{"id":53,"date":"2008-05-19T18:47:40","date_gmt":"2008-05-19T17:47:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=53"},"modified":"2008-05-19T18:51:48","modified_gmt":"2008-05-19T17:51:48","slug":"la-coerenza-dellepilogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2008\/05\/19\/la-coerenza-dellepilogo\/","title":{"rendered":"La coerenza dell&#8217;epilogo"},"content":{"rendered":"<p>Quando un romanzo si conclude in modo incoerente con il messaggio che ha scandito nelle sue pagine, ci rimane la sensazione di un finale improprio, spiazzante, che ci lascia un po&#8217; di fastidio, di insoddisfazione. Nella realt\u00e0\u00a0 spesse volte invece chi tira le redini riesce a dare all&#8217;ultima pagina di una storia una verniciata di presentabilit\u00e0\u00a0 che la riscatta e fa artificiosamente dimenticare ai meno attenti le pagine buie che la storia ha attraversato prima di arrivare alla sua conclusione. La pioggia di Parma ha probabilmente sciolto la vernice ma questa volta, come in un romanzo, il finale del Campionato ha risuonato il refrain di tutta la stagione.<br \/>\nQuando all&#8217;inizio del secondo tempo Ibrahimovic entrava in campo ed il Parma iniziava a barcollare come un pugile alle corde, sembrava che la storia potesse riprendere il suo corso e l&#8217;Inter avviarsi a conquistare il primo scudetto dell&#8217;era Moratti vinto senza penalizzazioni, senza che nuove ombre torreggiassero sul suo successo, ma di nuovo il cielo ci metteva lo zampino, questa volta scatenando un acquazzone sulla citt\u00e0\u00a0 emiliana, e le cose prendevano un&#8217;altra strada. In quell&#8217;aquitrino improvvisamente infatti <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Igor_Budan\">Budan<\/a>, centroavanti parmense, si involava verso la porta interista. Materazzi (sempre lui) nel disperato tentativo di fermarlo si gettava in scivolata, cosa pericolosissima su un terreno cos\u00ec insidioso. Il risultato era disastroso, Budan veniva travolto e, essendo Materazzi ultimo uomo, questo comportava l&#8217;espulsione del difensore interista che in una nemesi storica avrebbe fatto mancare la sua presenza nel momento topico dell&#8217;incontro pi\u00f9 importante, proprio come, per colpa sua, Zidane ai mondiali. In 10 contro 11 il compito dell&#8217;Inter sarebbe stato quasi proibitivo ma non impossibile e magari questa sarebbe stata l&#8217;impresa che poteva riscattare, almeno\u00c2\u00a0in parte, un anno di <em>&#8220;aiutini&#8221;<\/em>.<br \/>\nDal cielo per\u00f2, insieme alla pioggia, scendeva <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cesare_Gussoni\">Gussoni<\/a>, Presidente dell&#8217;AIA vicino a Moratti, che appariva di fronte all&#8217;arbitro <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gianluca_Rocchi\">Rocchi<\/a> con dito ammonitore. Il fischietto improvvisamente sfuggiva al suo padrone, come attratto da una invisibile calamita, Rocchi cercava il proprio coraggio, interrogava la propria coscienza ma alla fine cedeva e lasciava proseguire, fingendo di non aver visto ci\u00f2 che tutti avevano visto. Materazzi rimaneva in campo, Budan restava malinconicamente a terra senza nemmeno la soddisfazione di un calcio di punizione, l&#8217;Inter si avviava verso il suo scudetto, senza\u00c2\u00a0troppo temere\u00c2\u00a0nemmeno quando alcuni contatti nell&#8217;area interista facevano guardare con speranza ancora a Rocchi. L&#8217;arbitro teneva famiglia ed Ibra completava il suo trionfo personale.<br \/>\nFine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando un romanzo si conclude in modo incoerente con il messaggio che ha scandito nelle sue pagine, ci rimane la sensazione di un finale improprio, spiazzante, che ci lascia un po&#8217; di fastidio, di insoddisfazione. 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