{"id":421,"date":"2009-04-27T19:29:34","date_gmt":"2009-04-27T17:29:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=421"},"modified":"2009-04-29T00:51:39","modified_gmt":"2009-04-28T22:51:39","slug":"il-mio-professore-di-filosofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2009\/04\/27\/il-mio-professore-di-filosofia\/","title":{"rendered":"Il mio professore di filosofia"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei professori del Liceo che ricordo pi\u00f9 nitidamente \u00e8 quello che mi ha insegnato storia e filosofia nel triennio. Aveva una quarantina d&#8217;anni ma ne dimostrava almeno una quindicina di pi\u00f9, aveva occhiali spessissimi e indossava quasi sempre la stessa giacca. Come docente non era granch\u00e9 anche se a quell&#8217;et\u00e0\u00a0 non avevo certo il senso critico cos\u00ec sviluppato da farmi un&#8217;idea precisa in merito; tuttavia il fatto stesso che solo successivamente mi resi conto del perch\u00e9 il professore di filosofia insegnasse anche storia mi suggerisce l&#8217;ipotesi che non fosse bravissimo, almeno a fare i collegamenti tra le due materie. Quello che per\u00f2 ricordo con nitidezza era quanto si alterasse quando, a fronte di un suo richiamo verso uno studente che chiacchierava o comunque disturbava la lezione, il ragazzo replicasse con qualcosa del tipo: &#8220;Ma come? Tutti disturbano la lezione e Lei riprende solo me?&#8221;. Il principio che non si stancava di ripetere era che ognuno di noi \u00e8 responsabile esclusivamente di quanto fa indipendentemente da quanto succede attorno a lui; un comportamento scorretto, secondo lui, non diventa in nessun caso corretto solo perch\u00e9 tutti lo attuano, ed il fatto che sia un comportamento diffuso non ne riduce in nessun modo la gravit\u00e0\u00a0 e quindi la ferma condanna.<br \/>\nHo portato con me quel principio negli anni che seguirono accorgendomi di quanto fosse calpestato attorno a me. In particolare ne fece scempio, ai tempi di Mani Pulite, una classe dirigente corrotta, pronta ad autoassolversi quando, presa con le mani nella marmellata, reagiva al grido di: &#8220;Ho rubato? Beh, s\u00ec, ma d&#8217;altra parte rubavano tutti&#8230;&#8221;. Era un&#8217;affermazione che ritenevo inaccettabile anche se mi accorsi che n\u00e9 Mani Pulite n\u00e9 la condanna di alcuni mariuoli cambiarono alcunch\u00e9 del costume della societ\u00e0\u00a0 italiana che poi si affid\u00f2 a chi ne sapeva e ne sa meglio interpretare le pieghe.<br \/>\nNegli anni che chiusero il decennio scorso iniziarono, nel calcio italiano, a succedersi alcuni avvenimenti che da questo punto di vista rivestirono per me un grosso significato. Dapprima scoppi\u00f2 il cosiddetto scandalo del doping. Si scopr\u00ec che la Juventus aveva utilizzato farmaci in modo spropositato. Non si trattava in realt\u00e0\u00a0 di sostanze illecite o dopanti, al di l\u00e0\u00a0 dell&#8217;accusa abbastanza inconsistente di uso di EPO, ma semplici farmaci come quelli che ognuno ha nel suo cassetto, tipo Voltaren o altri antiinfiammatori, integratori come la Creatina e cos\u00ec via. Tutte cose lecite se usate per curarsi che per\u00f2 venivano invece utilizzate in modo massiccio ed improprio per migliorare le prestazioni atletiche. Giusta la condanna etica e giusta la censura nei confronti dei dirigenti e del medico sociale che avevano avallato tutto ci\u00f2. Rimaneva per\u00f2 il fatto che secondo i dati del CONI, presentati dalla difesa al processo e mai smentiti, la Juventus non era n\u00e9 la prima n\u00e9 tra le prime squadre per utilizzo di farmaci. Di fronte a questa tesi difensiva, ricordo ancora le polemiche furenti della stampa, con argomentazioni simili a quelle care al mio professore di filosofia. Sia come sia nessun&#8217;altra procura, oltre a quella di Torino (che inquis\u00ec anche il Toro con minori risvolti mediatici), indag\u00f2 sulla questione che, chiuso il processo alla Juventus, cadde nel dimenticatoio e chiss\u00e0\u00a0 se oggi qualcuno monitora l&#8217;utilizzo di farmaci da parte delle squadre di calcio&#8230; Sta di fatto che il processo si <a href=\"http:\/\/it.wikinews.org\/wiki\/La_Cassazione_chiude_il_processo_per_doping_contro_la_Juve\">concluse<\/a> con la prescrizione del reato connesso all&#8217;uso eccessivo di farmaci, ma il tutto rimase una sorta di marchio di infamia su quella squadra.