{"id":2132,"date":"2022-05-29T10:32:33","date_gmt":"2022-05-29T08:32:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ejoujo.eu\/ilcoloredelgrano\/?p=2132"},"modified":"2022-05-31T18:32:58","modified_gmt":"2022-05-31T16:32:58","slug":"29-maggio-13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcoloredelgrano.eu\/index.php\/2022\/05\/29\/29-maggio-13\/","title":{"rendered":"29 maggio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/dalglishliverpoolfiori202122heysel460x340.jpg\" title=\"dalglishliverpoolfiori202122heysel460x340.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/dalglishliverpoolfiori202122heysel460x340.jpg\" width=\"300\" class=\"floatright\" alt=\"dalglishliverpoolfiori202122heysel460x340.jpg\" \/><\/a>Prima dell&#8217;inizio della recente finale di Champions League, tra Liverpool e Real Madrid, alcuni rappresentanti della squadra inglese, tra cui la stella degli anni &#8217;70 Kenny Dalglish, <a href=\"https:\/\/www.eurosport.it\/calcio\/champions-league\/2021-2022\/incidenti-finale-di-champions-lague-a-parigi-tra-birra-retorica-e-vecchie-abitudini_sto8957761\/story.shtml\">hanno reso omaggio<\/a> alle vittime dell&#8217;Heysel. Per\u00f2, purtroppo, il seguito della serata ha riportato alla mente gli assurdi eventi di 37 anni fa, proiettandoci indietro di decenni nella lotta contro la violenza negli stadi. E&#8217; andata molto peggio a Tirana nella recente finale di Conference League dove i tifosi delle due squadre si sono resi responsabili di violenze che hanno portato a <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/italia\/roma\/notizielocali\/roma_feyenoord_72_arresti_a_rotterdam_dopo_la_vittoria_dei_giallorossi-68961970.html\">72 arresti<\/a>. Perfino nell&#8217;ultima giornata di Serie A ci sono state esplosioni di violenza a La Spezia e perfino a Reggio Emilia, <a href=\"https:\/\/www.spazioj.it\/2022\/05\/23\/violenza-scudetto-milan\/\">durante i festeggiamenti<\/a> per lo scudetto del Milan. Quest&#8217;ultimo episodio, per quanto minimale perch\u00e9 limitatosi a qualche schiaffone qua e l\u00e0\u00a0, mi pare in realt\u00e0\u00a0 pi\u00f9 significativo degli altri per la sua dinamica. <a href=\"https:\/\/www.sassuolonews.net\/non-solo-sasol\/sassuolo-milan-schiaffi-violenti-dagli-ultra-ai-tifosi-dopo-l-invasione-video-39311\">Pare infatti che<\/a> solo gli ultr\u00e0\u00a0 milanisti &#8220;autorizzati&#8221; avessero diritto all&#8217;invasione di campo festosa, a partita finita, e quelli che, infischiandosene o non conoscendo questa regola, hanno lo stesso superato le transenne sono stati malmenati. Possiamo inventarci schedature e DASPO, ogni genere di controlli ai tornelli e tutto il resto, ma fintanto che ci sar\u00e0\u00a0 un gruppo di persone, che nella vita di tutti i giorni sono solo dei delinquentelli comuni, ma dentro o attorno lo stadio assumono chiss\u00e0\u00a0 perch\u00e9 un ruolo di comando, ci saranno esplosioni di violenza. Ogni contesto in cui si deleghi a chi non \u00e8 titolato a farlo l&#8217;esercizio del potere, diventa un contesto violento. E&#8217; in questo substrato di piccola illegalit\u00e0\u00a0 e sopraffazione che germina il seme che produce lo scontro, la violenza, a sua volta pronta a diventare assassina e in questo substrato va combattutta la battaglia, esercitando un maggiore controllo delle istituzioni, una chiara regolamentazione dei rapporti che le societ\u00e0\u00a0 di calcio possono avere con questi gruppi ed una responsabilizzazione dei gruppi stessi. Non ho ricette magiche per combattere la violenza degli stadi ma ho l&#8217;impressione che \u00e8 da qui che si pu\u00f2 iniziare a sradicare ci\u00f2 che porta poi a tragedie, come quella di 37 anni fa che, anche quest&#8217;anno, vorrei qui ricordare.