica rifiuta decisamente: l&#8217;irrisione dell&#8217;avversario; anche dopo l&#8217;incontro pi\u00f9 teso\u00c2\u00a0il calciatore vittorioso\u00c2\u00a0spesso non manca di rincuorare con una pacca sulla spalla l&#8217;avversario sconfitto. Sar\u00e0\u00a0 per quello che gli dei del calcio si alterarono molto quando nell&#8217;ormai lontano\u00c2\u00a0Febbraio 2004 Francesco Totti, al termine dell&#8217;incontro vinto dalla Roma 4-0, indirizz\u00f2 all&#8217;avversario Tudor una serie di gesti che si pu\u00f2 riassumere verbalmente in:\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8keY-DKx9H8\">&#8220;Ne hai prese quattro, quindi muto e a casa!&#8221;<\/a>. Sar\u00e0\u00a0 quel che sar\u00e0\u00a0 ma da allora ogni volta che in Campionato la Juve si presenta all&#8217;Olimpico sono dolori per la Roma che solo una volta su cinque \u00e8 riuscita a rimediare un pareggio, per il resto solo sconfitte spesso anche piuttosto sonore.<br \/>\nQuesta volta la partita era avvolta, per quanto riguarda il mondo a strisce bianche e nere, in una cortina di incertezza. C&#8217;era una squadra rinnovata non solo nell&#8217;organico ma anche nello schieramento in campo che aveva lasciato qualche dubbio contro il Chievo e che attendeva una conferma, c&#8217;era un avversario assillato dal rischio di una seconda sconfitta, c&#8217;era l&#8217;Inter, che aveva sbaragliato il giorno prima il Milan, ed alla quale ci si sentiva di dover dare una risposta.<br \/>\nLa partita cominciava con molte tensioni, soprattutto da parte giallorossa, che Rocchi non sapeva governare. Perrotta faceva male subito a Diego e poco dopo Marchisio consumava la vendetta su Totti. Solo in ritardo Rocchi puniva infrazioni pi\u00f9 veniali di Tiago e De Rossi con il cartellino giallo ma ormai l&#8217;adrenalina\u00c2\u00a0era salita troppo e quando Perrotta abbatteva da dietro ancora Diego il brasilianino si arrabbiava: a quel punto Rocchi, che non aveva battuto ciglio sul fallo, ammoniva Diego e anche Perrotta, ammettendo con quest&#8217;ultimo cartellino\u00c2\u00a0implicitamente il suo errore nel non averlo ammonito prima e anche la sua pochezza. Nel frattempo la Juve\u00c2\u00a0aveva preso possesso del centrocampo e le trame di Diego trovavano buona collaborazione nella coppia Amauri e Iaquinta, entrambi in gran spolvero. Rimaneva la carenza gi\u00e0\u00a0 conclamata dei laterali e se Grygera a destra \u00e8 in fase offensiva una lacuna gi\u00e0\u00a0 nota, Paolino De Ceglie rimaneva molto al di sotto delle aspettative. Che la Juve fosse prossima a prendere il volo sembrava chiaro ma a farle schiudere le ali ci pensava Diego quando rubava il pallone a Cassetti, si involava verso la porta giallorossa resistendo alla spallata di Riise ed infine schiaffeggiava il pallone con l&#8217;esterno piede pilotandolo l\u00e0\u00a0 dove nessuno pu\u00f2 arrivare. La Roma reagiva solo aumentando il proprio nervosismo gi\u00e0\u00a0 oltre il livello di guardia, oltre che la confusione di Rocchi, e sembrava che tutto\u00c2\u00a0andasse\u00c2\u00a0per il meglio per la causa zebrata ma improvvisamente c&#8217;era un fallo sulla trequarti, Melo e Perrotta si beccavano, tutti seguivano appassionatamente la scena tranne De Rossi che prendeva la palla e la schiaffava bello bello all&#8217;incrocio dei pali lasciando a Gigi solo la possibilit\u00e0\u00a0 di invocare divinit\u00e0\u00a0 varie. La mazzata avrebbe potuto anche\u00c2\u00a0essere doppia se il portierone non avesse fatto sbollire subito la rabbia e\u00c2\u00a0lanciato la sua ragnatela per fermare Totti che, sfruttando un paio di\u00c2\u00a0voragini apertesi contemporaneamente nella nostra difesa, era rimasto libero di correre felice verso la porta.<br \/>\nAndare a prendere un caff\u00e9 sul mancato 1 a 2 dopo aver sfoderato un primo tempo come questo lasciava ai nostri molti rimpianti e molte preoccupazioni ricordando il crollo fisico della Domenica precedente contro il Chievo. In effetti il secondo tempo proponeva un&#8217;altra Roma ma la Juve non cedeva. Era ancora Diego a condurre ma Melo saliva, anche per il ritmo pi\u00f9 blando, e Mauro German, entrato\u00c2\u00a0al posto di Marchisio,\u00c2\u00a0trasportava palloni\u00c2\u00a0con una facilit\u00e0\u00a0 estrema. Dopo una volata infruttuosa di Iaquinta verso la porta avversaria ed un tiraccio di Amauri respinto, era alla fine Diego a liberare una spingarda, appena entrato in area, che faceva saltare in aria il malcapitato Julio Sergio. L&#8217;assalto finale romanista apriva\u00c2\u00a0crepacci nella difesa capitolina ottimi per il contropiede: in uno di questi Felipe si infilava e sparava un altro colpo di cannone che faceva 3 a 1.<br \/>\nBello&#8230; Bello il primo tempo, bello Diego, bello il gioco, bello Ciro. Bello anche che la societ\u00e0\u00a0 abbia valutato che si poteva ancora fare qualcosa in pi\u00f9 e con Grosso l&#8217;ha fatto. Adesso tocca davvero al campo,<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo del calcio non \u00e8 fatto certo da gentiluomini: simulazioni, scorrettezze, provocazioni, bassezze di ogni genere sono il pane quotidiano di ogni calciatore. 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