{"id":2548,"date":"2026-05-30T21:02:36","date_gmt":"2026-05-30T21:02:36","guid":{"rendered":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/?p=2548"},"modified":"2026-05-30T21:04:03","modified_gmt":"2026-05-30T21:04:03","slug":"29-maggio-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2026\/05\/30\/29-maggio-16\/","title":{"rendered":"29 Maggio"},"content":{"rendered":"<p>Una quindicina di anni capit\u00f2 che io e mia moglie trascorressimo la settimana di Pasqua a Recco e, nel mio spropositato sadismo, la sottoposi al supplizio di andare a vedere insieme Genoa-Juventus allo Stadio Luigi Ferraris. Di quell&#8217;occasione ricordo ancora l&#8217;emozione che avevo provato, passeggiando il pomeriggio prima della partita nel centro di Genova sotto i portici di Viale XX Settembre, nel vedere una famiglia che ci veniva incontro con due bambini, uno vestito con la maglietta rossoblu e l&#8217;altro con quella bianconera. Ho sempre pensato che la passione dovrebbe funzionare cos\u00ec e mi piacque vedere di fronte a me proprio ci\u00f2 in cui ho sempre creduto. Ebbene quella famiglia, o una famiglia torinese con simili dinamiche in casa, avrebbe rischiato di non potere entrare allo stadio in occasione del recente Torino-Juventus perch\u00e9, con una comunicazione che definire delirante \u00e8 un eufemismo, <a href=\"https:\/\/www.tuttosport.com\/news\/calcio\/serie-a\/juventus\/2026\/05\/24-148828595\/bianconero_vietato_anzi_no_botta_e_risposta_torino-juve-questura_a_suon_di_comunicati\">il Torino aveva proibito i colori bianconeri<\/a> in tutti i settori dello stadio che non fossero quello delle squadre ospiti (dove sarebbe stato evidentemente impossibile) e nella cosiddetta &#8220;Tribuna&#8221; (corrispondente al settore pi\u00f9 costoso, perch\u00e9 a chi paga si consente sempre tutto&#8230;). Fortunatamente la questura ha poi smentito e abbiamo potuto vedere allo stadio bambini con colori diversi uno dall&#8217;altro ma la cosa pi\u00f9 delirante di tutto ci\u00f2 \u00e8 che chi ha avuto questa idea dice di averlo fatto non per un incontrollato momento di aggressivit\u00e0 da tifoso, magari esecrabile ma tollerabile, ma per una questione di sicurezza. So che chi frequenta lo stadio \u00e8 consapevole che andare in trasferta con la sciarpetta della squadra del cuore \u00e8 un rischio, ma tanto quanto salire in metropolitana con il portafoglio nella tasca posteriore dei pantaloni. Qui stiamo parlando di non consentire l&#8217;ingresso in metropolitana a chi abbia il portafoglio in quella posizione: una sorta di resa del sistema allo strapotere delle logiche violente da curva. No, non ci siamo&#8230;<br \/>\nNon aggiungo altro se non il ricordo di quando quelle logiche quarantuno anni fa hanno ucciso trentanove persone e dei nomi delle vittime.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"floatleft alignnone size-medium wp-image-2554\" src=\"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Heysel-300x216.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Heysel-300x216.jpg 300w, https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Heysel.jpg 652w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ore 16<\/strong>: dopo una breve gita ad Anversa, l\u2019autobus ci riporta in albergo a Mechelen. Carichiamo quelli che erano rimasti l\u00ec e partiamo verso lo stadio. Sul pullman ci vengono dati i biglietti della partita. Faccio notare a mio padre una stranezza: il settore indicato sembrerebbbe posizionato nella stessa curva nella quale i giornali collocavano i tifosi inglesi. Probabilmente i giornali sbagliavano\u2026<br \/>\n<strong>Ore 17<\/strong>: arriviamo allo Stadio. Non sembra di essere nel Nord Europa. Lo stadio \u00e8 una struttura fatiscente, scalcinata e arrugginita. Il recinto esterno \u00e8 costituito da un reticolato ossidato e bucherellato ovunque e la zona interna al recinto \u00e8 piena di erbacce, come fosse abbandonata da anni. Non c\u2019\u00e8 nemmeno un cartello ad indicarci il settore e solo seguendo il flusso di chi si era informato col passaparola arriviamo di fronte ad un ingresso sul quale si intuisce che un tempo vi fosse scritto: \u201cSettore X-Y-Z\u201d. In breve siamo dentro ma c\u2019\u00e8 qualcosa che non va: attorno