<\/p>\n<p><strong>Ore 16<\/strong>:  dopo una breve gita ad Anversa, l&#8217;autobus   ci   riporta in albergo a  Mechelen. Carichiamo quelli che erano rimasti l\u00ec e partiamo verso lo  stadio. Sul pullman ci vengono dati i biglietti     della partita. Faccio  notare a mio padre una stranezza: il settore indicato sembrerebbbe  posizionato nella stessa curva nella quale i giornali collocavano i  tifosi inglesi. Probabilmente i giornali sbagliavano&#8230;<br \/>\n<strong>Ore 17<\/strong>: arriviamo allo Stadio. Non sembra di essere nel Nord Europa. Lo stadio \u00e8 una struttura fatiscente, scalcinata e arrugginita. Il recinto esterno \u00e8 costituito da un reticolato ossidato e bucherellato ovunque e la zona interna al recinto \u00e8 piena di erbacce, come fosse abbandonata da anni. Non c&#8217;\u00e8 nemmeno un cartello   ad   indicarci il settore e solo seguendo il  flusso di chi si era   informato   col passaparola arriviamo di fronte ad un  ingresso sul   quale si   intuisce che un tempo vi fosse scritto: &#8220;Settore  X-Y-Z&#8221;. In   breve siamo   dentro ma c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va: attorno a noi  ci sono   troppe facce  e  bandiere inglesi per tranquillizzarci. Capiamo  che  il  nostro  settore  non \u00e8 quello ma bens\u00ec quello al di l\u00e0\u00a0 della rete   da  pollaio  che divide  in due la curva. I pi\u00f9 rapidi scavalcano la  rete.   Diceva De  Andr\u00e8: <em>&#8220;Si sa che gli sbirri e i carabinieri spesso al loro dovere vengono meno&#8221;<\/em>      aggiungerei io &#8220;tranne che quando sarebbe opportuno farlo&#8221; e  infatti     una gendarme belga, dotata di cane al seguito, dimostrando  un   quoziente    intellettivo rasoterra, blocca tutti gli altri  votandoci al    linciaggio.  Mio padre nel suo discreto francese spiega  alla gendarme   la  situazione:  che cio\u00e8 non ci \u00e8 pi\u00f9 possibile  rientrare perch\u00e9 ci   hanno  gi\u00e0\u00a0 strappato  i biglietti e che non ci \u00e8  nemmeno possibile   vedere la  partita l\u00ec per  ovvi motivi. La gendarme \u00e8  comprensiva e   simpatetica  quanto un  parchimetro rotto. Decidiamo di  uscire comunque,   avremmo poi  deciso come  fare. Troviamo un  serpentone formatosi nel   frattempo che  decidiamo  essere la coda del  nostro settore e ci   posizioniamo l\u00ec.<br \/>\n<strong>Ore 18.30<\/strong>:  dopo circa un&#8217;ora di coda arriviamo   all&#8217;ingresso   che \u00e8 una porticina  larga quanto una persona. C&#8217;\u00e8 una   fortissima   compressione, il serpentone  si fa piccolo per entrare in   quella   porticina e alla fine si entra  trascinati dalla folla. Lo   strappatore   di biglietti ne controlla uno  ogni tanto. Io e mio padre lo     ignoriamo e siamo dentro. Il settore Z \u00e8  strapieno. Anche all&#8217;interno     lo stadio \u00e8 completamente in rovina. Le  gradinate in cemento sono     ovunque rotte e crepate. Siamo stipati come  bestie al macello, tanto     che il tizio francese o belga di fianco a me mi  spintona ogni volta  che    si gira. Il tifo organizzato bianconero \u00e8  nell&#8217;altra curva,  attorno a    noi famiglie, gruppi di signori di mezza  et\u00e0\u00a0:  apparentemente i  gruppi   delle agenzie turistiche.