{"id":366,"date":"2009-03-07T10:13:32","date_gmt":"2009-03-07T09:13:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=366"},"modified":"2009-03-09T11:07:18","modified_gmt":"2009-03-09T10:07:18","slug":"sudan-e-relativismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2009\/03\/07\/sudan-e-relativismo\/","title":{"rendered":"Il Sudan e il mondo di domani"},"content":{"rendered":"<p>Da qualche giorno non si fa che parlare del Sudan, paese nel quale ci si \u00e8 massacrati per anni nell&#8217;indifferenza internazionale. Ora per\u00f2 la corte internazionale dell&#8217;Aia ha messo il piede nel formicaio, scatenando polemiche e scontri a tutto campo, spiccando un mandato di cattura internazionale nei confronti del Presidente sudanese Al-Bashir.<br \/>\nLa vicenda sudanese \u00e8 complessa e, come molte altre simili, il risultato di una storia di scontri tra diverse etnie, ogni riassunto delle quali rischia di essere superficiale, e di interessi economici legati alla scoperta del petrolio. La storia della guerra in Darfur (raccontata in <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Conflitto_del_Darfur\">questa<\/a> voce di wikipedia o su questo <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/limes\/perche-si-muore-in-darfur\/\">articolo<\/a> di Limes) affonda le sue radici in una\u00c2\u00a0vicenda di guerre civili scatenasi a partire da quando si scopr\u00ec che la regione era ricca di petrolio ed il governo centrale accentr\u00f2 la gestione delle riserve petrolifere spogliandone l&#8217;amministrazione locale. Da allora con alterne vicende si \u00e8 combattuto un conflitto a tutto campo caratterizzato da scontri etnici tra le molteplici popolazioni che vivono nella regione la maggioranza delle quali rinconducibili a\u00c2\u00a0etnie arabe o\u00c2\u00a0bantu. Nel conflitto poi \u00e8 entrato anche il Ciad, non solo per l&#8217;afflusso massiccio di profughi ma anche per il desiderio di partecipare allo sfruttamento della regione, ed in ultimo anche l&#8217;Eritrea ha fatto capolino in termini di appoggio diretto o indiretto ai ribelli.<br \/>\nQuello che la Corte de L&#8217;Aia ha sott&#8217;occhio \u00e8 principalmente la piega che il conflitto ha preso a partire dal 2003. In quell&#8217;anno il governo sudanese, (capeggiato dal 1989 da <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Omar_Hasan_Ahmad_al-Bashir\">Omar al-Bashir<\/a>) nel momento ad esso pi\u00f9 sfavorevole del conflitto, ritenendo l&#8217;esercito inadeguato alla guerra in atto, cambi\u00f2 rotta reclutando i famigerati <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Janjaweed\">janjawid<\/a>, gruppi paramilitari formati da popolazioni di lingua araba. Tali gruppi avevano il grosso vantaggio, rispetto all&#8217;esercito, di muoversi con le stesse regole dei propri avversari, ovvero nessuna e quindi nessuno scrupolo. Di l\u00ec si inizi\u00f2 a condurre il conflitto affiancando alle incursioni militari dell&#8217;esercito la decimazione della popolazione civile, operata dai janjawid, con stragi sistematiche, pulizie etniche e atrocit\u00e0\u00a0 varie sulla popolazione inerme che facevano terra bruciata attorno ai ribelli.<br \/>\nQuesto fatto ha attratto l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica internazionale pi\u00f9 volte sul paese e sul suo governo, cosa che ha indotto l&#8217;assemblea dell&#8217;ONU ad adottare varie risoluzioni di condanna ed all&#8217;invio di un contingente di Caschi Blu. Le iniziative di condanna hanno per\u00f2 avuto sempre un oppositore o comunque un pompiere nella Cina. Questo non solo per la classica indulgenza del governo cinese nei confronti della violazione dei diritti umani, ma soprattutto perch\u00e9 il paese ha subito una fortissima colonizzazione commerciale da parte delle aziende cinesi, meno preoccupate di quelle occidentali rispetto all&#8217;instabilit\u00e0\u00a0 del paese e quindi pi\u00f9 pronte a sfruttarne le ricchezze petrolifere.<br \/>\nIl mandato di cattura internazionale nei confronti di al-Bashir \u00e8 un&#8217;iniziativa senza precedenti nel caso di un Capo dello Stato in carica, che obbliga l&#8217;opinione pubblica mondiale a prendersi le proprie debite responsabilit\u00e0\u00a0. In questi casi ci si divide sempre tra\u00c2\u00a0sedicenti relativisti (ovvero sostenitori dell&#8217;idea che nessun valore \u00e8 di per s\u00e9 preferibile ad un altro) che sostengono che non possiamo imporre ai sudanesi i valori occidentali, che lo facciamo solo per il petrolio e cos\u00ec via. Dall&#8217;altra parte ci sono quelli (riconduncibili ad un&#8217;ottica pi\u00f9 etnocentrica) che ritengono che dobbiamo difendere i nostri valori occidentali, che quei valori corrispondono ai valori di pace ed armonia e vanno esportati, non nel nostro interesse, ma in quello dei popoli che saranno benedetti dall&#8217;acquisizione dei nostri valori. Spesso questi schieramenti paiono crearsi su basi che vanno al di l\u00e0\u00a0 del conflitto tra le due impostazioni filosofiche. Noto ad esempio che spesso che quando si parla di taluni paesi lo schieramento dei relativisti tende a rimpolparsi. Spesso inoltre il relativismo diventa etnocentrismo policentrico, che a differenza del relativismo ritiene che esistano s\u00ec dei valori pi\u00f9 validi di altri, ma che la maggior validit\u00e0\u00a0 dipende dal paese al quale si fa riferimento. Quindi se per un paese i valori di equaglianza e libert\u00e0\u00a0\u00c2\u00a0possono essere quelli pi\u00f9 validi, per un altro\u00c2\u00a0possono essere\u00c2\u00a0pi\u00f9 validi quelli di ordine e controllo.<br \/>\nIl problema \u00e8 che il conflitto tra relativismo e etnocentrismo ha sempre meno significato nel mondo di oggi, perch\u00e9 in una societ\u00e0\u00a0 globale un approccio etnocentrico non pu\u00f2 avere cittadinanza, e per contro una societ\u00e0\u00a0 si deve necessariamente basare su valori condivisi: non pu\u00f2 pensare che ogni valore, ogni norma etica possa andar bene. Nella societ\u00e0\u00a0 globale in fase di costruzione ci saranno dei valori condivisi, dei limiti a quello che l&#8217;uomo pu\u00f2 e non pu\u00f2 fare e quei limiti dovranno valere per qualunque paese che non voglia isolarsi rispetto al resto del mondo.<br \/>\nSono certo convinto che il problema del Sudan \u00e8 quello del petrolio e senza di esso i janjawid avrebbero potuto continuare indisturbati la propria attivit\u00e0\u00a0. Se tuttavia il mandato di cattura della Corte de L&#8217;Aia sar\u00e0\u00a0 un passo avanti per la costruzione di valori universali condivisi (e non imposti) nella societ\u00e0\u00a0 mondiale, direi che si sia trattato di un atto assolutamente positivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche giorno non si fa che parlare del Sudan, paese nel quale ci si \u00e8 massacrati per anni nell&#8217;indifferenza internazionale. 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