<br \/>\nNel frattempo era venuta fuori anche la questione arbitri, sollevata da alcuni <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3BYVTjIqa7g&#038;feature=fvsr\">episodi controversi<\/a> dei quali la Juventus usufru\u00ec nell&#8217;arco di un decennio. Erano episodi che allora furono considerati autentici scandali ma che a confronto di talune sequele di errori avvenuti negli ultimi due campionati paiono adesso davvero ridicoli. Alla fine per\u00f2 salt\u00f2 fuori tutta una serie di intercettazioni telefoniche che ci fecero scoprire che i dirigenti della Juve telefonavano con una certa continuit\u00e0\u00a0 ai designatori arbitrali. Certo, non lo facevano per combinare le partite, per avere rigori o altre decisioni arbitrali favorevoli. Lo facevano per avere gli arbitri migliori per s\u00e9, per ricusare gli arbitri che non piacevano, per &#8220;tenersi buoni&#8221; i dirigenti arbitrali, Erano certo comportamenti che da decenni i giornalisti pi\u00f9 inseriti attribuivano ai vari dirigenti di societ\u00e0\u00a0 senza sollevare scandalo, ma si trattava comunque di pratiche sicuramente poco eleganti e poco trasparenti, complessivamente censurabili ed io per primo ne condivisi la riprovazione. Anche questa volta per\u00f2 scoprimmo che anche i dirigenti di altre societ\u00e0\u00a0 (Milan, Fiorentina, Lazio) facevano la stessa cosa e anche meglio di quelli juventini, al punto da <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/sport\/cmsSezioni\/scandalocalcio\/200606articoli\/1753girata.asp\">imporre<\/a> l&#8217;arbitro e i guardalinee del Milan-Juve decisivo del Campionato. Ed anche altre squadre erano tirate in ballo dalle telefonate o dalle dichiarazioni dei designatori arbitrali stessi (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2003\/h\/rubriche\/spycalcio\/pairetto-melandri\/pairetto-melandri.html?ref=search\">Sampdoria, Inter<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.ju29ro.com\/archivi\/articoli\/farsopoli\/1-farsopoli\/41-paolo-bergamo-calciopoli-uno-scandalo-pilotato-dallalto.html\">Roma<\/a>&#8230;). Alla fine alle prime vennero inflitte modeste penalizzazioni, le seconde non vennero nemmeno indagate, la Juventus invece venne retrocessa in B con ulteriori nove punti di penalizzazione e le vennero revocati due scudetti stravinti sul campo. Anche in quell&#8217;occasione mi sentivo dire che il calcio andava moralizzato e la Juventus era s\u00ec un capro espiatorio, ma era un sacrificio da compiere per un calcio pi\u00f9 trasparente e pi\u00f9 pulito. Ancora una volta le parole del mio professore riecheggiavano nella mia mente.<br \/>\nArriviamo ai giorni nostri ed alla questione del tifo razzista. Da tempo ormai nelle curve si annidano l&#8217;estremismo politico di destra, il razzismo, l&#8217;intolleranza. L&#8217;atteggiamento nei confronti delle frange che assumono atteggiamenti discriminatori nei confronti di giocatori di colore \u00e8 stato giustamente fermo da parte dell&#8217;establishment calcistico e, devo dire, anche con qualche risultato: trovo ad esempio che i <em>buuh<\/em> razzisti che sento indirizzare oggi a Sissoko siano davvero pochi in confronto a quando giocava Edgar Davids o prima ancora Julio Cesar. Tuttavia l&#8217;esplodere del fenomeno Balotelli con i suoi atteggiamenti bulleschi ed irridenti ha scatenato il peggio dei cori da curva e purtroppo il pubblico della Juve non ha fatto eccezione. Succede quindi quello che \u00e8 successo tante altre volte: salve di cori razzisti nei confronti del ragazzo. La reazione dell&#8217;establishment questa volta per\u00f2, a differenza delle occasioni passate, \u00e8 stata vibrante: condanne, attacchi, addirittura la <a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/inedicola.pdf\" title=\"inedicola.pdf\">prima pagina<\/a> dell&#8217;Unit\u00e0\u00a0 di Marted\u00ec 21 era quasi interamente occupata da una foto dello stadio Olimpico. Inutile anche questa volta cercare di difendersi ricordando che cori analoghi nei confronti di Balotelli erano risuonati in altri stadi. Anche questa volta il mio professore di filosofia fa scuola e ci teniamo la stangata della partita a porte chiuse senza fiatare, perch\u00e9 fiatare significherebbe sminuire i rischi del fenomeno, stare dalla parte sbagliata.<br \/>\nInsomma, dopo essermi preso del dopato e del ladro mi mancava ancora di sentirmi dare del razzista ed invece \u00e8 arrivata anche questa.<br \/>\nAdesso per\u00f2 mi viene un dubbio: non \u00e8 che in realt\u00e0\u00a0 il mio professore di  filosofia, da dietro quei suoi spessissimi occhiali, semplicemente non vedeva e capiva nulla di quanto accadeva in classe e quando intravedeva qualcosa sparava subito a zero sul colpevole? Non \u00e8 che il suo principio di responsabilit\u00e0\u00a0 personale era anche, e soprattutto, un&#8217;alibi per s\u00e9 stesso, per coprire la sua incapacit\u00e0\u00a0 di gestire la classe, di essere equo nei suoi richiami, di frenare tempestivamente la nostra irrequietezza, prima che la situazione di generale indisciplina facesse percepire ogni richiamo come ingiusto ed iniquo? Gli stessi dubbi mi vengono ora nel giudicare la classe dirigente, sportiva e non, giudiziaria, politica e mediatica, per come ha gestito e gestisce casi come quelli citati ed in generale per come gestisce il rapporto con i cittadini di questo paese.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 per\u00f2 una differenza fondamentale: la nostra classe dirigente, a differenza del mio professore di filosofia del Liceo, ci vede benissimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei professori del Liceo che ricordo pi\u00f9 nitidamente \u00e8 quello che mi ha insegnato storia e filosofia nel triennio. 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