a noi ci sono troppe facce e bandiere inglesi per tranquillizzarci. Capiamo che il nostro settore non \u00e8 quello ma bens\u00ec quello al di l\u00e0\u00a0 della rete da pollaio che divide in due la curva. I pi\u00f9 rapidi scavalcano la rete. Diceva De Andr\u00e8: <em>\u201cSi sa che gli sbirri e i carabinieri spesso al loro dovere vengono meno\u201d<\/em> aggiungerei io \u201ctranne che quando sarebbe opportuno farlo\u201d e infatti una gendarme belga, dotata di cane al seguito, dimostrando un quoziente intellettivo rasoterra, blocca tutti gli altri votandoci al linciaggio. Mio padre nel suo discreto francese spiega alla gendarme la situazione: che cio\u00e8 non ci \u00e8 pi\u00f9 possibile rientrare perch\u00e9 ci hanno gi\u00e0\u00a0 strappato i biglietti e che non ci \u00e8 nemmeno possibile vedere la partita l\u00ec per ovvi motivi. La gendarme \u00e8 comprensiva e simpatetica quanto un parchimetro rotto. Decidiamo di uscire comunque, avremmo poi deciso come fare. Troviamo un serpentone formatosi nel frattempo che decidiamo essere la coda del nostro settore e ci posizioniamo l\u00ec.<br \/>\n<strong>Ore 18.30<\/strong>: dopo circa un\u2019ora di coda arriviamo all\u2019ingresso che \u00e8 una porticina larga quanto una persona. C\u2019\u00e8 una fortissima compressione, il serpentone si fa piccolo per entrare in quella porticina e alla fine si entra trascinati dalla folla. Lo strappatore di biglietti ne controlla uno ogni tanto. Io e mio padre lo ignoriamo e siamo dentro. Il settore Z \u00e8 strapieno. Anche all\u2019interno lo stadio \u00e8 completamente in rovina. Le gradinate in cemento sono ovunque rotte e crepate. Siamo stipati come bestie al macello, tanto che il tizio francese o belga di fianco a me mi spintona ogni volta che si gira. Il tifo organizzato bianconero \u00e8 nell\u2019altra curva, attorno a noi famiglie, gruppi di signori di mezza et\u00e0\u00a0: apparentemente i gruppi delle agenzie turistiche.<br \/>\n<strong>Ore 19<\/strong>: Una comparsata delle squadre in campo ha scatenato i primi cori e la prima adrenalina. Guardiamo con crescente preoccupazione al settore inglese che sembra in ebollizione.<br \/>\n<strong>Ore 19.15<\/strong>: Parte il primo bengala, basso, ad altezza d\u2019uomo, per colpire. Rimaniamo sbigottiti, si levano proteste e fischi ma dopo pochi secondi parte un secondo razzo e poi un terzo e poi altri ad intervalli regolari. Non sembra pi\u00f9 solo la stupidit\u00e0 di un singolo, inizia a serpeggiare la paura, ci si inizia a sentire come bersagli. Passano pochi minuti e la rete da pollaio di cui sopra viene divelta. I primi inglesi scavalcano ed attaccano il settore italiano, inizia la mattanza. Come pervasi da una foll\u00eca omicida quelli iniziano a menare fendenti a chi incontrano, a raccogliere i calcinacci che si staccano dalle gradinate ed a lanciarle sulla folla inerme, uno di quei calcinacci spacca la testa di un tizio di fianco a mio padre che quando si gira vedo macchiato del sangue di costui. La folla arretra, si crea una ressa insostenibile, mi sento comprimere il petto. Non capisco dove stiamo andando ma non c\u2019\u00e8 modo di fare scelte. Poi improvvisamente la ressa si alleggerisce, \u00e8 successo qualcosa, non so che cosa. Gli inglesi sono sempre l\u00e0 anche se pare che l\u2019assalto si sia fermato, ma mi accorgo che qualcuno ha superato le transenne per cercare salvezza nel campo di gioco dove \u00e8 accolto con il manganello da altri gendarmi che il destino non ha dotato di facolt\u00e0 intellettive. Penso ci sia modo di seguirli, urlo a mio padre che si pu\u00f2 scendere e scendo di qualche gradino verso il basso. No\u2026 Rimango impietrito, attonito. Davanti a me c\u2019\u00e8 una distesa di corpi, non ci posso credere, non ci voglio credere. Mentre piovono ancora bottigliette un ragazzo sta facendo il massaggio cardiaco ad un ragazza. Vorrei piangere, vorrei urlare, vorrei fare qualcosa ma \u00e8 dannatamente troppo tardi. Digrigno i denti. \u201cVorrei ammazzarli tutti quei cazzo di inglesi, ammazzarli tutti, cazzzo!!!