<br \/>\n<strong>Ore 19<\/strong>:  Una comparsata delle squadre in campo ha   scatenato i   primi cori e la  prima adrenalina. Guardiamo con crescente     preoccupazione al settore  inglese che sembra in ebollizione.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/strage-heysel.jpg\" title=\"strage-heysel.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcoloredelgrano.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/strage-heysel.jpg\" alt=\"strage-heysel.jpg\" class=\"floatleft\" width=\"300\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Ore 19.15<\/strong>: Parte  il primo bengala, basso, ad altezza d&#8217;uomo,     per colpire. Rimaniamo  sbigottiti, si levano proteste e fischi ma dopo     pochi secondi parte un  secondo razzo e poi un terzo e poi altri ad     intervalli regolari. Non  sembra pi\u00f9 solo la stupidit\u00e0\u00a0 di un singolo,     inizia a serpeggiare la  paura, ci si inizia a sentire come bersagli.     Passano pochi minuti e la  rete da pollaio di cui sopra viene  divelta. I    primi inglesi scavalcano  ed attaccano il settore  italiano, inizia la    mattanza. Come pervasi da  una foll\u00eca omicida  quelli iniziano a  menare   fendenti a chi incontrano, a  raccogliere i  calcinacci che si  staccano   dalle gradinate ed a lanciarle  sulla  folla inerme, uno di  quei   calcinacci spacca la testa di un tizio  di  fianco a mio padre che  quando   si gira vedo macchiato del sangue di   costui. La folla  arretra, si  crea  una ressa insostenibile, mi sento   comprimere il  petto. Non  capisco  dove stiamo andando ma non c&#8217;\u00e8 modo  di  fare  scelte. Poi  improvvisamente  la ressa si alleggerisce, \u00e8  successo   qualcosa, non so  che cosa. Gli  inglesi sono sempre l\u00e0\u00a0 anche  se pare  che  l&#8217;assalto si  sia fermato, ma  mi accorgo che qualcuno ha  superato  le  transenne per  cercare salvezza  nel campo di gioco dove \u00e8  accolto  con il  manganello  da altri gendarmi  che il destino non ha  dotato di  facolt\u00e0\u00a0   intellettive. Penso ci sia modo  di seguirli, urlo a  mio padre  che si  pu\u00f2  scendere e scendo di qualche  gradino verso il  basso. No&#8230;  Rimango   impietrito, attonito. Davanti a me  c&#8217;\u00e8 una  distesa di corpi,  non ci   posso credere, non ci voglio credere.   Mentre piovono ancora   bottigliette  un ragazzo sta facendo il  massaggio  cardiaco ad un   ragazza. Vorrei  piangere, vorrei urlare,  vorrei fare  qualcosa ma \u00e8   dannatamente troppo  tardi. Digrigno i  denti. <em>&#8220;Vorrei ammazzarli tutti quei cazzo di inglesi, ammazzarli tutti, cazzzo!!!&#8221;<\/em>.      Puoi leggere e guardare tutto ci\u00f2 che vuoi sulla guerra ma solo    quando   ci affondi dentro, solo quando vedi accanto a te dei corpi    cadere,   capisci quando \u00e8 facile reagire alla violenza con violenza,    quanto \u00e8   facile farsi trascinare nella spirale. Dalle mie spalle sento    la voce di   mio padre. <em>&#8220;C&#8217;\u00e8 l&#8217;uscita, c&#8217;\u00e8 l&#8217;uscita. E&#8217; libera&#8221;<\/em>.    