{"id":263,"date":"2008-11-24T21:50:59","date_gmt":"2008-11-24T20:50:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=263"},"modified":"2008-11-24T23:20:29","modified_gmt":"2008-11-24T22:20:29","slug":"una-favola-senza-lieto-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2008\/11\/24\/una-favola-senza-lieto-fine\/","title":{"rendered":"Una favola senza lieto fine"},"content":{"rendered":"<p>Sembrava la favola del brutto anatroccolo. Quello che nessuno voleva, che la Juve non riusciva a cedere e che improvvisamente rinasceva dal suo torpore e infilava una serie di prestazioni in crescendo fino a conquistarsi la maglia da titolare per la <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bI_OFYLDLrM\">partita<\/a> di Milano. Una storia molto bella quella di Tiago che finiva per\u00f2 male: non c&#8217;era nemmeno il tempo di sporcarsi la suola delle scarpette che la caviglia si girava, il ginocchio si girava, tutto girava attorno al brutto anatroccolo che stava per diventare cigno.<br \/>\nAnche la partita girava, ma non tanto perch\u00e9 Tiago sia insostituibile, ma piuttosto perch\u00e9 Ranieri faceva la scelta che speravamo non facesse. Il Mister infatti sfogliava le sue carte, che includevano un Camoranesi ormai recuperato (almeno secondo Lippi che l&#8217;ha fatto giocare Mercoled\u00ec) ed un Giovinco sempre in attesa di potersi manifestare, ma alla fine buttava sul tavolo Marchisio, che per la verit\u00e0\u00a0 non se la cavava male, almeno finch\u00e9 la freschezza della squadra consentiva di tenere alto il ritmo e di compensare con quello alla relativa qualit\u00e0\u00a0. Nel secondo tempo per\u00f2 il ragazzo di Andezeno sarebbe sparito, Mauro German sarebbe poi entrato a 20 minuti dalla fine ma al posto di Marchionni, facendo s\u00ec la differenza, ma troppo tardi e non dove serviva, ovvero in mezzo al campo. Intendiamoci, forse con un altro approccio alla partita avremmo magari perso pi\u00f9 ampiamente, in fondo cos\u00ec abbiamo sfiorato un pareggio. Per\u00f2 rimane il fatto che la Juve non pu\u00f2 pensare di vincere uno scudetto (ed infatti non lo pensa) approcciando cos\u00ec un incontro come quello di Sabato.<br \/>\nDopo la  bruttissima botta iniziale la Squadra traballava un po&#8217;, ma poi piano piano il nostro gioco iniziava a fluire sebbene l&#8217;Inter fosse attentissima a non concederci spazi sulle fasce e soprattutto su quella sinistra, dove Pavel rimaneva quasi inoperoso. A centrocampo si combatteva una battaglia di gladiatori ma, mentre per l&#8217;Inter bastava dare palla ad Ibra per far passare un brutto momento a Manninger, noi riuscivamo a renderci pericolosi solo quando riuscivamo a manovrare con rapidit\u00e0\u00a0 al centro del campo, il che accadeva solo quando il Capitano arretrava a sostegno del centrocampo. La palla stazionava pi\u00f9 a lungo nella nostra met\u00e0\u00a0campo che in quella avversaria ma qualche palla gol capitava anche a noi, come quando Marchionni scivolava un attimo di prima di presentarsi davanti a Julio Cesar. Prima della fine del tempo c&#8217;era il solito rigore non concesso alla Juve, divenuto un classico degli Juve-Inter da un paio di anni in qua, ma anche un disimpegno sbagliato da Legrottaglie sul quale Ibra scappava via, ma buttava fuori. Era per\u00f2 nel secondo tempo che la lampadina si spegneva: Ranieri continuava a lasciare la squadra immutata in campo ma non riuscivamo pi\u00f9 a sfoggiare la mobilit\u00e0\u00a0 del primo tempo, il nostro centrocampo diventava legnoso ed una condizione eccellente di Momo non bastava. La partita finiva nel pi\u00f9 classico dei modi in cui finisce una partita giocata in modo guardingo: un gollonzo di Muntari ed una splendida parata di Julio Cesar su Alex nell&#8217;unico momento di ribalta della sua tranquilla serata.<br \/>\nLa sconfitta non pu\u00f2 essere certo un dramma. E&#8217; chiaro che finch\u00e9 Ibra continuer\u00e0\u00a0 ad essere di un altro pianeta come \u00e8 oggi, giocare contro la sua squadra da pari a pari sar\u00e0\u00a0 una sorta di roulette russa per tutti e perdere non pu\u00f2 far troppo male. L&#8217;impressione per\u00f2 \u00e8 che questa volta a giocare da pari a pari non ci abbiamo nemmeno provato e questo mette francamente tristezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembrava la favola del brutto anatroccolo. Quello che nessuno voleva, che la Juve non riusciva a cedere e che improvvisamente rinasceva dal suo torpore e infilava una serie di prestazioni in crescendo fino a conquistarsi la maglia da titolare per la partita di Milano. 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