\u201d. Puoi leggere e guardare tutto ci\u00f2 che vuoi sulla guerra ma solo quando ci affondi dentro, solo quando vedi accanto a te dei corpi cadere, capisci quando \u00e8 facile reagire alla violenza con violenza, quanto \u00e8 facile farsi trascinare nella spirale. Dalle mie spalle sento la voce di mio padre. \u201cC\u2019\u00e8 l\u2019uscita, c\u2019\u00e8 l\u2019uscita. E\u2019 libera\u201d. Quella porticina, da cui pochi minuti prima erano entrate le persone che erano l\u00ec distese, adesso \u00e8 l\u00e0 , libera, non c\u2019\u00e8 nessun maledetto inglese tra noi ed essa. Urlo a mio padre: \u201cE\u2019 morta della gente. E\u2019 morta\u201d. Mio padre mi trascina via, sento che qualcuno dietro di noi \u00e8 stato ancora colpito da qualcosa. Imbocchiamo la porticina, siamo fuori. Fuori per\u00f2 c\u2019\u00e8 ancora il recinto e l\u2019uscita \u00e8 davanti al settore inglese, ma fortunatamente quella vecchia recinzione arrugginita \u00e8 piena di buche, forziamo una di quelle e siamo fuori. Andando verso il parcheggio degli autobus incontriamo una famiglia inglese, padre, madre e figlio. Ho una rabbia folle dentro di me che non riesco a controllare e la faccia mi si contrae in una smorfia che da quel giorno accompagna tutti i miei momenti di grande rabbia. Il bambino mi guarda spaventato. Chiss\u00e0 se quel bambino si \u00e8 mai domandato perch\u00e9 avessi quella faccia quel giorno\u2026<br \/>\n<strong>Ore 20.15<\/strong>: Siamo al parcheggio degli autobus e cerchiamo di capire cosa \u00e8 successo, perch\u00e9, come. Vediamo arrivare piano piano gli altri della comitiva. Intanto la radio e la televisione diffondono le prime notizie.<br \/>\n<strong>Ore 22<\/strong>: L\u2019autobus si avvia verso Mechelen. Non ci sono tutti. Facciamo il conto di chi manca come chi conta i suoi caduti.<br \/>\n<strong>Ore 23<\/strong>: Arriviamo in albergo. Qualcuno accende la televisione. Stanno giocando. Guardo come fossero fantasmi gli eroi per i quali eravamo venuti fin quass\u00f9, eravamo venuti pensando a tante cose ma mai alla morte. Ricordo ancora gli occhi spiritati di Tacconi in un ricordo liquido come quello di un incubo.<br \/>\n<strong>Ore 24<\/strong>: Usciamo a mangiare qualcosa. Una signora belga, dalla finestra, in un ottimo italiano, ci esprime solidariet\u00e0 . Mi commuovo. Solo e soltanto in quel momento mi sembra di essere tornato sulla terra che conoscevo.<\/p>\n<p>In ricordo di<br \/>\n<strong>Rocco Acerra<\/strong><br \/>\n<strong>Bruno Balli<\/strong><br \/>\n<strong>Alfons Bos<\/strong><br \/>\n<strong>Giancarlo Bruschera<\/strong><br \/>\n<strong>Andrea Casula<\/strong><br \/>\n<strong>Giovanni Casula<\/strong><br \/>\n<strong>Nino Cerrullo<\/strong><br \/>\n<strong>Willy Chielens<\/strong><br \/>\n<strong>Giuseppina Conti<\/strong><br \/>\n<strong>Dirk Daenecky<\/strong><br \/>\n<strong>Dionisio Fabbro<\/strong><br \/>\n<strong>Jaques Fran\u00e0\u00a7ois<\/strong><br \/>\n<strong>Eugenio Gagliano<\/strong><br \/>\n<strong>Francesco Galli<\/strong><br \/>\n<strong>Giancarlo Gonnelli<\/strong><br \/>\n<strong>Alberto Guarini<\/strong><br \/>\n<strong>Giovacchino Landini<\/strong><br \/>\n<strong>Roberto Lorentini<\/strong><br \/>\n<strong>Barbara Lusci<\/strong><br \/>\n<strong>Franco Martelli<\/strong><br \/>\n<strong>Loris Messore<\/strong><br \/>\n<strong>Gianni Mastrolaco<\/strong><br \/>\n<strong>Sergio Bastino Mazzino<\/strong><br \/>\n<strong>Luciano Rocco Papaluca<\/strong><br \/>\n<strong>Luigi Pidone<\/strong><br \/>\n<strong>Benito Pistolato<\/strong><br \/>\n<strong>Patrick Radcliffe<\/strong><br \/>\n<strong>Domenico Ragazzi<\/strong><br \/>\n<strong>Antonio Ragnanese<\/strong><br \/>\n<strong>Claude Robert<\/strong><br \/>\n<strong>Mario Ronchi<\/strong><br \/>\n<strong>Domenico Russo<\/strong><br \/>\n<strong>Tarcisio Salvi<\/strong><br \/>\n<strong>Gianfranco Sarto<\/strong><br \/>\n<strong>Amedeo Giuseppe Spolaore<\/strong><br \/>\n<strong>Mario Spanu<\/strong><br \/>\n<strong>Tarcisio Venturin<\/strong><br \/>\n<strong>Jean Michel Walla<\/strong><br \/>\n<strong>Claudio Zavaroni<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una quindicina di anni capit\u00f2 che io e mia moglie trascorressimo la settimana di Pasqua a Recco e, nel mio spropositato sadismo, la sottoposi al supplizio di andare a vedere insieme Genoa-Juventus allo Stadio Luigi Ferraris. 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