{"id":492,"date":"2009-07-12T23:58:20","date_gmt":"2009-07-12T21:58:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=492"},"modified":"2009-07-13T12:08:02","modified_gmt":"2009-07-13T10:08:02","slug":"la-riscossa-dellapparato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2009\/07\/12\/la-riscossa-dellapparato\/","title":{"rendered":"La riscossa dell&#8217;apparato"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni si sta delineando lo scontro che in autunno vedr\u00e0\u00a0 contrapposte le candidature alla segreteria del Partito Democratico. Attorno alla candidatura di Bersani si stanno accalcando molte delle vecchie volpi dell&#8217;eredit\u00e0\u00a0 di sinistra del partito e le idee che circolano in questa\u00c2\u00a0area stanno rivelando, a mio avviso, che c&#8217;\u00e8 nel Partito Democratico un elemento confessionale diverso ma non meno insidioso di quello simboleggiato dal cilicio della Binetti, ovvero quello della <em>&#8220;religione dell&#8217;apparato&#8221;<\/em>.<br \/>\nQuando parlo di apparato parlo di quel modello tradizionale che \u00e8 nella storia dei partiti italiani ed in particolare del PCI, che si incentra su un apparato facente capo ai propri iscritti, attraverso una struttura gerarchica che trae il proprio consenso esclusivamente dall&#8217;interno del partito: interno del partito tradizionalmente poco propenso ad allargarsi verso l&#8217;esterno. Ricordo quale freddezza trovai in una sede del PDS quando anni fa la visitai per informarmi su come si potesse fare per iscriversi al partito. Intendiamoci: c&#8217;erano le Feste dell&#8217;Unit\u00e0\u00a0, c&#8217;erano le associazioni sportive e culturali, c&#8217;erano i comizi, ma il confronto politico lo si\u00c2\u00a0svolgeva tutto dentro il partito. Questo tipo di struttura ha segnato decenni di storia della politica italiana, accettata sia per\u00c2\u00a0la relativa propensione alla delega dell&#8217;elettorato italiano, sia perch\u00e9 la staticit\u00e0\u00a0 che la caratterizzava era in armonia con la staticit\u00e0\u00a0 della politica italiana. La realt\u00e0\u00a0 \u00e8 che in democrazia i partiti non sono delle semplici associazioni di ispirazione politica ma hanno la precisa funzione di raccogliere le istanze e le opinioni degli elettori (non solo dei propri iscritti), per questo \u00e8 fondamentale per il funzionamento della democrazia, che i partiti siano in grado di allargarsi al di fuori dei propri associati, dialogando con gli elettori e facendo proprie le loro istanze.\u00c2\u00a0<br \/>\nNella tradizione della democrazia italiana, soprattutto a causa di questa conformazione dei partiti, c&#8217;\u00e8 sempre stata una politica chiusa in s\u00e9 stessa, totalmente\u00c2\u00a0autoreferenziale. Quando all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 Tangentopoli stimol\u00f2 una rivolta civile della societ\u00e0\u00a0 italiana contro questa stortura, venne a galla il bisogno dell&#8217;opinione pubblica di trovare modalit\u00e0\u00a0 di partecipazione pi\u00f9 diretta alla politica,\u00c2\u00a0che la struttura dei partiti tradizionali non consentiva. Da questa ispirazione nacque sulla destra un&#8217;impostazione populista che, rafforzata dal controllo di Berlusconi sui media, ha portato una parte dell&#8217;opinione pubblica a percepire la politica pi\u00f9 vicina a s\u00e9, pur essendo anche pi\u00f9 lontana di prima, solo perch\u00e9 il linguaggio, la morale, i comportamenti si erano allineati verso il basso a quelli dell&#8217;opinione pubblica. Il resto dell&#8217;elettorato, che non ha mai abboccato all&#8217;inganno populista, ha iniziato ad\u00c2\u00a0ondeggiare da allora\u00c2\u00a0tra effimeri innovatori e dinosauri pronti a\u00c2\u00a0sfruttare l&#8217;opposizione allo strapotere berlusconiano per avventurarsi in operazioni di retrodatazione della nostra politica, votate al pi\u00f9 umiliante dei fallimenti.