Quella   porticina, da cui pochi minuti prima erano entrate le  persone   che erano   l\u00ec distese, adesso \u00e8 l\u00e0\u00a0, libera, non c&#8217;\u00e8 nessun  maledetto   inglese tra   noi ed essa. Urlo a mio padre: <em>&#8220;E&#8217; morta della gente. E&#8217; morta&#8221;<\/em>.      Mio padre mi trascina via, sento che qualcuno dietro di noi \u00e8 stato      ancora colpito da qualcosa. Imbocchiamo la porticina, siamo fuori.    Fuori   per\u00f2 c&#8217;\u00e8 ancora il recinto e l&#8217;uscita \u00e8 davanti al settore    inglese, ma   fortunatamente quella vecchia recinzione arrugginita \u00e8    piena di buche,   forziamo una di quelle e siamo fuori. Andando verso il    parcheggio  degli  autobus incontriamo una famiglia inglese, padre,    madre e figlio.  Ho una  rabbia folle dentro di me che non riesco a    controllare e la  faccia mi si  contrae in una smorfia che da quel    giorno accompagna tutti  i miei  momenti di grande rabbia. Il bambino mi    guarda spaventato.  Chiss\u00e0\u00a0 se  quel bambino si \u00e8 mai domandato perch\u00e9    avessi quella faccia  quel giorno&#8230;<br \/>\n<strong>Ore 20.15<\/strong>:  Siamo al parcheggio degli autobus e   cerchiamo di   capire cosa \u00e8  successo, perch\u00e9, come. Vediamo arrivare   piano piano   gli altri della  comitiva. Intanto la radio e la televisione     diffondono le prime notizie.<br \/>\n<strong>Ore 22<\/strong>: L&#8217;autobus si avvia verso Mechelen. Non ci sono tutti. Facciamo il conto di chi manca come chi conta i suoi caduti.<br \/>\n<strong>Ore 23<\/strong>:  Arriviamo in albergo. Qualcuno accende la   televisione.   Stanno giocando.  Guardo come fossero fantasmi gli eroi per   i quali   eravamo venuti fin  quass\u00f9, eravamo venuti pensando a tante   cose ma   mai alla morte. Ricordo  ancora gli occhi spiritati di Tacconi   in un   ricordo liquido come quello  di un incubo.<br \/>\n<strong>Ore 24<\/strong>: Usciamo a mangiare qualcosa.  Una signora   belga, dalla   finestra, in un ottimo italiano, ci esprime  solidariet\u00e0\u00a0.   Mi  commuovo.  Solo e soltanto in quel momento mi sembra di  essere    tornato sulla  terra che conoscevo.<\/p>\n<p>In ricordo di<br \/>\n<strong>Rocco Acerra<br \/>\nBruno Balli<br \/>\nAlfons Bos<br \/>\nGiancarlo Bruschera<br \/>\nAndrea Casula<br \/>\nGiovanni Casula<br \/>\nNino Cerrullo<br \/>\nWilly Chielens<br \/>\nGiuseppina Conti<br \/>\nDirk Daenecky<br \/>\nDionisio Fabbro<br \/>\nJaques Fran\u00e0\u00a7ois<br \/>\nEugenio Gagliano<br \/>\nFrancesco Galli<br \/>\nGiancarlo Gonnelli<br \/>\nAlberto Guarini<br \/>\nGiovacchino Landini<br \/>\nRoberto Lorentini<br \/>\nBarbara Lusci<br \/>\nFranco Martelli<br \/>\nLoris Messore<br \/>\nGianni Mastrolaco<br \/>\nSergio Bastino Mazzino<br \/>\nLuciano Rocco Papaluca<br \/>\nLuigi Pidone<br \/>\nBenito Pistolato<br \/>\nPatrick Radcliffe<br \/>\nDomenico Ragazzi<br \/>\nAntonio Ragnanese<br \/>\nClaude Robert<br \/>\nMario Ronchi<br \/>\nDomenico Russo<br \/>\nTarcisio Salvi<br \/>\nGianfranco Sarto<br \/>\nAmedeo Giuseppe Spolaore<br \/>\nMario Spanu<br \/>\nTarcisio Venturin<br \/>\nJean Michel Walla<br \/>\nClaudio Zavaroni<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima dell&#8217;inizio della recente finale di Champions League, tra Liverpool e Real Madrid, alcuni rappresentanti della squadra inglese, tra cui la stella degli anni &#8217;70 Kenny Dalglish, hanno reso omaggio alle vittime dell&#8217;Heysel. 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