{"id":374,"date":"2009-03-16T23:31:43","date_gmt":"2009-03-16T22:31:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=374"},"modified":"2009-03-16T23:33:51","modified_gmt":"2009-03-16T22:33:51","slug":"il-problema-tibet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2009\/03\/16\/il-problema-tibet\/","title":{"rendered":"Il problema Tibet"},"content":{"rendered":"<p>Ad un anno dallo scoppio della rivolta dei monaci, che impression\u00f2 il mondo alla vigilia delle Olimpiadi cinesi, il governo cinese ha <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/redazione\/cmsSezioni\/esteri\/200903articoli\/41835girata.asp\">aperto uno spiraglio<\/a> nella trattativa con il governo del Dalai Lama, ipotizzando che, in caso di rinuncia ad un progetto indipendentista la Cina potrebbe prendere in considerazione la ripresa dei negoziati. Difficile dire se questa apertura sia solo strumentale o possa essere un primo passo verso il negoziato ma perch\u00e9 il governo cinese dovrebbe sedersi ad un tavolo di trattativa con l&#8217;anziano leader religioso?<br \/>\nA ben guardare la cosa non \u00e8 cos\u00ec peregrina. Il Tibet \u00e8 oggi un paese nel quale la &#8220;sinizzazione&#8221; procede a rilento, la regione del Tibet \u00e8 abitata per il 92% da tibetani e se \u00e8 vero che i cinesi hanno abitato in massa le citt\u00e0\u00a0, rimane una quasi totale impermeabilit\u00e0\u00a0 della comunit\u00e0\u00a0 tibetana. Chi \u00e8 stato in Tibet sa che le principali citt\u00e0\u00a0 si dividono in zona cinese e zona tibetana come in una apartheid mai dichiarata (interessante <a href=\"http:\/\/limes.espresso.repubblica.it\/2008\/03\/14\/la-questione-tibetana\/?p=527\">questo reportage<\/a> al riguardo). Eppure il Tibet \u00e8 un&#8217;area ricca di materie prime che i cinesi vorrebbero meglio sfruttare, ma insieme alla sinizzazione anche la modernizzazione \u00e8 estremamente limitata e nemmeno le politiche coercitive hanno sortito effetti da questo punto di vista. Chiunque, al posto del governo cinese, si interrogherebbe sull&#8217;opportunit\u00e0\u00a0 di continuare a sobbarcarsi i costi di un controllo ferreo del territorio, di un clima di scontro perenne, di una difficolt\u00e0\u00a0 di penetrazione ormai pi\u00f9 che evidente. Vi \u00e8 nell&#8217;immaginario collettivo un&#8217;identificazione della modernit\u00e0\u00a0 con il dominio cinese, cosa che mette un freno ad ogni ambizione di sviluppo.<br \/>\nPer quanto le dichiarazioni ufficiali (ripetute anche da molti a casa nostra) insistano col dire che il Tibet fa parte della Cina, la realt\u00e0\u00a0 \u00e8 che il rapporto tra Tibet e Cina \u00e8 un rapporto di colonizzazione simile a tanti altri che hanno caratterizzato la storia del diciannovesimo e ventesimo secolo ed il governo cinese ne \u00e8 pienamente consapevole, come \u00e8 consapevole che una concessione di autonomia al Tibet favorirebbe un clima di minore ostilit\u00e0\u00a0 nei confronti della modernizzazione. Il governo cinese sta quindi affrontando con il Tibet lo stesso scoglio che i paesi europei hanno affrontato con le ex-colonie nel secolo scorso: da un lato la consapevolezza che un rapporto diverso avrebbe meglio consentito lo sviluppo della colonia, dall&#8217;altro la preoccupazione che questo rapporto diverso avrebbe potuto sottrarre la colonia al controllo del suo colonizzatore, come accaduto spesso in passato.<br \/>\nDifficile dire se al governo cinese andr\u00e0\u00a0 meglio, ma mi resta l&#8217;impressione che i processi storici, pur nelle loro specificit\u00e0\u00a0 culturali e ambientali, si ripetano simili a s\u00e9 stessi, o almeno molto pi\u00f9 simili di quanto noi non ce li vogliamo rappresentare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad un anno dallo scoppio della rivolta dei monaci, che impression\u00f2 il mondo alla vigilia delle Olimpiadi cinesi, il governo cinese ha aperto uno spiraglio nella trattativa con il governo del Dalai Lama, ipotizzando che, in caso di rinuncia ad un progetto indipendentista la Cina potrebbe prendere in considerazione la ripresa dei negoziati. 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