<br \/>\nNei suoi mille limiti e storture l&#8217;impostazione che Veltroni aveva dato al nascente partito aveva cercato di trovare una strada che conducesse la politica italiana fuori dalle catacombe, ma i primi insuccessi sono stati immediatamente sfruttati per riavvolgere le lancette della storia e la candidatura di Bersani sta facendo da catalizzatore del tentativo di restaurazione di un modo di pensare al partito. Ecco il candidato promettere il recupero della <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/Italia\/2009\/07\/Bersani-Pd-segreteria.shtml?uuid=3e569c00-6665-11de-ba89-a7e6967b40ec&amp;DocRulesView=Libero\">&#8220;sovranit\u00e0\u00a0 degli iscritti&#8221;<\/a>, ecco soprattutto il suo maggiore sponsor, Massimo D&#8217;Alema, <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/06\/sezioni\/politica\/partito-democratico-29\/alema-bipolarismo\/alema-bipolarismo.html\">ripartire<\/a> con i suoi vecchi discorsi sul &#8220;leaderismo&#8221;\u00c2\u00a0e sulla cultura dell'&#8221;anti-politica&#8221;, ecco delinearsi la proposta di ridimensionamento dello strumento delle primarie, di rinascita di megacoalizioni comprendenti nani e ballerine, di ritorno della sinistra italiana di 10-20 anni indietro.<br \/>\nL&#8217;idea che esprime\u00c2\u00a0D&#8217;Alema per la quale l&#8217;istanza di una partecipazione pi\u00f9 diretta dell&#8217;opinione pubblica alla formazione della politica, che caratterizzava sia lo spirito del 92 che quello della nascita del Partito Democratico, corrisponda all&#8217;antipolitica \u00e8 coerente alla sua impostazione culturale per la quale l&#8217;unica vera politica \u00e8 quella che si compie nelle sale del palazzo ed il\u00c2\u00a0pi\u00f9 lontano possibile dai cittadini, che non \u00e8 poi altro che una concezione autoritaria della politica, dissimile solo nella struttura, oligarchica anzich\u00e9 monocratica, da quella di Berlusconi. La realt\u00e0\u00a0 \u00e8 che la democrazia, quando \u00e8 sottratta al controllo dei cittadini, smette di essere democrazia, indipendentemente che si allontani per finire a Via Sant&#8217;Andrea delle Fratte o a Palazzo Grazioli.<br \/>\nFino a pochi giorni fa i sondaggi <a href=\"http:\/\/www.sondaggipoliticoelettorali.it\/asp\/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=3480\">dicevano<\/a> che la restaurazione\u00c2\u00a0\u00e8 votata al successo e che Bersani sar\u00e0\u00a0 il prossimo segretario. Meno male per\u00f2 che giusto oggi la Binetti, che sostiene la candidatura di Franceschini,\u00c2\u00a0ha compiuto un passo forse decisivo. Ha infatti <a href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/IGN\/News\/Politica\/?id=3.0.3536600403\">dichiarato<\/a> che in caso di vittoria alle primarie di Marino la sua corrente (i cosiddetti teodem) abbandoner\u00e0\u00a0 il PD. Pare che i sondaggi raccolti dopo questa dichiarazione d\u00ecano Marino al 98% dei consensi&#8230;<br \/>\nIn ultimo c&#8217;\u00e8 la notizia che anche Grillo si candider\u00e0\u00a0 alla segreteria del PD. Personalmente non\u00c2\u00a0considero Grillo un personaggio che abbia una statura politica, ma semplicemente il classico arruffapopoli che per\u00f2, come tutti gli arruffapopoli, ha il pregio di coinvolgere nella politica persone che altrimenti ne starebbero fuori ed il cui afflusso all&#8217;interno del Partito Democratico non potrebbe che fare bene al grande malato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni si sta delineando lo scontro che in autunno vedr\u00e0\u00a0 contrapposte le candidature alla segreteria del Partito Democratico. 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